Industria manifatturiera piemontese: produzione in crescita (+2,8%) ma imprese ancora prudenti di fronte alle tensioni globali

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La nuova indagine congiunturale di Unioncamere Piemonte, realizzata con Intesa Sanpaolo e UniCredit, fotografa un secondo trimestre 2026 in cui l’industria manifatturiera regionale consolida la crescita, pur mantenendo un clima di fiducia improntato alla cautela. La produzione aumenta del 2,8%, il fatturato del 2,3% e gli ordinativi del 2,2%, con una domanda interna ed estera in tenuta.

Un contesto globale instabile, ma il Piemonte tiene

Il quadro internazionale resta segnato da instabilità geopolitica, tensioni sulle catene di fornitura e consumi moderati nei beni fisici. Nonostante ciò, il tessuto industriale piemontese mostra una notevole capacità di reazione, accelerando rispetto ai ritmi stimati a inizio anno.

La rilevazione, condotta tra luglio e agosto su 1.711 imprese per un totale di 88.908 addetti, conferma un trend espansivo già avviato nel primo trimestre (+2,3%).

Le dichiarazioni

Il presidente di Unioncamere Piemonte, Gian Paolo Coscia, sottolinea la necessità di una politica industriale integrata e coraggiosa, capace di sostenere digitalizzazione, logistica e transizione ESG. Il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore Andrea Tronzano evidenziano la forza del sistema produttivo e annunciano 27 milioni di euro per i Progetti Integrati di Filiera 2026-2029. UniCredit e Intesa Sanpaolo confermano il proprio supporto alle imprese, tra innovazione, sostenibilità e consulenza evoluta.

Indicatori: crescita diffusa tra settori e territori

La ripresa coinvolge quasi tutti i comparti:

  • Tessile-abbigliamento-calzature: +6,3% produzione, +7,7% fatturato
  • Legno e mobile: +5,7%
  • Alimentare: +4,4%
  • Elettricità ed elettronica: +3,9%
  • Metalli: +3,6%
  • Chimica e plastica: +2,2%
  • Meccanica: +1,0%

Nel comparto dei mezzi di trasporto emerge un forte divario: autoveicoli +16,5%, componentistica stabile (-0,5%), aerospazio in calo (-10,9%).

A livello territoriale, le migliori performance sono registrate da:

  • Verbano-Cusio-Ossola: +5,7%
  • Cuneo: +5,2%
  • Biella: +4,7% Seguono Novara (+2,6%), Torino (+2,3%), Asti (+2,2%), Alessandria (+1,7%). Unica provincia in lieve contrazione: Vercelli (-0,5%).

Fiducia ancora sotto la soglia neutrale

Nonostante i dati positivi, l’indice di fiducia resta sotto i 100 punti: prevale un atteggiamento prudente, condizionato da instabilità geopolitica, volatilità dei costi e incertezza sui mercati. Le imprese adottano strategie di copertura dei rischi e gestione cautelativa.

Export, diversificazione e nuove strategie di filiera

Il 61% delle imprese esportatrici non registra impatti significativi dalle tensioni globali, mentre il 31% segnala una contrazione delle vendite estere. Solo il 6% ha riposizionato i flussi verso mercati più stabili e il 2% ha colto nuove opportunità.

Per il triennio 2026-2029, le imprese guardano soprattutto a:

  • Unione Europea
  • Paesi europei extra-UE
  • Nord America

Si rafforzano inoltre strategie di reshoring e nearshoring, con disinvestimenti dall’Asia e dall’Europa dell’Est, per ridurre rischi e colli di bottiglia logistici. Crescono anche multi-sourcing, automazione, digitalizzazione e reti d’impresa.