Sgominata la banda dei gioielli: 5 arresti, tra loro anche uno degli autori del “colpo del secolo” | I colpi sono stati messi a segno fra Piemonte e Liguria: l’operazione è stata condotta dai carabinieri di Savigliano

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Individuavano il bersaglio, un rappresentante di preziosi, gli piazzavano un apparecchio Gps sotto l’auto e dopo un paio di giorni di pedinamenti passavano all’azione, rubando la vettura e svuotandola. Agiva così, in maniera quasi chirurgica, la banda di criminali sgominata dai carabinieri di Savigliano.

In 5, tutti torinesi e con pesanti precedenti penali alle spalle, sono finiti in manette: D.A., 61 anni, S.A. (63), L.N. (64), il figlio M.N. (38) e A.D.F. (56). Uno di loro, D.A., ha una condanna per associazione di stampo mafioso; un altro, A.D.F., è noto per aver commesso cruente rapine in Germania e Svizzera. L.N. è addirittura tra gli autori della cosiddetta rapina del secolo, messa a segno tra il 13 e il 14 febbraio del 2013 alla Diamond Centre di Bruxelles che fruttò oltre 100 milioni di euro mai recuperati.

 

Durante le perquisizioni, nella sua casa, i militari hanno trovato i diritti (25 mila dollari) per un film proprio su quel colpo, acquistati dalla casa cinematografica Paramount. Insomma, siamo di fronte a ladri esperti, organizzati e “S-pregiudicati”, come recita il nome dato all’operazione, i cui risultati sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa alla presenza del Comandante provinciale, il colonnello Flavio Magliocchetti, del capitano della Compagnia di Savigliano Tommaso Gioffreda, del procuratore del tribunale di Cuneo Francesca Nanni e dal sostituto procuratore Carla Longo.

 

L’indagine è partita il 19 gennaio, quando un rappresentante di gioielli che proveniva da Pinerolo ed era diretto nel monregalese, si è fermato per pranzare in un ristorante di Savigliano. Lasciata l’auto parcheggiata nei pressi del locale per circa 15-20 minuti, il tempo di un pasto veloce, al ritorno l’uomo non l’ha più ritrovata. Era infatti il bersaglio individuato dal gruppo criminale, che aveva posto un apparecchio Gps sotto la sua vettura e da giorni ne seguiva i movimenti, scegliendo il momento del pranzo per agire: in quei pochi minuti i malviventi hanno rubato l’auto, svuotandola del prezioso contenuto, 10 chili di oro lavorato, oltre ad una pistola, per un valore di circa 300 mila euro. Dalla segnalazione di una vettura transitata nella zona del furto, i militari hanno fatto partire l’articolata indagine, condotta quasi esclusivamente con metodi investigativi classici e con grande efficacia, arrivando in breve tempo ai 5 componenti della banda, tutti con un “curriculum” criminale di tutto rispetto.

 

Qualche tempo dopo i ladri hanno portato a termine un altro colpo, questa volta a Sanremo, sempre ai danni di un rappresentante di gioielli e sempre con lo stesso modus operandi, con un bottino di oltre 300 mila euro. Nell’occasione, durante il tragitto in un posto “tranquillo”, l’auto rubata della vittima, dotata di un dispositivo antirapina, si è spenta, ma uno degli indagati ha provveduto a spingerla tamponandola da dietro con la propria vettura fino in un garage, dove ad attenderli c’erano i complici. I carabinieri di Savigliano, già sulle tracce dei responsabili, grazie alla collaborazione dei colleghi di Sanremo hanno così potuto avere un quadro ancora più chiaro della banda e dei loro componenti, tutti con una specifica specializzazione ed un ruolo ben definito. Ci sarebbe stato anche un terzo colpo, ma a Firenze, dove i malviventi avevano individuato il loro bersaglio, la vittima si è accorta di essere pedinata e si è rivolta ai carabinieri.

 

Messi insieme tutti i pezzi, si è proceduto con gli arresti, avvenuti qualche giorno fa, con un blitz notturno nelle abitazioni dei criminali, in cui sono stati sequestrati gioielli rubati, documentazione bancaria, duplicati di chiavi di auto e molti Gps. Dei 5 arrestati, 4 si trovano agli arresti domiciliari e uno in carcere, mentre altri due fiancheggiatori sono indagati.

 

GDS