Monteu Roero: il sindaco chiude (per ora) le porte alla tecnologia 5G

Parla Sandri: “Installazioni vietate, qui, fino a quando si dimostrerà che non sono pericolose”

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In un periodo sicuramente straniante per il mondo e l’intero Paese, a fianco di quell’argomento dominante che è tutto ciò che riguarda il Coronavirus, c’è un altro tema che parallelamente sta coinvolgendo l’opinione pubblica: ossia, lo sviluppo della tecnologia 5G.

Questa nuova, più potente forma di trasmissione del segnale di telefonia mobile cellulare, di per sé sta semplicemente a significare “quinta generazione”: per cui si amplificherebbero qualità e velocità di funzionamento dell’oggetto-simbolo della nostra epoca, ma anche preoccupazioni diffuse circa la pericolosità delle onde così trasmesse.

In attesa di comprendere portata e nocumento di questa evoluzione tecnica, c’è chi ha preso una posizione anche dal punto di vista degli Enti locali: è il Comune di Monteu Roero, che con il suo sindaco Michele Sandri ha dato il via libera a una risoluzione tesa a voler approfondire il tema con chiarezza e con le dovute cautele.

L’organo esecutivo ha preso atto, in primis, di alcuni elementi obiettivi: il numero di italiani che utilizzano il “telefonino” (sono 40 milioni: più del 60%), la fascia d’età che ne fa maggiore impiego (i giovani, probabilmente più soggetti a possibili patologie legate all’eccessivo “sforzo cellulare”) e il rischio cancerogeno susseguente alle onde elettromagnetiche ad altissima frequenza, sancito peraltro da realtà istituzionali come l’Airc (l’associazione italiana per la ricerca sul cancro) e l’organizzazione mondiale per la sanità.

Michele Sandri

Il primo cittadino ha ben chiare le premesse, e la loro rilevanza: «La questione dell’inquinamento elettromagnetico è diventato uno dei temi che maggiormente preoccupano l’opinione pubblica: non solo a causa della proliferazione dia antenne radiotelevisive e dei ripetitori per la telefonia cellulare, ma anche a causa del progressivo diffondersi dei risultati di ricerche scientifiche attestanti i rischi per la salute dell’uomo derivanti dall’esposizione ai campi elettromagnetici. E’ un tema estremamente complesso».

Tanto più che, già nel 2018, l’Autorità Garante per le Comunicazioni ha autorizzato le procedure per l’assegnazione e le regole per l’utilizzo delle frequenze disponibili per il 5G.
Quale coinvolgimento, per il territorio monteacutese? «Potrebbero pervenirci, da parte di svariati operatori economici, richieste finalizzate ad attuare la sperimentazione di questa tecnologia: una frontiera del tutto inesplorata, dal momento che mancano studi preliminari sulla valutazione del rischio sanitario».

Monteu è un punto strategico: uno dei grandi serbatoi d’acqua della provincia di Cuneo (fu una “salvezza” nell’emergenza idrica della Granda, proprio nel 2018) e con una geografia che, tra alture, colli e ampie zone “selvagge”, è consapevole delle sue risorse. Forse, anche per questo, gli amministratori vogliono mettere le mani avanti: con il desiderio di far prevalere il prevalente interesse pubblico della tutela della salute, in assenza di certezze reali di fronte alla grande incognita del 5G.

Come ci si muoverà? Sandri ce lo spiega: «E’ doveroso assumere misure a tutela della cittadinanza, allo scopo di prevenire danni gravi ed irreversibili: abbiamo deciso di vietare ogni installazione o sperimentazione della tecnologia 5G sul territorio di Monteu, fino a quando non verranno individuate evidenze scientifiche tali da dimostrare l’assenza di pericolosità della stessa».

L’impegno è concreto: e, come una quadratura del cerchio, si unisce alla politica condotta nella battaglia al Covid-19: «Sarà mia e nostra cura accertarsi sulla sua reale pericolosità: assumendo, nel dubbio, ogni provvedimento, anche contingibile ed urgente, a tutela della salute del nostro paese, della nostra gente. Così come stiamo agendo nell’emergenza Coronavirus, voglio sottolineare che la salute è un tema importante, fondamentale, da difendere ogni giorno».

Paolo Destefanis