Sono passati diciotto anni, ma a Savigliano quella primavera non l’ha scordata nessuno. Nel maggio 2008 il Mellea uscì dal suo letto e sommerse borgo Marene, buona parte del centro storico, l’impianto dell’Alstom Ferroviaria e la frazione Suniglia. Da allora la città ha costruito, un tassello dopo l’altro, la sua protezione. Il piano di arginatura è partito nel 2012, diviso in cinque lotti, e oggi è entrato nella fase finale. Il quadro lo traccia il vicesindaco Federica Brizio, geometra con le deleghe a Lavori pubblici, Viabilità, Trasporti, Servizi cimiteriali e demografici e Frazioni. «Sul Mellea le difese spondali sono all’80% – racconta – Sul Maira abbiamo già concluso. Il quinto lotto è terminato, il quarto ha superato il 50% e stiamo arrivando in fondo».
Il passaggio più impegnativo, però, deve ancora venire, e ha un indirizzo preciso: via Suniglia, la porta d’ingresso della città. Qui bisogna intervenire per collegare tra loro i due cantieri. Proprio in questo punto le analisi idrauliche hanno collocato l’argine a Y. È una struttura studiata per spingere l’acqua, in caso di piena, verso i campi anziché verso le abitazioni. «Non è un punto scelto a caso – dice l’assessore -: è lì che l’acqua va governata prima che raggiunga l’abitato, lasciando che siano i campi, e non i quartieri, a fare da valvola di sfogo nei momenti di piena. Un’idea semplice, ma frutto di anni di studio».
I suoi due rami lavorano insieme. Il primo, lungo strada Sollerette, è già in piedi. Il secondo, che da via Suniglia si allunga verso la Madonna Granda sulla strada per Genola, è ancora da completare. Quando sarà pronto, lo scudo attorno alla città sarà chiuso. «È una questione di sicurezza per tutta Savigliano», ricorda Brizio.
L’investimento complessivo sfiora i 4,9 milioni di euro e arriva dai finanziamenti stanziati dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica per il dissesto idrogeologico. Savigliano figura tra gli otto Comuni del Piemonte che l’hanno ottenuto. Il primo intervento, poco meno di 2 milioni, ha interessato il tratto compreso tra il ponte della ferrovia e quello di via Alba. I lavori sono stati affidati in convenzione alla San Diego di Pinerolo. L’aumento dei prezzi delle materie prime ha però gonfiato il conto, e il Comune si è rivolto alla Regione per un reintegro di 900mila euro. La domanda è già stata formulata dalla Regione sulla piattaforma Rendis e si attende la risposta dal Ministero con conseguente variazione del bilancio regionale.
I cantieri, comunque, non si fermano. «L’opera l’abbiamo appaltata per intero, e intanto realizziamo tutto ciò che serve alla difesa», rassicura la vicesindaca. La somma attesa, spiega, servirà per i lavori di contorno, che possono essere completati più avanti.
Un traguardo, intanto, è già stato tagliato: il nuovo ponte di via Alba, snodo fondamentale tanto per il traffico quanto per lo scorrimento del torrente. Il cantiere è partito nel settembre 2025 e si è chiuso questa primavera. Ha comportato lo stop alla circolazione e qualche fatica per chi abita in zona e per chi transita in quelle zone anche per arrivare in città. Il Comune ha accompagnato la procedura con incontri aperti ai cittadini, tra cui quello alla Crosà Neira e interrogazioni in consiglio comunale sul tema.
Resta l’ultimo pezzo di strada. Per una comunità che ha visto da vicino la forza del suo torrente, saperlo presto tenuto a bada è una conquista che vale più di qualunque cifra.
Gli argini di Mellea? Le difese sono realizzate all’80%
La vicesindaca Federica Brizio: «Il quinto lotto è finito, il quarto oltre la metà». La sfida decisiva ora si sposta in via Suniglia


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