Servizio Civile: cosa cambia con il nuovo sistema? | L’assessore regionale Augusto Ferrari a Cuneo ha incontrato gli enti accreditati per prepararli alle nuove direttive del 2018

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“Sono in arrivo cambiamenti rilevanti dal 2018, è necessario attrezzarsi per essere preparati”. L’assessore regionale alle Politiche Sociali della Famiglia e della Casa, Augusto Ferrari, ha incontrato a Cuneo, nella Sala Falco del Centro Incontri della Provincia, gli enti accreditati per il Servizio Civile in vista dei cambiamenti che entreranno in vigore a partire dal 2018.

 

Il nuovo sistema di Scu (Servizio Civile Universale), delinea una governance statale e regionale della materia del tutto innovativa: “Vogliamo incontrare gli enti accreditati per il servizio civile – ha spiegato l’assessore Ferrari -: questo è il terzo di quattro incontri che stiamo svolgendo in Piemonte con l’obiettivo di spiegare i rilevanti cambiamenti che entreranno in vigore dal 2018: è necessario attrezzarsi in questi mesi per essere in grado di affrontare questa nuova stagione preparati”.

 

Ma quali sono questi cambiamenti? Ferrari li ha sviscerati nel corso dell’incontro cuneese, aperto dal presidente della Provincia Federico Borgna: “La cosa principale da condividere, è che nel nuovo sistema gli enti avranno bisogno di fare aggregazioni più ampie – ha spiegato l’assessore regionale – : questo significa che quelli che hanno un numero piccolo di sedi in cui far lavorare i ragazzi e le ragazze nel servizio civile, dovranno fare rete con altri enti, aumentando così la propria dimensione e mettendosi nelle condizioni di poter partecipare al Servizio Civile Universale. Inoltre rispetto alla situazione precedente, il Servizio Civile può coinvolgere un maggior numero di funzioni ed ambiti: non solo assistenza sociale, ma anche cultura, ambiente, protezione civile. E’ una bella sfida, che vogliamo affrontare con determinazione ed in condivisione con i territori”.

 

Augusto Ferrari ha anche spiegato cosa significa per un giovane l’esperienza del servizio civile: “E’ un’opportunità per essere partecipe della comunità, inserendosi nel tessuto vitale di quella realtà. E poi è anche l’occasione per conoscere sé stessi e diventare più consapevoli delle proprie capacità, un percorso che può risultare utile in futuro nel mondo del lavoro”.

 

Gabriele Destefanis