Una casa per prevenire «Il cancro si può vincere»

Francesco Schittulli, presidente nazionale Lilt, inaugura la sede intitolata a Sergio Giraudo e rilancia: fare della prevenzione un metodo di vita

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La nuova sede della Lilt di Cuneo porta il nome di Sergio Giraudo e raccoglie l’eredità di oltre dieci anni alla guida della sezione provinciale, segnati da un impegno che ne ha fatto crescere presenza e attività sul territorio. Francesco Schittulli, presidente nazionale della Lega italiana per la lotta contro i tumori, è arrivato nel capoluogo per inaugurarla e rendere omaggio a quel percorso. Un’eredità che oggi trova casa in uno spazio pensato per accogliere, informare e accompagnare le persone, facendo della prevenzione una presenza concreta sul territorio.
Presidente Schittulli, inaugurando la nuova sede cuneese ha richiamato l’importanza del passato per costruire il futuro. Quale futuro immagina per la Lilt?
«La presidenza ultradecennale di Sergio Giraudo ha creato le basi per sviluppare una sede prestigiosa, ma anche accogliente sotto l’aspetto umano ed estetico, che è di buon auspicio, perché qui davvero si può fare prevenzione. E fare prevenzione significa allontanare lo spettro di una patologia severa come il cancro».
A Cuneo ha presentato anche “Una vita per vincere il cancro”, i cui proventi saranno devoluti alla Lilt locale. Cosa racconta il libro?
«È una serie di interviste che mi sono state rivolte nel corso della mia vita, dal 1972 a oggi, prima come volontario, poi come presidente provinciale e infine come pre­sidente nazionale della Lilt. È un percorso che sottolinea soprattutto l’aspetto umano di fronte a una malattia così cruenta come il cancro. Oggi possiamo dire di avere delle armi vincenti».
Quanto sono aumentate oggi le possibilità di guarigione?
«Quest’anno stimiamo oltre 390mila nuovi casi di cancro: significa che 1.072 italiani ogni giorno, compresi sabato e domenica, riceveranno una diagnosi. Rispetto al passato, abbiamo la possibilità di considerare questa patologia una malattia cronica, al pari dell’aterosclerosi, del diabete o dell’ipertensione. Scoprendo il cancro in forma iniziale, quando è di pochi millimetri e presenta un indice di malignità molto basso, il processo di metastatizzazione, cioè la possibilità che si diffonda ad altri organi o apparati, è pressoché nullo. Possiamo arrivare a parlare di mortalità zero per cancro, se ci impegniamo a diffondere la cultura della prevenzione come metodo di vita: quella primaria, attraverso gli stili di vita, dalla lotta al tabagismo alla corretta alimentazione e all’attività fisica; e quella secondaria, attraverso la diagnosi precoce. Oggi, grazie a tecnologie avanzate, siamo in grado di scoprire un tumore prima ancora che dia sintomi. Possiamo vincere il cancro, se sapremo creare una rete e investire in prevenzione. Investire in prevenzione significa investire in salute. Se voglio investire in malattia costruisco ospedali, ma se posso non ammalarmi, perché devo costruirli? Questo non riguarda soltanto il cancro o l’oncologia, ma anche le malattie cardiovascolari, quelle metaboliche – obesità, sovrappeso, diabete – e le malattie neurodegenerative, che stanno aumentando perché è cresciuta l’aspettativa di vita».
Come si traduce concretamente l’investimento in prevenzione?
«Ogni comune dovrebbe essere dotato di un poliambulatorio. Ogni anno il sindaco, che conosce i propri cittadini, dovrebbe invitarli a “perdere” mezza giornata per sottoporsi agli esami per le malattie respiratorie, metaboliche, neurodegenerative e il cancro. Se non emerge nulla, ci si rivede l’anno successivo; altrimenti si passa a un accertamento più approfondito. Si previene la malattia, la si anticipa e si riduce in modo concreto la possibilità che possa degenerare».
Una sfida che parte da Cuneo: arrivare prima della malattia, attraverso diagnosi precoce, stili di vita e diffusa cultura della prevenzione.

Da Cuneo al mondo, passando per Michelin

Dal Québec al Giappone, dalla Norvegia al Brasile, passando per Stati Uniti, Ucraina, Germania, Francia e Spagna. Per cinque giorni la “geografia Michelin” arriverà a Cuneo. Dal 5 al 9 ottobre il capoluogo ospiterà il quinto Incontro internazionale della Rete delle Città Michelin, con oltre 120 partecipanti da 15 città e 12 Paesi. Una rete nata nel 2014 che mette insieme realtà lontane, accomunate da insediamenti Michelin: Cuneo ne fa parte fin dalle origini. Il filo conduttore dell’edizione 2026 sarà “Acqua, energia e cibo sostenibili: sfide globali e soluzioni locali”. In programma laboratori, scambi di buone pratiche e visite sul territorio. Apertura il 6 ottobre al Toselli con Fabrizio Testa, amministratore delegato di Borsa Italiana, e Barbara Nappini, presidente nazionale Slow Food: un appuntamento aperto alla città.