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«Sono pronto a dare il mio contributo»

Il presidente di Confartigianato zona di Alba ha ben chiaro in che modo il sodalizio di cui fa parte da 15 anni sappia essere un utile punto di riferimento per gli artigiani, specie in questo momento di grave crisi economica

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La parola a Daniele Casetta

Il suo compito, al mo­mento è di completare il mandato in corso, visto che il presidente di Confartigianato zona di Alba è stato chiamato ad altro incarico, ma di certo Daniele Casetta non è uno che si tira indietro di fronte agli impegni sfidanti.

Entrato in Confartigianato nel 2005, quasi per caso, come delegato dei giovani di Alba a 25 anni, fin da subito è stato coinvolto dal presidente dell’epoca, Giuseppe Ba­le­stra e nel 2009 è diventato vicepresidente provinciale di Con­fartigianato giovani. Negli anni a seguire ha assunto la presidenza regionale e dal 2016 fa parte del comitato nazionale ricoprendo il ruolo di vicepresidente.

A 40 anni vanta già un’esperienza in Confartigiana­to di tutto rispetto. Possiamo dire che non la spaventa la sfida della presidenza di zona?
«La presidenza di zona è molto impegnativa, perché c’è più dinamismo a quel livello, l’albese poi è un territorio molto attivo e questo non può che farmi piacere. Quando il presidente Balestra è venuto a mancare, Domenico Visca ha ricoperto la posizione vacante, chiedendomi di fargli da vice. C’è stato un lungo affiancamento durante il quale ho potuto imparare molto; il resto lo si apprende passo per passo. Quan­do Dome­nico ora è andato a ricoprire il posto in fondazione Crc e mi ha chiesto se sarei stato disponibile a sostituirlo. Lui è una persona che ha sempre cercato di far crescere le figure che aveva intorno, non ha mai anteposto le proprie ambizioni a quelle degli altri. An­che per questo ho dato la mia piena disponibilità a ricoprire la carica di presidente per i 10 mesi che mancano al rinnovo».

Una volta terminato questo pe­riodo è possibile immaginare un suo impegno per un mandato intero?
«Potrei anche continuare, ma sono a capo di una carpenteria metallica di piccole dimensioni, per cui riesco a staccarmi poco dall’azienda. Di certo il ruolo mi piace, perché consente di avere una visione a 360 gradi sulle problematiche di tutte le categorie, altrimenti non avrei accettato nemmeno di sostituire temporaneamente il presidente Visca. Devo però capire se posso permettermi di ricoprire quel ruolo, riuscendo a ritagliarmi il tempo necessario per farlo bene».

A livello di Confartigianato giovani ha raggiunto le posizioni apicali a livello nazionale. Che bilancio trae di questo impegno?
«È stata una delle esperienze professionali più arricchenti tra quelle fatte finora. La Giunta nazionale è composta da un paio di persone per ogni regione. Questo mi ha consentito, per esempio, di stringere amicizia con un ragazzo di Verona che lavora nel mio stesso campo. Con lui mi sono confrontato sulle problematiche specifiche della no­stra categoria, con altri ho potuto affrontare il tema degli investimenti. È molto utile poter prendere spunto da chi ha grossomodo la tua età, la stessa mentalità imprenditoriale e le stessa ambizioni, ma che magari ha fatto un percorso diverso».

Quali insegnamenti si porta dietro dagli incarichi precedenti?
«Che facendo rete si riescono ad avere molti più risultati di quelli raggiunti operando come singoli. Dobbiamo riuscire a informare meglio i colleghi artigiani di quanto sia importante far parte della vita associativa, portando ancora più gente nei direttivi di zona di Alba».

Cosa le piace del mondo associativo?
«Mi piace tutto quello che ri­guarda la formazione e l’informazione che si fa anche a livello di territorio. Sono state organizzate serate molto interessanti che riguardavano la gestione del credito, una sorta di mini scuola di formazione finanziaria che viene spesso sottovalutata e che invece dovrebbe essere portata all’interno della famiglia. La nostra associazione in questo periodo di Covid, poi ha curato la formazione specifica attraverso “webinar” tenuti da persone specializzate.

In questa fase Confar­ti­gianato sta anche curando la richiesta di contributi per affrontare la crisi economica, con dei costi irrisori per le aziende. Tutto ciò si somma alle battaglie che l’associazione porta avanti per ogni categoria. In questo mo­men­to sono stati svantaggiati gli acconciatori e tutti coloro i quali forniscono un servizio alla persona. Per questo si sta lavorando per promuovere e­menda­menti che possano aiutarli.

Quo­tidianamente a Roma si preparano proposte di modifica di disegni di legge per combattere battaglie a sostegno degli artigiani. Il fatto è che ci accorgiamo di un problema solo quando ci cade addosso. In tante circostanze, però, si sarebbero potuti avere dei problemi in più e c’è stato chi è riuscito a fare in modo che non finissero addosso agli artigiani».

BaNNER