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Marco Perosino (Forza Italia) sullo Sbloccacantieri: “Ci vogliono scelte necessarie e di coraggio”

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Approvato in aula il 6 giugno scorso, il Decreto sbloccacantieri ora passa alla Camera. Ci sono state più di 500 votazioni e più di 1000 emendamenti ampiamente discussi. Nel decreto sono state inserite normative che dovevano essere decise e che riguardano argomenti affini quali il Mose (la protezione della laguna di Venezia), l’autostrada A22 del Brennero affrontata in aula per problemi di concessioni e scadenze. Importante la questione dei paesi terremotati: deroghe che riguardano i commissari, nominati in caso di gravità e/o ritardo nella procedura di gare, appalti e ricostruzione.

Il Governo li può nominare e qui le opposizioni si sono dette fortemente contrarie perché sostengono che dietro ogni nomina ci sia corruzione ma non è così. – ha commentato il senatore Marco Perosino – Il commissario può accelerare le procedure e deve avere poteri se no è tutto una complicazione, nulla va avanti. Sullo sbloccacantieri, che ha ovviamente riguardato la parte più ampia della discussione ci sono molte cose che mi trovano d’accordo, scelte necessarie e di coraggio che non possono che giovare ad una burocrazia a volte lenta come la procedura degli appalti: la CUC (Centrale Unica di Committenza) diventa facoltativa per i Comuni, i commissari di gara possono essere scelti da elenchi ministeriali o recepiti in loco, persone con provata professionalità. Rivista anche la tabella che indica, sulla base degli importi degli appalti, quante offerte l’Ente deve richiedere.

Al di sotto di certi importi è possibile affidarsi a imprese locali: per lavori sotto i 40 mila euro è a discrezione della amministrazione, da 40 mila a 150 mila bisogna richiedere 3 offerte, 10 offerte da 150 a 350, 15 da 350 mila a 1 milione. Snellire quindi le procedure perché è necessario capire che il codice dei contratti è creato per i grandi appalti. I lavori di importo minore devono poter essere fatti in modo rapido e il codice, come le direttive europee, lo prevedono. L’Amministrazione deve agire e operare bene, fare ricerche commerciali in loco tra le ditte conosciute, evitando costi aggiuntivi di procedura e rischi da parte di imprese che facciano “cartello”. Questo è stato utile. – conclude Perosino – Sostengo sempre di più che debbano essere auditi i tecnici delle Province e dei Comuni perché loro sanno direttamente quali sono le difficoltà quotidiane degli uffici. Loro sono il braccio operativo della politica e dello Stato“.