Tribunale di Alba: “Non c’è la volontà di correggere gli errori”

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L’avvocato Ponzio: “Continueremo comunque a batterci. Fiducia illimitata in Chiamparino”

Domenica 13 luglio 2014 – 15.30

La scorsa settimana un lancio dell’Ansa, 
ripreso da diversi siti (tra cui anche il nostro), ha riacceso la spe
ranza per i Tribunali di Alba e di Pinerolo,
 soppressi dalla riforma della geografia
giudiziaria varata da Paola Severino.
 L’agenzia ha riferito: “Il ministro della 
giustizia, Andrea Orlando, “valuterà, nel
 quadro dell’ulteriore riordino del sistema 
giudiziario, la possibilità di mantenere 
quei presìdi che contribuiscano a colmare
i vuoti territoriali, laddove questi appaiano evidenti”.

Lo rende noto il presidente
 della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, che ha incontrato a Roma il Guardasigilli”.


 

In realtà la positività della notizia è molto ridotta dalla constatazione del Ministro che precedeva la dichiarazione estrapolata dall’Ansa, giacché Orlando ha ribadito che non intende ritoccare, a breve, quanto attuato nei mesi scorsi, cioè la soppressione anche dei Tribunali che possedevano tutti i requisiti per continuare a operare, a cominciare dal fatto di garantire allo Stato un utile gestionale, come avveniva ad Alba.

 

Quindi pare alquanto difficile che a settembre, come si era detto, possano giungere notizie in grado di far resuscitare ciò che è morto e praticamente sepolto.

 

Al riguardo il commento dell’avvocato albese Roberto Ponzio è molto chiaro e, pur invitando a non arrendersi, lascia poco spazio alla speranza: “Nonostante l’apprezzabilissimo e autorevole intervento del presidente della Regione, Sergio Chiamparino, disarma constatare come non ci sia la volontà di correggere gli errori che pure sono clamorosi. Conforta, comunque, registrare che, in futuro (ma non si sa quando) saranno colmati i vuoti di giustizia. Per noi non sarà difficile dimostrarlo. Non dobbiamo, né possiamo arrenderci, perché siamo vittime di una manifesta ingiustizia. Ai nostri danni è stato consumato uno scippo. È doveroso resistere, monitorando disfunzioni e inefficienze. Rivendicheremo il nostro calpestato diritto e ci batteremo per avere non un presidio, ma una sede giudiziaria. Per prospettarla con una metafora medica, non possiamo accontentarci di un pronto soccorso, ma reclamiamo un ospedale. Attorno alla nostra presa di posizione si sta consolidando un diffuso consenso. Seppure consapevoli da tempo che legalità e giustizia non sono sinonimi, non alzeremo mai bandiera banca. Nei giorni scorsi, presso l’Aca, si è costituito un comitato per la salvaguardia del Tribunale di Alba. Chi crede, potrà aderire. La battaglia si potrà forse anche definitivamente perdere, ma la causa per cui continueremo a batterci è sicuramente giusta. Confidiamo illimitatamente nell’appoggio del presidente Chiamparino“.

 

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(Rivista IDEA n°28 – 10 luglio 2014. In foto: Roberto Ponzio)