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Crac Rotoalba, bancarotta da 15 milioni di euro: chiusa l’operazione della Guardia di Finanza

Illustrate le ultime fasi dell'operazione denominata Gutenberg: tre persone arrestate, dovranno versare 1,5 milioni di euro di imposte ciascuno

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La Guardia di Finanza di Cuneo ha concluso l’operazione denominata “Gutenberg”, relativa al crac dell’azienda Rotoalba. Una bancarotta da 15 milioni di euro, a cui si arrivò partendo da un normale controllo fiscale effettuato all’inizio del 2015 che evidenziò una situazione finanziaria disastrosa da parte dell’azienda, che non aveva peraltro versato i contributi dei dipendenti per una somma pari a oltre 2,5 milioni di euro.

Nel luglio del 2016 vennero arrestati gli amministratori Guido Veneziani (in carcere) e i fratelli Patrizia e Gianmaria Basile (ai domiciliari), ma nella vicenda erano coinvolti anche tre rappresentanti degli Organi di vigilanza, Francesco Pecere, Marco Pezzoni e Rino Garbetta.

Nel corso di una conferenza stampa, il Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Cuneo ha illustrato le fasi conclusive dell’operazione: la solidità dei riscontri in sede processuale penale ha permesso di riprendere a tassazione, nei confronti degli imputati, proventi illeciti indebitamente conseguiti per 15 milioni di euro.

Ognuno dei tre amministratori arrestati dovrà versare circa 1,5 milioni di euro di imposte. I finanzieri hanno già provveduto al sequestro di alcuni beni immobili dei tre amministratori: nello specifico una casa a Saint Jean, in Costa Azzurra, dell’imprenditore milanese Veneziani, noto per essere il marito dell’ex moglie di Gerry Scotti, e una lussuosa abitazione a Santa Margherita Ligure di proprietà dei Basile.

Oltre alla parte tributaria, c’è anche un debito di circa 30 milioni di euro che l’azienda ha contratto con creditori esterni. Ricordiamo che il crac della Rotoalba ha lasciato senza lavoro 133 dipendenti.