Alba, il Tartufo Bianco s’accende nel segno delle “autentiche relazioni”

Il presidente Axel Iberti: «Il nostro prodotto d’eccellenza insegna che il futuro nasce dal valore tra uomo e natura, tra comunità e paesaggio, tra territorio e mondo»

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La stagione del Tartufo Bianco è iniziata nel segno della tradizione. Nella notte tra il 30 settembre e il 1° ottobre, il Capodanno del Tartufo dà ufficialmente il via alla nuova stagione di ricerca del Tuber magnatum Picco, trasformando il rito della cerca in una festa collettiva. Un appuntamento che mette in dialogo la tradizione tartufigena con la cultura contemporanea e apre il calendario della Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba.
Non una semplice anteprima di stagione gastronomica, dunque, ma l’inizio di un racconto che intreccia territorio, persone, cultura e ambiente. «In un mondo che cambia rapidamente, il valore più importante che possiamo custodire è quello delle relazioni
autentiche», ha sottolineato il presidente dell’Ente Fiera di Alba, Axel Iberti.
È proprio sulle relazioni che la Fiera ha costruito la propria identità nel corso dei decenni: quelle tra territorio e istituzioni, tra trifolao e imprese, tra cultura e ricerca, tra pubblico e privato. Una rete che trova nel Tartufo Bianco d’Alba un punto d’incontro e che ormai da molti anni si proietta ben oltre i confini del territorio.
Tra i temi centrali dell’edizione 2026 c’è la sostenibilità, affrontata nella sua dimensione ambientale, sociale ed economica.
A interpretare questa prospettiva sono soprattutto due progetti: Sostenibilità Incrociate e Dawn to Earth. Nata nel 2021, Sostenibilità Incrociate torna al Teatro Sociale “G. Busca” con un ciclo di incon­tri che mette a con­fronto protagonisti di ambiti diversi: spettacolo, innovazione digitale, sport, arte, musica, design, cultura e alta cucina. Con la collaborazione del narratore gastronomico Paolo Vizzari, la rassegna affronta questioni come cambiamento climatico, biodiversità, equità sociale ed educazione alimentare, cercando punti di contatto e nuove prospettive.
Sullo stesso terreno si muove Dawn to Earth, che fa del Tartufo Bianco d’Alba il simbolo di un modello di sviluppo fondato su qualità, etica e responsabilità. Il progetto assegna ogni anno un riconoscimento a uno chef che si distingue per l’impegno nella sostenibilità e nella valorizzazione del territorio.
Dopo Norbert Niederkofler, Chiara Pavan e Francesco Brutto, Andreas Caminada, Manu Buffara ed Enrico Crippa, il premio 2026 è stato assegnato ad Antonio Guida, chef due stelle Michelin del ristorante Seta del Mandarin Oriental di Milano. Insieme alla moglie Luciana Lombardi, Guida ha inoltre fondato il fondo filantropico “Fiori Rari”, impegnato a sostenere la ricerca sulle malattie genetiche rare associate a disabilità neurocognitive.
A guardare ancora più lontano è Tuber Next Gen, il progetto della Regione Piemonte dedicato alla tutela e alla mappatura del patrimonio tartufigeno del futuro. Il convegno del 10 ottobre metterà al centro le potenzialità dei suoli, la gestione forestale, la creazione di nuove tartufaie e le buone pratiche sviluppate dai territori, con il coinvolgimento di esperti e Comuni.
La Fiera si svolge in un territorio che ha saputo trasformare le proprie peculiarità in un patrimonio riconosciuto a livello internazionale. Sono tre, infatti, i riconoscimenti UNESCO che ne raccontano identità e vocazione.
Nel 2014 sono entrati nella Lista del Patrimonio Mondiale i Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato. Nel 2017 Alba è stata inserita nella rete delle Città Creative Unesco per la Gastronomia. Nel 2021 è arrivato il riconoscimento della Cerca e cavatura del tartufo in Italia come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità. Tre riconoscimenti che raccontano il paesaggio, la cultura gastronomica e il sapere antico che lega uomo, cane e natura. Ma anche tre responsabilità: perché tutelare un patrimonio significa, prima di tutto, mantenerlo vivo e trasmetterlo alle generazioni future.
A questo percorso si aggiunge il podcast “Cibo e Arte”, curato da BIA – Intangible Cultural Heritage, che interpreta il cibo non soltanto come espressione gastronomica, ma come chiave di lettura culturale. Pittura, performance, design, paesaggio, alta cucina, tradizione, sostenibilità, letteratura, cinema e arte contemporanea entrano così in dialogo attraverso un unico filo conduttore.
Il Capodanno del Tartufo dunque apre il sipario sulla nuova stagione, con la Fiera che entra nel vivo, con il susseguirsi degli appuntamenti che animeranno Alba e il territorio fino alla conclusione della manifestazione. Incontri, cultura, sostenibilità, ricerca, grandi eventi e momenti dedicati alla tradizione accompagneranno la stagione del Tartufo Bianco d’Alba, dando forma a un programma che mette al centro il prodotto simbolo delle Langhe e, insieme, la comunità e il territorio che ne custodiscono il patrimonio.