«La Fiera è cresciuta, ma il cuore resta la zucca»

Il sindaco di Piozzo Sergio Lasagna presenta l’appuntamento diventato nazionale in programma dal 2 al 4 ottobre 2026

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La 33ª Fiera Nazionale della Zucca si prepara a richiamare ancora una volta migliaia di visitatori a Piozzo. Un’edizione che segna un passaggio importante con il riconoscimento ufficiale di Fiera Nazionale, ma che, nelle parole del sindaco Sergio Lasagna (foto a lato), mantiene saldamente le proprie radici nella storia, nell’agricoltura e nell’identità del paese.
Sindaco, cosa cambia con la qualifica di Fiera Nazionale?
«Dal punto di vista organizzativo non cambia nulla. È soprattutto un riconoscimento per il lavoro svolto in oltre trent’anni. È un traguardo che appartiene alla Pro Loco, alle amministrazioni, ai volontari, alla Protezione civile e a tutti coloro che contribuiscono alla manifestazione. Nel 2024 abbiamo superato le 50mila presenze e nel 2025 siamo andati oltre quota 60mila. Risultati possibili grazie alla collaborazione tra Comune e Pro Loco».
Al centro rimane la zucca.
«Assolutamente. La zucca di Piozzo è parte della nostra identità territoriale. È un marchio registrato e dallo scorso anno è anche Presidio Slow Food. Rappresenta il legame della comunità con la terra, la cultura e la storia del paese. Il fulcro della Fiera resta l’inaugurazione venerdì 2 ottobre alle 17,30 con l’esposizione delle 650 varietà provenienti da tutto il mondo e coltivate a Piozzo dalla Pro Loco e la piazza allestita, mentre nei giorni 3 e 4 il paese si anima con gli espositori che raccontano il valore della biodiversità».
La tutela del patrimonio è una priorità?
«Sì. Stiamo lavorando sulla salvaguardia del seme della zucca di Piozzo, con un progetto presentato in Regione insieme all’Università. L’obiettivo è tutelare questo patrimonio e scongiurare il rischio di perderlo. La zucca sta inoltre creando una piccola economia attorno a Piozzo: ne beneficiano attività commerciali, ricettive e aziende agricole».
Quest’anno sono previste modifiche organizzative.
«Abbiamo cercato di intervenire proprio sui punti che negli anni scorsi avevano creato qualche rallentamento. Quest’anno, per esempio, lo street food sarà spostato maggiormente verso l’esterno della Fiera, ma sempre lungo il percorso della manifestazione, in modo da aumentare la disponibilità dei posti. Anche la distribuzione del tradizionale riso della Pro Loco non avverrà più nella piazza centrale, dove sono esposti i carri antichi con le zucche, ma in un’area più ampia. In questo modo sarà possibile aumentare i posti disponibili, ridurre le code e rendere la piazza più vivibile e accogliente».
La Fiera può essere anche un’occasione per scoprire Piozzo al di là dell’appuntamento autunnale?
«Certamente. Piozzo ha quasi mille abitanti e ben 13 chiese, oltre a diversi luoghi che meritano di essere visitati. Negli anni il paese è diventato conosciuto anche per le sue realtà legate alla birra e all’enogastronomia. La Fiera rappresenta sicuramente il nostro momento di maggiore visibilità, ma Piozzo ha tutte le caratteristiche per essere visitato durante tutto l’anno. L’obiettivo è fare in modo che chi arriva per la zucca possa scoprire anche il paese e magari tornare in un altro periodo».