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Capitale della Cultura 2020, Cuneo ci prova: “Buone possibilità di vincere”| Presentata la candidatura del capoluogo della Granda, con un progetto che ha coinvolto anche Fossano, Savigliano, Saluzzo e Mondovì

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Cuneo corre per diventare la capitale italiana della cultura nel 2020. Il capoluogo della Granda si è candidato per questo ruolo, insieme ad altre 45 città; a novembre si conosceranno i nomi delle 10 finaliste, entro il 31 gennaio ci sarà un vincitore.

 

Il bando per il conferimento del titolo di capitale della cultura viene indetto ogni anno dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, un’iniziativa volta a sostenere, incoraggiare e valorizzare la capacità progettuale delle città italiane nel campo della cultura. La candidatura cuneese è nata su sollecitazione di un Comitato spontaneo di cittadini che il Comune ha raccolto, coinvolgendo poi nel progetto i Comuni di Fossano, Mondovì, Saluzzo e Savigliano, con il fondamentale contributo di Fondazione Crc, Camera di Commercio e Fondazione Artea.

 

A fare gli onori di casa, l’assessore al Turismo del Comune di Cuneo Cristina Clerico: “Questa candidatura è un’opportunità che non abbiamo voluto perdere, per avere un punto di vista ed una prospettiva diverse sulla città e sul territorio, con l’ambizione di vedere in mostra il nostro patrimonio culturale, costituito da storia e persone che abitano il nostro territorio”. La Clerico ha anche voluto sottolineare il bel lavoro di collaborazione fatto insieme agli altri Comuni e ad alcuni enti: “E’ stato un lavoro bellissimo, svolto in tempi brevi e quindi duro, ma anche entusiasmante. C’è sempre stata grande collaborazione da parte di tutti, questo significa che ci sono le basi per poter lavorare bene insieme”.

 

La parola è poi passata ad Andrea Borri e Alessandro Isaia, rispettivamente presidente e project manager del comitato promotore: “La candidatura è nata grazie ai compagni di avventura che hanno sposato un’idea che sembrava un po’ folle – ha detto Borri -. Il bando non vuole premiare le bellezze che già ci sono nelle città, ma una progettualità nuova, che sappia fare rete: è stato faticoso, ma è stato fatto un grande lavoro ed il dossier ci piace, siamo soddisfatti. Le possibilità di successo sono concrete”.

 

“Si può vincere, è vero – ha confermato Isaia, che è anche direttore di Artea -: se saremo premiati bene, altrimenti possiamo cominciare a fare un po’ di festa già questa sera, perché abbiamo fatto un gran lavoro in tempi brevissimi, abbiamo usato un metodo che per noi è già vincente e siamo riusciti a dare con rapidità concretezza alle idee. E’ stata un’opportunità per testarci, e abbiamo capito che possiamo lavorare insieme. Le linee guida del nostro dossier sono l’identità di chi abita questo territorio, il sostegno della proposta culturale, lo sviluppo della creatività e la capacità di gestire il confronto”.

 

A chiudere la conferenza stampa, gli interventi dei rappresentanti dei Comuni coinvolti nel progetto: Paolo Adriano, sindaco di Mondovì, Mauro Calderoni, sindaco di Saluzzo, Laura Liberti, assessore alla Cultura di Savigliano, e Davide Sordella, sindaco di Fossano. Molto apprezzato quest’ultimo intervento: “E’ un momento storico – ha detto Sordella -, riusciamo finalmente a mettere insieme le nostre città con un racconto legato alla cultura. Ma la cultura non deve essere solo manifestazioni, ma inclusione sociale: troppe persone sono emarginate, la cultura è una delle risposte a questo problema. Saranno loro i protagonisti di questo racconto”.

 

Gabriele Destefanis

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