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Cambio di stagione per tutti

Quando il cane resta un cane mentre il padrone perde il controllo

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Il cambio di stagione è arrivato. Lo sappiamo perché il cane continua a comportarsi normalmente mentre il proprietario è entrato nel panico. Il cane esce, annusa l’aria, prende atto che fa un po’ più fresco e prosegue con la sua esistenza. Il padrone invece consulta siti meteo, applicazioni sul telefono e perfino il vicino di casa che sostiene di capire il tempo osservando le nuvole. Nel dubbio acquista un impermeabile per se stesso, uno per il cane e magari un terzo di riserva.
L’autunno, però, ha il suo fascino. Le passeggiate diventano più lunghe, l’aria meno afosa e i sentieri si riempiono di colori. Per molti cani è la stagione perfetta. Niente asfalto rovente, più voglia di muoversi e una quantità incredibile di nuovi odori da catalogare. Anche per noi è difficile resistere al profumo delle foglie umide e della terra bagnata.
Naturalmente il cambio di stagione porta con sé anche qualche follia.
Una delle più diffuse riguarda il grande dibattito sul cappottino. C’è chi lo considera indispensabile appena la temperatura scende di qualche grado e chi, al contrario, lo guarda come un’offesa alla dignità canina. La verità è più semplice: alcuni soggetti anziani, magri o a pelo raso possono averne beneficio, mentre altri lo tollerano con lo stesso entusiasmo con cui noi indosseremmo una tuta da sci in spiaggia.
Poi arriva internet. Una volta le fotografie dei cani finivano negli album di famiglia. Oggi devono conquistare l’attenzione dei social e quindi il povero cane non è più soltanto un cane. Diventa una celebrità.
A ottobre compaiono zucche e mantelli. A novembre iniziano le prove natalizie.
A dicembre il buon senso si prende una vacanza. Ecco allora golden retriever trasformati in renne, barboncini vestiti da elfi e carlini che sembrano usciti da un laboratorio di effetti speciali. Il livello successivo è il cane con un minuscolo Babbo Natale fissato sulla schiena, come un cavaliere diretto verso il Polo Nord.
In quel momento il cane assume un’espressione straordinaria. Non è rabbia. Non è tristezza. È lo sguardo di chi si domanda come una specie sia riuscita a costruire satelliti, attraversare oceani e inventare la pizza per poi arrivare a questo.
Naturalmente una foto simpatica non ha mai fatto male a nessuno, a patto che il cane si senta a suo agio. Se il travestimento diventa una costrizione, forse è il caso di ricordare che il miglior abito per un cane resta quello con cui è nato.
Forse è questo il bello dell’autunno. Mentre noi diventiamo un po’ nostalgici e un po’ stravaganti, loro continuano a trovare la felicità nelle cose semplici: una passeggiata, qualche foglia da inseguire e un odore interessante portato dal vento.
Noi stiamo ancora scegliendo il costume da renna. Del resto lui non ci ha mai chiesto di vestirci da renna. Loro hanno già capito tutto.

BaNNER
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