Basket – I Gators chiudono la stagione dei dieci anni: “Continueremo a crescere”

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Una foto del Gators Camp, estate 2019

Quando si raggiunge un traguardo importante come quello dei dieci anni, si preparano feste e celebrazioni per potersi guardare indietro con orgoglio e un pizzico di nostalgia.

I Gators, che in queste settimane terminano la decima stagione di attività sportiva, hanno dovuto rinunciare alle celebrazioni e alla festa con tutti gli iscritti e le loro famiglie, ma questa sosta forzata ha permesso loro di fare il punto sui piccoli e grandi traguardi collezionati in questi anni.

La società B.C. Gators ha iniziato l’attività nella stagione 2009/2010 con una chiara, ma non così semplice, intenzione: far giocare chiunque lo volesse, al massimo livello possibile.

A distanza di dieci anni i numeri ci raccontano che i Gators sono riusciti a raggiungere quest’intento, avendo all’attivo due squadre senior e dodici formazioni giovanili, tra maschile e femminile, per un totale di 170 atleti e potendo contare su uno staff con più di venti allenatori ed istruttori, di cui ben quattro formati a livello nazionale.

Al primo anno, l’allora unica squadra, conquistò al primo tentativo la promozione in serie D, da cui non se ne sarebbe più andata, sfiorando in diverse occasioni anche la C Silver, mentre a livello giovanile i bianco-verdi, sono riusciti in pochi anni a diventare una realtà di tutto rispetto nella provincia di Cuneo e nel basso Piemonte: nel 2016 la formazione degli Under-13 si laureò Campione Regionale, chiudendo il campionato da imbattuta e nello stesso anno fecero il loro esordio le Lady Gators, la prima squadra femminile in assoluto per la società.

È però sul minibasket che gli “Alligatori” hanno investito tutti i loro sforzi, sia lavorativi sia economici. Un sempreverde adagio recita che “il duro lavoro paga sempre” e i biancoverdi ora possono dire che è effettivamente così: dopo dieci anni, infatti, dal primo centro minibasket di Caramagna sono arrivati ad annoverare ben dieci poli Minibasket, dislocati in tutto il territorio saviglianese e cuneese. Gli iscritti sono passati da 15 a oltre i 330 di questa stagione appena conclusa. Uno dei numeri più alti in tutto la provicia.

“Nel 2009/2010 la crisi economica aveva già colpito le società sportive e noi forse da incoscienti, ma pieni di entusiasmo per provare a fare qualcosa di nuovo, ci siamo lanciati”, dice Daniele Scotta, vicepresidente e uno dei fondatori della società, che continua: “Avevamo però le idee chiare, perché sapevamo che senza programmazione non saremmo durati più di due stagioni: abbiamo fatto un passo alla volta, aggiungendo ogni anno qualcosa in più. Un allenatore, un nuovo centro minibasket, una squadra giovanile”.

Francesco Nasari, presidente dei Gators, sottolinea come “la ricerca di una nostra identità, diversa da quello che si stava già facendo in ambito sportivo provinciale, è quello che ci ha mosso da subito. Oggi possiamo dire di averla trovata: le famiglie che ci affidano i loro ragazzi e ragazze sanno che prima del basket vengono i valori, prima del risultato il divertimento, sempre e comunque. Siamo cresciuti così tanto anche grazie alla fiducia che si è instaurata tra noi, gli iscritti e le loro famiglie. Vogliamo essere un ambiente protetto, in cui potersi divertire anche al di là del basket”.

Per questo i Gators non sono attivi soltanto durante la stagione sportiva, ma anche d’estate, con tre diversi camp, che coinvolgono allenatori da tutta Italia e da tutta Europa: “Non abbiamo mai paura del confronto, anzi riteniamo che l’unico modo per crescere, sia imparare da quelli più bravi di noi”, racconta ancora Scotta. “La qualità negli allenamenti e nella “costruzione” dei ragazzi è ciò che stiamo ricercando ormai da qualche anno, investendo nella formazione dei nostri allenatori e avvalendoci di consulenze apparentemente molto lontane dallo sport, come a esempio un Mental Coach”.

Gli alligatori però non intendono fermarsi qui: l’obiettivo è quello, un giorno, di costruire una cittadella Gators, ma prima di arrivarci, ci sono tanti traguardi da tagliare. Quali sono? Lo scopriremo nei prossimi dieci anni.