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Tra un caffè e un cappuccino, Alice Basso ospite a La Bookeria di Alba

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Gli incontri con l’autore Tra un caffè e un cappuccino proposti da La Bookeria di Alba si arricchiscono di un nuovo appuntamento. Martedì 22 gennaio alle 20.30, ad incontrare i lettori nell’accogliente caffè letterario albese sarà Alice Basso, l’autrice che ha spopolato con i racconti thriller che hanno come protagonista la ghostwriter Vani Sarca, editi da Garzanti.

Alice Basso, classe 1979, editor e traduttrice milanese che ora vive vicino a Torino, presenterà La scrittrice del mistero, il quarto e penultimo libro della serie sulla ghostwriter Vani Sarca, iniziata nel 2015 e che si concluderà a maggio 2019 con il quinto e ultimo libro.

Dopo il successo di L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome, Scrivere è un mestiere pericoloso e Non ditelo allo scrittore, in La scrittrice del mistero ha trovato forma un nuovo imperdibile romanzo in cui, per la protagonista Vani, dare vita a un libro, risolvere un caso e accettare di essere innamorati sono tre passi complicati ma insolitamente legati tra di loro. Ingresso libero

Piccola intervista ad Alice Basso
Come è nato il personaggio di Vani Sarca?
Io lavoro nell’editoria da una quindicina d’anni (faccio la redattrice, la editor e la traduttrice) e nel 2014 avevo una gran voglia di scrivere qualcosa che raccontasse il mondo dei libri da “dietro le quinte”. Più che altro perché è un ambiente spassoso, e anche molto variegato: spesso anche chi ama i libri non ha idea di quante persone, e in quanti ruoli diversi, lavorino dietro a ogni pubblicazione. Così mi serviva una protagonista da far muovere in questo ambiente. Inizialmente pensavo di farle fare la editor, come me, ma poi ho avuto una folgorazione e mi è venuto in mente il ruolo del ghostwriter (ossia di quello scrittore che scrive libri che poi però vengono firmati da qualcun altro): un ruolo ancora più interessante, perché apre tutta una serie di riflessioni interessanti sul tema dell’identità, del “trovare la propria voce” (che è una cosa che ogni scrittore si sente dire). E così è nata Vani Sarca: ghostwriter 34enne, molto brava nel suo mestiere perché capace di imitare la “voce” di chiunque, ma misantropa e disincantata (e dall’inquietante look dark).

Quando scrive?
Ah, a saperlo! Quando riesco. Avendo un lavoro “vero” a tempo pieno, vado in ufficio tutti i giorni e lì faccio la editor e la redattrice, cioè lavoro su libri altrui; la scrittura dei miei, di libri, la comprimo o la sera o la mattina presto, o nei weekend, o nelle pause pranzo. Fortunatamente riesco a scrivere ovunque: in treno, nei bar, in albergo (quando sono in giro per presentazioni)… quando incontro aspiranti scrittori che dicono che non hanno tempo e non hanno concentrazione e così via, dico sempre: non scoraggiatevi, si impara!
Quando le nasce un’idea, un’ispirazione per un nuovo capitolo o un nuovo libro cosa fa?
Me la appunto da qualche parte, poi sento i polpastrelli prudermi dalla voglia di mettermi a scrivere al più presto la nuova storia… e li tengo fermi. Perché ormai ho capito che prima di mettermi a scrivere devo definire bene cosa scrivere, nella mia testa: mi devo raccontare la trama per intero (presente, quando si dice “farsi il film”?), immaginare le scene, mettere in discussione le incoerenze, e annotare tutto questo in una scaletta che sia più dettagliata possibile. Solo a quel punto mi siedo al computer: ma lì viene il bello, perché, avendo risolto prima tutta la parte “strutturale” della storia, da quel momento in avanti posso solo divertirmi a scriverla.

Qual è l’ostacolo più grande che si è trovata ad affrontare mentre stava scrivendo?
Ci sono scrittori che hanno periodicamente dei mezzi esaurimenti nervosi da pagina bianca. Io ho il problema contrario: tagliare. Sono logorroica e grafomane e credo ci sia una parola per definire anche l’eccesso di idee creative – non sempre buone, altrimenti non sarebbe un problema! Quindi il mio problema è disciplinarmi. Per esempio, a me piace uno stile sobrio, incisivo, con battute sarcastiche puntuali ed essenziali e tutte le parole al posto giusto: crede che mi venga spontaneo? Col cavolo! Non ricordo più chi disse “se avessi avuto tempo ti avrei scritto una lettera più breve”, ma è una frase che io capisco perfettamente, perché per me il grosso del lavoro è darci dentro di forbici e lima.

Sta già pensando a un nuovo romanzo?…i suoi affezionati lettori lo attendono di certo.
Il quinto e ultimo libro della serie di Vani Sarca è già finito e mi sta guardando dalla cartella Documenti del computer, un po’ dispiaciuto per il fatto che ci dovremo lasciare. D’altra parte è stata una mia idea, sin dall’inizio, fare solo cinque libri: a me piacciono le serie corte, compatte, con un capo e una coda; quante volte ho imprecato davanti alla centomillesima stagione di una serie tv che magari era iniziata bene ed era andata sfilacciandosi e perdendo di coerenza interna nel tempo… Inoltre, dopo Vani, ho tantissimi progetti in testa e non vedo l’ora di presentarveli!

c.s.