Riconoscimento Unesco: “Auspicabile che anche le zone circostanti vengano salvaguardate e valorizzate”

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Lo scrive Sergio Susenna, presidente della sezione albese di Italia Nostra

Giovedì 26 giugno – 9.45

La sezione albese di Italia Nostra si rivolge all’assessorato alla Pianificazione e Beni Ambientali e all’Associazione per il patrimonio dei paesaggi vitivinicoli di Langhe Roero e Monferrato.

Riceviamo e pubblichiamo:

“Oggetto: sul riconoscimento UNESCO per i paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato.

Con la positiva conclusione della revisione territoriale e di integrazione documentaria per il relativo progetto, finalmente è stato concesso il riconoscimento UNESCO ai paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato. Si tratta di una questione ormai annosa ed oltremodo complessa, ora pervenuta ad un esito favorevole e foriero di sviluppi vantaggiosi.
Su tale provvedimento questa Sezione di “Italia Nostra”, che, per quanto è stato possibile, ha seguito fin dagli inizi il lungo e travagliato iter procedurale, notifica il seguente comunicato.

 

– Venendo specificatamente alle problematiche connesse al concesso riconoscimento UNESCO ai paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato, innanzitutto va ribadito che l’impostazione basilare “I paesaggi vitivinicoli di Langhe, Monferrato e Roero” (non condivisa da questa Associazione), confrontata e verificata con le reali situazioni territoriali, ha continuato a sortire nel percorso propositivo difficoltà e contrasti. Localmente l’entità paesaggistica ed ambientale, se la si rileva quasi solo con questo parametro, è davvero ridotta ad una monocoltura prevalente, talvolta confacente a notevoli deturpazioni ambientali ed edilizie od a modificazioni della morfologia di parti dei luoghi. Infatti, nel progetto ora approvato i tecnici hanno potuto evidenziare, quali “core zone” (paesaggi d’eccellenza di maggior salvaguardia), ben poche estensioni, a “macchia di leopardo”. Cosicché questa proposizione di delimitazione ha escluso vasti territori davvero considerevoli ed importanti per le effettive peculiarità zonali (il Roero e le Alte Langhe).
Tuttavia, ancora va ribadito che “Italia Nostra”, nonostante le proprie riserve ed osservazioni critiche, precipuamente ha sostenuto la proposizione per la candidatura al riconoscimento quale “patrimonio mondiale dell’umanità”. Ogni intervento di pianificazione territoriale che davvero tenda ad impedire sconvolgimenti edilizi e/o industriali del paesaggio e dell’ambiente è meritevole di positivo sostegno, a vantaggio della collettività.

 

– Nel 2012 alcuni fattori hanno determinato il verdetto dell’Icomos (l’organo tecnico incaricato dall’UNESCO di verificare il dossier di candidatura dei paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato) in cui sostanzialmente si chiedeva il rinvio della presentazione di tale progetto. Vi erano specifiche rilevazioni non favorevoli, che così si possono sintetizzare:

1) dubbi sull’unicità di alcune aree proposte come «core zone», con richiesta riduzione del sistema perimetrale;

2) necessità di supplemento d’indagine sulle caratteristiche di certi vitigni;

3) un’impostazione generale del progetto in questione molto viticola e troppo poco culturale. D’altra parte, veniva riconosciuto dai tecnici dell’Icomos il valore delle zone dei vini barolo e barbaresco nelle Langhe.

 

In fase successiva, il progetto è stato in parte rivisto ed adeguato maggiormente alle prescrizioni. Inoltre, nonostante l’effettiva esclusione della zona solo menzionata, localmente ci si è accontentati del mantenimento del binomio «Langhe-Roero» nella dicitura ufficiale del riconoscimento. Fin dagli inizi ed ancora lo scorso anno questa Sezione di “Italia Nostra” ha notificato agli enti competenti e agli organi di stampa propri comunicati specifici sulle varie fasi progettuali della candidatura.

 

– Ora il riconoscimento UNESCO (il 50° per l’Italia) è stato concesso. Nonostante la zona effettivamente decretata come tale sia abbastanza ristretta, gli intenti locali e le prese di posizione si moltiplicano, con toni di ampia soddisfazione e di prospettive favorevoli per futuri sviluppi socio-economici, valutando una ricaduta vantaggiosa per tutti i territori indicati nella denominazione. A prescindere da ciò e constatando che, nella fattispecie, sarà ancora la Bassa Langa cosiddetta “ricca” (quella a maggior concentrazione vitivinicola di pregio) ad avere direttamente i benefici d’immagine e di flussi turistici, occorre allargare il dibattito propositivo a tutte quelle realtà locali, nelle Langhe e nel Roero, che vorranno essere partecipi di tale processo qualificativo. E’ auspicabile che anche le zone circostanti a quella effettivamente riconosciuta vengano salvaguardate e valorizzate, evitando che perseguano ancora verso modelli di sviluppo non consoni al paesaggio ed all’ambiente. Gli amministratori locali, gli imprenditori, le collettività operino ad indirizzare davvero la pianificazione territoriale e la gestione del suolo verso soluzioni di attento recupero, di corretta valorizzazione, senza snaturanti operazioni per un turismo di massa o per la commercializzazione diffusa a qualsiasi costo. Come “Italia Nostra” ha ribadito da vari decenni, i beni culturali, il paesaggio e l’ambiente costituiscano gli indifferibili punti di riferimento per uno sviluppo compatibile, dentro e fuori le langarole «core zone» riconosciute dall’UNESCO.

 

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Distinti saluti.

Il Presidente

Sergio Susenna”