AMARCORD CUNEO CALCIO – Anni ’80, l’esordio di Calandra con Borsalino, il ritorno tra i Pro

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Chiudiamo, facendo per un giorno un salto un po’ più indietro, in un momento più lontano rispetto agli aneddoti fin qui raccontati sul Cuneo Calcio che fu, ma che certamente ha tanti elementi di contatto con l’oggi.

Ci fu un tempo, a cavallo tra anni Settanta ed anni Ottanta, in cui a Cuneo il pallone sembrava non trovare pace. Una descrizione più che mai attuale, insomma. Prima la fine dei sogni, con l’autogestione societaria da parte dei giocatori fino al fallimento vero e proprio. Quindi la rinascita, qualche campionato nell’anonimato, il ritorno in D, l’incapacità di saper reggere economicamente i piani nobili del calcio semi-professionistico e la decisione di ripartire ancora una volta dalla Promozione.

Furono quindici anni tormentati, fino alla seconda metà degli anni ’80. Stagione 1986/87, il titolare della cattedra in corso Monviso è Carlo Borsalino, guarda caso proprio l’editore del nostro giornale online e della rivista Idea.

C’è un ragazzo cresciuto nel vivaio che pare già essere promesso sposo a Beinette, di nome Pierangelo Calandra. Ha diciotto anni, Borsalino s’impunta e lo tiene con sé, facendolo esordire già alla prima giornata, dopo appena 20’, al posto di Vergati. Non uscirà praticamente più, divenendo un “eccellente jolly difensivo”, come ancora oggi Borsalino lo ricorda affettuosamente, ma, soprattutto il pilastro di un Cuneo dalle rinnovate ambizioni.
Su di lui e su altri giocatori di spessore si costruirà il trionfo di due anni dopo: 1988/89, il Cuneo Calcio domina senza storia il campionato Interregionale (così si chiamava la Serie D) e torna in Serie C2.

In panchina Barlassina; Durando tra i pali; Calandra, Chiapale, Bortolas ed il libero Parente in difesa; Benzi, Rolando e Baldi a centrocampo; Nistri, Rocca e Marafioti in avanti. Questo l’undici tipo di quello squadrone che vinse, trionfando nell’ultimo atto con un secco 3-0 a Santa Margherita Ligure. “Eravamo stati costruiti per vincere. Io pur facendo il servizio militare riuscii a giocare con continuità. Fummo in testa dall’inizio alla fine” – ricorda lo stesso Calandra.

Il Cuneo ritornava in C2 ed apriva un mini-ciclo con l’avvento del nuovo decennio. Calandra, classe 1968, saluterà il “Paschiero” dopo 182 partite nel 1992 (5 gol), aggiungendone poi altre 10 nel solo anno disputato nuovamente in biancorosso, in Serie D, nel 1997. Lì si formarono molti degli elementi del Cuneo di oggi.