“Il Sindaco di Cuneo e l’irresistibile fascino della democrazia (degli altri)” | L’Associazione Cittadini per Passione commenta, polemizzando, il Sì di Federico Borgna alla Riforma Costituzionale: riceviamo e pubblichiamo

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Apprendiamo oggi che il Sindaco di Cuneo si è iscritto al fronte dei sostenitori della riforma costituzionale. A suo avviso, infatti, “la vittoria del sì renderà il ricorso allo strumento referendario più attuabile e più concretizzabile nel nostro ordinamento: un ulteriore passo di avvicinamento dei cittadini alla partecipazione attiva alla costruzione del Paese”.

A fronte a questa dichiarazione, che ci lascia sbalorditi, gli chiediamo se è informato su cosa stia accadendo nel Comune che amministra.

 

È consapevole, signor Sindaco, che da anni è impossibile tenere referendum locali a Cuneo, a causa dell’inerzia della sua amministrazione nell’approvare un regolamento? È consapevole, signor Sindaco, che fin dal 2012, alla sua presenza, diversi consiglieri comunali hanno segnalato che ai cittadini cuneesi vengono negati i più elementari diritti di partecipazione garantiti dallo Statuto, per cui di fatto lei ha impedito, nella sua città, quell’“avvicinamento dei cittadini alla partecipazione attiva” di cui va parlando? È consapevole, signor Sindaco, che da mesi giacciono depositati in Comune i testi di due quesiti referendari – uno sul teleriscaldamento e uno, guarda un po’, sulla partecipazione popolare – che non vengono neppure esaminati perché la sua amministrazione non è stata in grado neanche di mettere in piedi una commissione che li possa valutare? È consapevole, signor Sindaco, che la sua maggioranza sta da mesi prendendo in giro chi chiede null’altro che la garanzia dei diritti democratici, convocando commissioni inconcludenti e chiamando “esperti esterni” per regolare questioni regolamentari che perfino nei Comuni più periferici sono state risolte da semplici funzionari? È consapevole, signor Sindaco, della natura farsesca dell’ultima commissione comunale del 13 ottobre, che si è rivelata l’ennesima messa in scena di una rappresentazione con cui l’Amministrazione di questa città continua a guadagnare tempo per sottrarsi al giudizio dei cittadini?
Signor Sindaco, lo Statuto è la Costituzione di un Comune, che stabilisce un patto tra i cittadini e i suoi rappresentanti. Il potere non discende da un diritto divino, ma rimane in capo ai cittadini anche dopo le elezioni. Gli amministratori hanno doveri politici e anche morali, che in democrazia si traducono anche soprattutto nel garantire ai cittadini il potere di verificare, orientare e controllare l’attività amministrativa locale.

 

Chiediamo ai nostri rappresentanti eletti di rileggersi quello Statuto che dovrebbero rispettare e difendere, e che parla di autorità come servizio, di partecipazione, di controllo democratico, di trasparenza nelle decisioni.
Non è così che questa amministrazione si comporta, quando con una mano finge di riconoscerne i diritti e con l’altra provvede a ridurre sempre più l’ambito delle materie sulle quali il referendum può essere richiesto, mercanteggia perdendo tempo sul numero delle firme necessarie e alimenta l’immagine di una classe politica arretrata e paurosa che rifiuta il confronto con i cittadini.
Rimane una domanda di fondo che rivolgiamo alla grande maggioranza dei rappresentanti eletti: cosa vi spinge a prestarvi a scrivere questa pagina così triste della vita democratica di questa città? Cui prodest?
I cittadini cuneesi (e non solo quelli “per passione”) attendono una risposta.

 

Dario Chiapello, Associazione Cittadini per passione