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Defibrillatori sui campi sportivi: il Csi di Cuneo denuncia la mancanza di certezze

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“Chi come noi ha fatto un percorso condiviso con le società sportive, in vista dell’entrata in vigore della legge, rischia di veder mandato tutto all’aria. Cosa diciamo alle nostre centinaia di società che verranno ad iscriversi ad agosto? C’è il rischio che le tante abilitazioni all’utilizzo del defibrillatore scadano prima della reale entrata in vigore della legge, senza dimenticare che le società stesse hanno già comprato gli apparecchi e abilitato personale al loro utilizzo. Non abbiamo alcuna certezza”.

 

Mauro Tomatis, presidente del Centro sportivo italiano – comitato di Cuneo – lancia l’allarme stante la mancanza di tempi certi sull’entrata in vigore della legge sui defibrillatori. Con un Decreto datato 19 luglio 2016 il Ministero della Salute ha infatti deciso di far slittare dal 20 luglio al 30 novembre l’obbligo per le società sportive dilettantistiche di dotarsi di defibrillatori semiautomatici. Una prima proroga era giunta lo scorso 20 gennaio.

 

“Faccio un discorso che non riguarda solo il Csi di Cuneo – prosegue Tomatis -: ci sono tantissime associazioni sportive dilettantistiche, ma la sensazione è che non se ne accorga nessuno! Dentro queste Asd ci sono esperienze straordinariamente diverse per discipline, obiettivi, numeri. Per semplificare prendo due categorie. Da un lato quelle società sportive strutturate, che hanno magari un impianto e più squadre. Dall’altro società sportive di quartiere o d’oratorio che si basano sul volontariato, magari fondate su una singola squadra. Oggi tutte si ritrovano a dover fare i conti con la legge sui defibrillatori. Il ‘nodo’ è che le prime società resistono, ma le seconde rischiano di ‘pagarla sonoramente’ per mancanza di certezze. Sulla tutela della salute e sull’importanza del defibrillatore siamo tutti d’accordo. Ma la legge non è affatto chiara. Il Csi è favorevole all’uso del defibrillatore, ma auspichiamo normative chiare e applicabili per le società di ogni livello e che il legislatore si faccia carico di questi ‘vuoti’ per fare un po’ di chiarezza”.

 

L’ulteriore proroga è stata concessa considerato che ‘non sono ancora state completate, su tutto il territorio nazionale, le attività di formazione degli operatori del settore sportivo dilettantistico circa il corretto uso dei defibrillatori semiautomatici’. Per Tomatis, questi continui rinvii rischiano di vanificare tutto lo sforzo fatto in questi mesi: “Che linea si deciderà di mantenere su una legge che non è entrata in vigore? Nel frattempo, cosa diciamo alle nostre società sportive che verranno ad iscriversi? Aspettiamo il 30 novembre a sollevare il problema? Speriamo in un’ulteriore proroga? E cosa diciamo a chi ha già fatto la formazione e rischia di vedersi scaduta l’abilitazione all’uso del defibrillatore? Come ci comportiamo con chi ci chiede, invece, di programmare la formazione? Chi ha voluto fare le cose per bene, muovendosi per tempo, rischia di essere il più penalizzato. Siamo tenuti a dare indicazioni alle società sportive, ma non possiamo far spendere loro soldi inutilmente e magari farle ritrovare con strumenti e abilitazioni che poi si rivelano inutili. Occorre far chiarezza sino in fondo sulle modalità di applicazione della legge, per evitare di sollevare dubbi e responsabilità sempre più grandi”.

 

c.s.

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