In ogni azienda che costruisce macchinari c’è un tecnico che sa tutto.
Sa perché la pressa non chiude o cosa significa quel rumore sospetto sulla linea di confezionamento. Lo sa perché per vent’anni ci ha sbattuto la testa. Quando va in pensione, un pezzo dell’azienda se ne va con lui. È da questo rischio di perdita di memoria storica che è partita Neuratio, startup nata un anno e mezzo fa come tesi di laurea magistrale al Politecnico di Torino. I fondatori, il ceo Luca Dadone e il cto Andrea Bioddo, hanno cominciato da ciò che conoscevano meglio, agenti di intelligenza artificiale e tecnologia Rag (generazione potenziata da recupero dati). Dopo decine di interviste con service manager e imprenditori hanno scoperto che l’assistenza è fondamentale per l’industria meccanica, dove una macchina costa centinaia di migliaia di euro e un’ora di fermo può costarne altrettante. È un mondo pieno di manuali che nessuno legge, dove il post-vendita non rende subito ma resta l’unica arma contro i concorrenti cinesi che vendono a metà prezzo, senza offrirlo.
L’idea iniziale era un singolo chatbot, ma il mercato l’ha bocciata. Chi compra un impianto da mezzo milione vuole parlare con una persona e i costruttori temevano che qualche rivale si fingesse cliente per carpire segreti industriali. Così Neuratio si è resa invisibile. Si piazza nei canali già in uso, cioè mail, telefono e WhatsApp, caro ad esempio al mondo agricolo. Alle richieste semplici o incomplete l’IA risponde da sola, nella lingua del cliente, in un minuto. Per il resto apre un ticket con una proposta di soluzione, completa di immagini e rimandi ai manuali, che il tecnico approva o corregge. Sotto il cofano girano i modelli di OpenAI (alla base di ChatGPT), ma il valore sta altrove: la piattaforma estrae procedure strutturate da centinaia di migliaia di vecchie mail, e trasforma anni di scambi disordinati in una memoria aziendale che si arricchisce a ogni caso risolto. L’apertura commerciale di gennaio ha portato i clienti a quattordici, dal packaging alle macchine agricole. Li hanno conquistati per lo più con chiamate a freddo e strette di mano in fiera. Ora si punta a un round di investimento per assumere e distanziare concorrenti tedeschi e software house italiane che aggiungono l’IA ai loro gestionali. L’obiettivo è un’assistenza in cui l’esperto non deve più rispondere a tutto, ma curare la conoscenza e dedicarsi ai casi davvero difficili. Il vecchio tecnico potrà finalmente godersi la pensione. Il suo sapere, per una volta, resterà in officina.
Il prezioso sapere dei tecnici non andrà più in pensione
Neuratio porta l’intelligenza artificiale nell’assistenza ai macchinari industriali


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