Home Attualità Cuneo, Confcommercio dal prefetto: “Fase 2 anche per noi, fateci riaprire”

Cuneo, Confcommercio dal prefetto: “Fase 2 anche per noi, fateci riaprire”

Una delegazione dell'associazione dei commercianti ha consegnato a Giovanni Russo un manifesto con le proprie richieste. Presente anche il sindaco Borgna: "Siamo tutti sulla stessa barca"

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Riapertura e sicurezza, contributi e liquidità, fiscalità e ammortizzatori sociali, futuro e ripartenza. Sono i 4 punti principali contenuti nel manifesto che Confcommercio Cuneo ha consegnato al prefetto Giovanni Russo perché lo faccia pervenire al presidente del Consiglio. Chiedono di potere ripartire già dal 4 maggio i commercianti, rispettando le misure di sicurezza. Una delegazione capeggiata dal presidente Luca Chiapella e dal direttore Marco Manfrinato si è prima recata in Questura per un incontro preliminare con il questore Emanuele Ricifari, quindi la visita in Prefettura. “Chiediamo che la fase 2 parta anche per noi – ha spiegato il presidente Chiapella – . Da oltre 60 giorni le nostre imprese sono chiuse, la misura è colma. Vogliamo risposte certe in tempi brevi: in tutta sicurezza e rispettando i protocolli, noi siamo pronti a partire”.

Tra le richieste dei commercianti contributi a fondo perduto, la possibilità di rinegoziare i debiti bancari, di poter avere un nuovo credito e di sospendere i pagamenti di bollette e affitti. Ed ancora: la liquidazione immediata delle pratiche di cassa integrazione, con una previsione di durata ben superiore alle 9 settimane, lo stop alle imposte locali, una estensione del credito d’imposta anche per uffici, magazzini e alberghi e la cancellazione dell’imposizione fiscale per tutto il 2020.

Presente a supporto dell’iniziativa anche il sindaco di Cuneo e presidente della Provincia Federico Borgna, insieme all’assessore del Comune di Cuneo Luca Serale: “Credo che in questa battaglia non ci debba essere controparte: siamo tutti sulla stessa barca, bisogna riuscire a mettere insieme sicurezza sanitaria e ripresa delle attività economiche. Paradossalmente è più semplice chiudere che ripartire, è necessario che ognuno faccia qualcosa in più di quello che può per riuscire a ripartire il prima possibile ed in massima sicurezza”.