Sono 287 le famiglie in graduatoria per un alloggio pubblico. Il Piano casa del Governo potrebbe restituire vita agli appartamenti chiusi, mentre nei cortili di piazza Fenoglio c’è chi prova a ricucire il senso di comunità. Dietro ogni numero c’è una storia. E a Bra e dintorni i numeri della casa raccontano di 287 nuclei familiari che aspettano una chiave, una porta da aprire, un posto da chiamare finalmente proprio. È quanto emerge dalla graduatoria per l’edilizia residenziale pubblica entrata in vigore nel luglio 2025, frutto del bando dell’anno precedente, che abbraccia Bra e i comuni vicini: Sommariva del Bosco, Ceresole d’Alba, Cherasco, La Morra, Narzole, Pocapaglia, Sanfrè, Santa Vittoria d’Alba, Sommariva Perno e Verduno, oltre agli iscritti all’Aire.
Da allora l’ufficio casa del Comune ha consegnato 14 alloggi, e altri due stanno per accogliere i nuovi inquilini. Piccoli passi, che per chi li riceve valgono moltissimo, ma che non bastano ad accorciare davvero la fila.
In città l’Atc possiede 386 appartamenti, raccolti in gran parte tra piazza Fenoglio, via Cacciatori delle Alpi, via Milano e via Sobrero: un quartiere dai tanti accenti e dalle molte culture, dove l’Agenzia lavora fianco a fianco con i Servizi alla persona del Comune. Qui gli uffici tengono d’occhio gli alloggi che, con qualche lavoro, potrebbero tornare abitabili. Oggi sono cinque quelli che richiedono interventi di media entità, e con la sede Atc di Cuneo si cerca la strada per rimetterli in funzione. Serve però la cosa più difficile da trovare: le risorse.
Uno spiraglio arriva da Roma. Marco Buttieri, vicepresidente di Atc Piemonte Sud e presidente Federcasa, da oltre vent’anni nel mondo dell’edilizia pubblica, guarda con fiducia al Piano casa illustrato il 10 settembre dal ministro Tommaso Foti. Fondi destinati soprattutto a rendere le case più efficienti e confortevoli, con cappotti, nuovi serramenti e caldaie: un primo lotto è stato assegnato all’Atc per un importo superiore ai 20 milioni di euro. «Inoltre – spiega Buttieri – in graduatoria è presente un secondo lotto, che comprende anche immobili di Bra, che si auspica possa essere finanziato con le economie del Pnrr. Per l’emergenza abitativa però è in arrivo il Piano Casa, presentato prima dell’estate dal ministro Salvini, che assegna fondi per la manutenzione straordinaria degli appartamenti sfitti». Secondo le prime indiscrezioni al Piemonte andrebbero tra i 50 e i 70 milioni per ristrutturare gli immobili, e alle province di Cuneo, Asti e Alessandria toccherebbero intorno agli 11 milioni. Questi fondi consentirebbero di recuperare tutto il patrimonio sfitto e di conseguenza lo scorrimento della graduatoria.
Anche l’assessore ai Servizi alla persona Lucilla Ciravegna coltiva la stessa speranza. Insieme al sindaco Fogliato ha incontrato il presidente Atc Leonardo Prunotto, ottenendo la promessa di interventi importanti su alcuni stabili braidesi oggi inagibili. Il recente “Piano casa” rende questa prospettiva più concreta. Nel frattempo, l’assessorato raccoglie con attenzione le segnalazioni degli inquilini, per sollecitare l’Agenzia là dove c’è bisogno.
Ma una casa non è fatta solo di muri e il Comune ne è consapevole. Servono i percorsi di educazione alla raccolta differenziata, gli accordi con l’Atc perché gli stessi residenti possano rimettere in ordine le parti comuni con il proprio lavoro volontario: poche settimane fa, armati di guanti e buona volontà, in tanti si sono ritrovati per ripulire, nella zona, un’ampia area verde abbandonata, che ora può tornare a essere un giardino.
Case popolari a Bra: attesa tra speranze e cura condivisa
I 14 alloggi consegnati in un anno non bastano a smaltire le liste in cui le famiglie attendono le assegnazioni. E nel quartiere di piazza Fenoglio gli inquilini si rimboccano le maniche


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