Lega: Cota ha presentato la lista provinciale della sezione cuneese

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Gancia GiannaTre donne e due uomini, tutti amministratori pubblici, con capolista la presidente della Provincia, Gianna Gancia, per le prossime regionali

Mercoledì 30 aprile – 18.00

Una squadra al femminile, giovane e completamente rinnovata, per portare una ventata di aria nuova in Piemonte. La Lega Nord provinciale ha presentato i suoi candidati alla elezioni regionali nella sede del movimento, a Cuneo, alla presenza del governatore del Piemonte Roberto Cota: tre donne e due uomini, con in testa la presidente della Provincia, Gianna Gancia, 41 anni, imprenditrice, presidente regionale del Carroccio.

Al suo fianco, Sara Monetto, 39 anni, monregalese, consigliera comunale a Mondovì e artigiana metalmeccanica; Paola Gallina, 53 anni, vicesindaca di La Morra, delegata regionale dei Paesi della Bandiera arancione e commerciante nel settore dell’editoria; Paolo Demarchi, 30 anni, saluzzese, consigliere e capogruppo provinciale, laureato alla Scuola di amministrazione aziendale e imprenditore agricolo; Valter Bongiovanni, 54 anni, cuneese, capogruppo in Consiglio comunale a Cuneo, geometra libero professionista.

 

E’ una squadra speciale quella della Granda – ha osservato il governatore Roberto Cota –, perché è guidata in prima persona dalla presidente della Provincia, Gianna Gancia, nella quale si riconosce tutto il movimento, a Cuneo, come in Piemonte. E’ una squadra composta interamente da amministratori pubblici, capaci e motivati. In maggioranza si tratta di donne, a dimostrazione che da noi non sono le quote a determinare le scelte, ma i meriti”.

 

Cota ha presentato anche i due candidati piemontesi alle Europee, Gianluca Buonanno, vercellese, 48 anni, deputato, e Anna Mantini, fossanese, 69 anni, assessora al Personale e alle Pari opportunità della Provincia di Cuneo.
Sulle ragioni della campagna elettorale del Carroccio, è intervenuta Gianna Gancia: “Non abbiamo voti di clientela, né cambiali da intascare dai poteri forti. Mettiamo umilmente in campo la nostra faccia di persone per bene, perché nel futuro del Piemonte ci siano meno spese e più spazio alle imprese e alle decisioni che arrivano dalla nostra gente”.
La presidente della Provincia ha più volte richiamato l’attenzione sulla “dittatura mediatica” che, insieme alla Magistratura “ha fatto cadere il Governo Berlusconi” e “continua a indirizzare l’elettorato”.

 

Un Paese senza verità è un Paese senza futuro”, ha detto Gianna Gancia, che vorrebbe esporre questa frase in uno striscione al festival “aristo-dem” di Dogliani di De Benedetti a Dogliani.
E sulla sua esperienza in Provincia ha osservato: “Quando siamo stati eletti, abbiamo trovato un ente con 200 milioni di debiti. Potevamo chiederne il commissariamento, invece ci siamo rimboccati le maniche e lo abbiamo risanato, rispolverando gli insegnamenti di un grande statista, nostro conterraneo: Luigi Einaudi. Abbiamo fatto pulizia sugli enti partecipati. Ce n’era addirittura uno per la costruzione di capannoni… Abbiamo rimesso in ordine i conti, con umiltà e onestà”.

 

Sul piano politico, Gianna Gancia ha replicato al ministro Alfano, che aveva ribadito la disponibilità dell’Italia ad un regime di accoglienza universale: “Siamo d’accordo che occorra partecipare al dramma degli altri popoli – ha osservato Gianna Gancia -, ma occorre il buon senso per capire che lasciare le porte spalancate senza la minima preparazione è veramente correre incontro al disastro”.
E sul Nuovo Centro Destra: “E’ il partito delle clientele. Ogni voto dato all’Ndc è un voto per Chiamparino”.

 

Sul dramma dell’immigrazione ha parlato anche Buonanno: “Per i disabili – ha detto il deputato – il nostro Stato spende 12 euro al giorno, per i profughi politici più del triplo. Ai clandestini viene dato tutto quel che serve, mentre sono sempre di più i nostri anziani ridotti a rovistare nei cassonetti della spazzatura”.

 

In Europa, la Lega va anche per dire “basta all’euro”: “Ai tempi della lira – ha detto Buonanno – con due milioni si stava bene. Oggi, con l’equivalente di mille euro non si riesce a vivere. La questione sta qui. Bisogna spaventare i tecnocrati di Bruxelles perché stampino moneta, altrimenti torniamo a stamparcela noi”.

 

In chiusura, una battuta di Cota sul suo futuro: “Continuerò a fare politica come segretario nazionale del movimento e tornerò a fare l’avvocato. Il tempo farà chiarezza su quanto è accaduto e renderà giustizia del nostro buon lavoro in Regione. Capisco che ci siano amici da tutelare, ma credo che molti mezzi di informazione dovranno vergognarsi per cosa hanno fatto. Una cosa è certa: non ho una poltrona in banca che mi aspetta e nessuno che mi parcheggi alla Compagnia San Paolo”.

 

cs