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Un bilancio regionale per rimettere in pista il Piemonte | L’assessore Valmaggia: “Dopo anni difficili si torna a pensare al territorio, con un occhio di riguardo ai temi ambientali e paesaggistici”

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Il Consiglio di Palazzo Lascaris ha approvato il Bilancio di previsione 2017 della Regione Piemonte che ruota attorno a un budget complessivo di 12 miliardi di euro, di cui 8 miliardi destinati al settore della sanità.

Un documento importante, caratterizzato da nuove risorse e progetti in prospettiva, a tre anni dall’inizio della legislatura che il presidente, Sergio Chiamparino, ha sintetizzato con un “Orgogliosi della strada percorsa fino a qui”.

Durante la presentazione, il governatore ha elogiato il vicepresidente e uomo dei conti stimato in modo bipartisan, Aldo Reschigna, e l’intera Giunta per il lavoro portato avanti nel corso del mandato.

Forse si potrebbe fare di più, ma pesa l’enorme debito accumulato dalle amministrazioni precedenti (10 miliardi) e la quota capitale e interessi di oltre 600 milioni di euro (saranno 683 milioni nel 2018) che, ogni anno, devono essere pagati per rimborsarlo. Si tratta di un importo tre volte superiore a quello delle altre regioni del Nord.

Chiamparino, concludendo l’intervento, si è anche tolto qualche sassolino dalle scarpe e, rivolgendosi alle minoranze, ha affermato: “Ci vuole un bel coraggio nel dichiarare che abbiamo ridotto la Regione Piemonte “al pian dei babi”, soprattutto se a dirlo è chi, negli anni scorsi, ha portato l’Ente a un livello in cui anche gli anfibi più disponibili ad adattarsi non avrebbero potuto vivere”.

Il numero di uno di Piazza Castello, con un pizzico di amarezza, ha poi dichiarato: “Non c’è sufficiente consapevolezza della gravità della situazione economico-finanziaria della Regione e degli sforzi che si sono dovuti fare, e si dovranno ancora fare, per rimettere la macchina amministrativa in condizioni di procedere”.

All’assessore Alberto Valmaggia abbiamo chiesto di spiegarci quali sono le maggiori novità contenute nel documento di programmazione economica.

“Dopo anni difficili – sottolinea – la Regione torna ad assumere nel comparto della Sanità e ad investire sul territorio. Sono stati stanziati 25 milioni di euro a favore dei Comuni per interventi sulla viabilità, i cimiteri, l’illuminazione pubblica, le strade e la manutenzione straordinaria, le opere di edilizia scolastica e quelle in ambito culturale e turistico, il recupero da destinare a fini locativi di immobili da parte delle Aziende territoriali per la casa e dei Consorzi con finalità socio-assistenziali”.

Inoltre? “Ci sono risorse significative destinate alla rimozione dell’amianto dagli edifici pubblici, al recupero del dissesto idrogeologico, al rinnovo del parco rotabile dei mezzi del trasporto pubblico locale (23 milioni), a favore del sistema neve, soprattutto per le stazioni più piccole (5 milioni), alle aziende agricole che non avevano ottenuto precedentemente fondi, pur rispettando i requisiti dei bandi del Programma di Sviluppo Rurale (7 milioni), alle strade provinciali e con l’aggiunta di 500.000 euro al finanziamento di 796.000 euro del Ministero delle Infrastrutture per i progetti presentati dai Comuni che hanno l’obiettivo di sviluppare e mettere in sicurezza i percorsi ciclabili e pedonali”.

Ma c’è dell’altro ancora. “La Regione torna a investire nell’università: più di 21 milioni per finanziare le borse di studio e 3 milioni per interventi su aule e residenze.

Un’attenzione particolare è stata riservata al welfare con un milione di euro in più al fondo per le morosità incolpevoli; 250.000 euro per l’Agenzia regionale adozioni internazionali; 1 milione per la capitalizzazione delle cooperative che decidono di fare investimenti.

Infine, abbiamo risorse extra anche per la cultura: 200.000 euro destinati al bonus, probabilmente di 15 euro, da assegnare ai minori di 18 anni che visiteranno il Salone del Libro e acquisteranno nuovi libri; 100.000 euro alle minoranze linguistiche; e il contributo, in aggiunta alle risorse ordinarie, per importanti realtà territoriali come le Pro loco (250.000 euro) e gli Ecomusei (140.000 euro)”.

II Bilancio condiziona sempre le scelte di sviluppo della Regione.

Pare di capire che il Piemonte, dopo alcuni anni anche drammatici, è ancora nel tunnel del risanamento, però, tutto sommato, in fondo vede una luce.

“Quando ci siamo insediati l’Ente rischiava il default. Aver risanato i conti ed essere usciti dal Piano di rientro della sanità non significa solo aver messo il Piemonte in condizioni di camminare, ma poter attivare nuovi investimenti utili al territorio. Dai fondi europei, tutti co-finanziati, allo sviluppo dell’innovazione; dalla coesione sociale alla crescita dell’agricoltura. Finpiemonte è diventata uno strumento per facilitare l’accesso al credito e che permetterà di affrontare temi strategici e cruciali per il futuro.

Certo rimangono ancora da risolvere questioni significative: dalla liquidità ai pagamenti delle partite arretrate.

Ma come ha detto il vicepresidente Reschigna: “Non siamo degli amanti del rigore, tuttavia la certezza dei conti di bilancio è la migliore garanzia che la Regione possa essere utile alla comunità piemontese e non, al contrario, costituirne un problema”.


Nella sua relazione il Presidente ha citato come uno dei punti qualificanti del percorso di Giunta lo sviluppo della programmazione ambientale e territoriale. Un riconoscimento importante al suo lavoro.

“Grazie all’impegno di squadra, nella prima parte di legislatura sono stati approvati il Piano Rifiuti, quello Amianto e il Piano Forestale Regionale: strumenti che attendevano da anni di essere sbloccati.

Dopo un decennio dall’inizio dell’iter, è stata firmata la Convenzione con il Ministero per il Piano Paesaggistico Regionale. Nel luglio 2015 è stata approvata la nuova Legge di riordino dei Parchi e, con l’insediamento degli organi gestionali, adesso si possono cogliere i primi frutti positivi.

Infine, è imminente l’adozione del Piano della qualità dell’aria. Risultati significativi, che contraddistinguono e concretizzano l’attività svolta fino a ora”.

 

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