Saluzzo: le azioni del Comune per l’accoglienza dei braccianti della frutta

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Operazioni di raccolta in un frutteto del Saluzzese - Immagine di repertorio

Sostegno alla politica “seria”, ricerca di fondi straordinari e condivisione delle risorseeconomiche con tutto il territorio.

Sono questi i tre ambiti a cui continua a lavorare il Comune di Saluzzo per far fronteall’accoglienza dei braccianti stagionali della frutta e agli aspiranti lavoratori senza fissadimora che da maggio a novembre si ritrovano nel distretto agricolo del Monviso (34Comuni).

La raccolta di piccoli frutti, pesche, mele e kiwi ed altre varietà, l’anno scorso ha registratooltre 12 mila contratti. Di questi, circa il 40 per cento è stato firmato da braccianti di origineafricana, regolari e presenti in Italia da anni.

«Dal punto di vista politico – dice il sindaco di Saluzzo Mauro Calderoni – sosteniamo inmodo convinto gli sforzi degli amministratori locali a tutti i livelli, come l’assessoreregionale alla Sanità Luigi Icardi della Lega che, senza indugio, ha nominato ilcommissario straordinario e sta seguendo la situazione con aggiornamenti costanti».

Questo avviene nonostante sul territorio, ad esempio a Saluzzo e Cuneo, alcuni esponentidi forze politiche che sostengono la maggioranza regionale contestino i progetti diaccoglienza promossi dalla Regione stessa e fomentino proteste attraverso, dichiarazioniallarmistiche, manifestazioni e raccolte firme. Per rispondere alle esigenze abitative stagionali del comparto agricolo, il Comune diSaluzzo partecipa alla rete di accoglienza diffusa, prevista dal protocollo coordinato dallaPrefettura e che comprende altri 7 Comuni (Busca, Costigliole, Cuneo, Lagnasco,Savigliano, Verzuolo, Tarantasca).

Un sistema che, però, non dispone di risorseeconomiche e di supporto da parte di altri enti ed istituzioni. «Abbiamo ideato e messo inpiedi – aggiunge Calderoni – un sistema che ritengo virtuoso per trovare una sistemazioneai braccianti, anche alla luce dei pericoli del contagio da Coronavirus. Una rete, però, chenon dispone di adeguate risorse così ci siamo rivolti al Governo nella persona delviceministro dell’Interno Matteo Mauro».

Allo stesso tempo il Comune di Saluzzo ha anche scelto di “dirottare” altre risorse sullarete di accoglienza diffusa. «Siamo all’interno, con la stessa Regione – precisa il primocittadino saluzzese – di un grande progetto nazionale del Ministero dell’ Interno permigliorare le condizioni di lavoro e dei lavoratori in agricoltura, finanziato con i fondi“Fami”, cioè quelli per l’asilo, le migrazioni e l’integrazione. Con gli altri partner abbiamochiesto ed ottenuto di usare queste risorse su tutti gli 8 Comuni del protocollo.

Non solo, abbiamo anche messo a disposizione della rete dell’accoglienza i 128 mila euro ottenutidalle principali fondazioni bancarie del territorio (Compagnia di S. Paolo, Fondazione CrTe CrC), che sono quindi i maggiori finanziatori dell’iniziativa».Infine, tra giugno e luglio il Comune di Saluzzo aveva anche promosso un bandointegrativo di quello regionale, per finanziare con 25 mila euro il noleggio di strutture perl’accoglienza in azienda dei lavoratori, ma anche l’acquisto e le ristrutturazioni.

comunicato stampa