Daniela Cameroni, consigliere regionale eletta tra le file di Fratelli d’Italia, novarese. Nasce in una famiglia di imprenditori e diventa assessore all’Istruzione della Regione nell’aprile 2026. Ha anche le deleghe al Merito, Diritto allo studio universitario e Formazione professionale.
Assessore, siamo all’avvio dell’anno scolastico. Che scuola vorrebbe?
«Una scuola che prima di tutto faccia crescere i nostri ragazzi come persone, non soltanto che trasmetta conoscenze. Che educhi alla libertà e alla responsabilità, che insegni che i risultati si conquistano con l’impegno, la costanza e il merito. Vorrei che l’autorevolezza degli insegnanti tornasse ad avere il valore che merita e che scuola e famiglia fossero davvero alleate nell’educazione dei ragazzi. Perché educare significa anche trasmettere valori, senso del dovere, rispetto degli altri e fiducia nelle proprie capacità. E poi dobbiamo superare l’idea che esistano percorsi di serie A e di serie B. Un liceo, un istituto tecnico, un professionale o un percorso di formazione hanno pari dignità: non tutti abbiamo gli stessi talenti, ma tutti dobbiamo avere la possibilità di scoprirli e farli emergere».
Che scuola c’è, oggi?
«Guardi, girando tanti istituti di ogni ordine e grado mi sono fatta un’idea molto chiara: la nostra scuola è migliore di come spesso la raccontiamo. Quando entro in una scuola incontro docenti e dirigenti che ci mettono passione, competenza e una quantità enorme di energie. E incontro soprattutto ragazzi che hanno voglia di fare, di capire, di mettersi alla prova. I problemi ci sono: calo demografico, disagio giovanile, necessità di avvicinare sempre di più la scuola al mondo del lavoro. E su questo stiamo lavorando pancia a terra. Sarebbe, però, sbagliato vedere soltanto ciò che non funziona.».
Che cosa può fare l’amministrazione pubblica?
«Il compito delle istituzioni è molto concreto: mettere la scuola nelle condizioni di fare bene il proprio lavoro. Dobbiamo investire nell’orientamento, aiutare le famiglie e contrastare la dispersione scolastica. E su questo il Piemonte ha dati migliori della media nazionale. E poi creare il legame forte con il territorio e con il lavoro. Penso alla formazione professionale, al sistema duale, agli ITS Academy, dove il Piemonte è oggi una delle realtà più forti d’Italia. E c’è un altro punto per me fondamentale: la libertà di scelta educativa. Il reddito di mamma e papà non può decidere quale opportunità formativa possa avere un ragazzo».
Voucher. Che valore si deve dare?
«Lo considero un risultato storico, ma dietro questa parola ci sono soprattutto le famiglie. Perché ogni numero che citiamo corrisponde a qualcuno che deve comprare libri, materiale scolastico, pagare spese legate all’istruzione dei propri figli. Quest’anno, per la prima volta, finanziamo il 100% delle domande ammesse al Voucher B: parliamo di oltre 76 mila famiglie, circa 28 mila in più rispetto allo scorso anno. Abbiamo cambiato i criteri proprio per questo: utilizzare meglio le risorse e raggiungere più persone. Prima migliaia di famiglie presentavano domanda, venivano ammesse e poi scoprivano di non ricevere nulla. Era un meccanismo che volevamo superare. Se diciamo a una famiglia che c’è un aiuto, dobbiamo fare tutto il possibile perché quell’aiuto arrivi davvero».
Avs critica sostenendo che sono “briciole alle famiglie più povere” e si sarebbe dovuto aumentare i fondi per il pagamento dei voucher per tutte le altre, smettendo di favorire le scuole paritarie.
«Faccio fatica a seguire questo ragionamento. Perché criticano una scelta che ci permette di sostenere 28 mila famiglie in più. Noi abbiamo intrapreso una strada molto chiara: con le risorse a disposizione volevamo raggiungere più famiglie possibile. E ci siamo riusciti. Con il Voucher B siamo arrivati fino a circa 15.700 euro di Isee, mentre lo scorso anno ci fermavamo intorno agli 8.200. Al di là delle polemiche, credo che questi numeri parlino da soli. Sulle scuole paritarie, invece, non c’è alcuna ambiguità: la libertà di scelta educativa non è un privilegio. Le paritarie fanno parte del sistema nazionale di istruzione, svolgono un servizio pubblico e ogni mattina accolgono migliaia di bambini e ragazzi. Non capisco perché una famiglia che sceglie una scuola paritaria dovrebbe essere considerata meno meritevole di sostegno. È una battaglia ideologica che non ci interessa».
Voucher scuola: 8.802 domande ammesse nella Granda per libri e trasporti
Sono state pubblicate sul sito della Regione Piemonte le graduatorie del Voucher Scuola per l’anno scolastico 2026/2027, con il dettaglio delle domande ammesse e finanziate nelle otto province piemontesi. Per la prima volta dalla nascita della misura, l’ente finanzia il 100% delle domande ammesse per il Voucher B, destinato all’acquisto di libri di testo, materiale didattico, dotazioni tecnologiche funzionali all’istruzione e alle spese per il trasporto scolastico. Sono complessivamente 76.536 le famiglie finanziate, oltre 28 mila in più rispetto allo scorso anno, quando i beneficiari erano stati circa 48 mila.
VOUCHER B
Per il Voucher B sono 76.536 domande finanziate: sono 8.802 le domande ammesse per la provincia di Cuneo. “La nuova articolazione delle fasce ISEE e degli importi unitari – dicono in Regione – ha consentito di portare la copertura effettiva del Voucher B fino a un Isee di 15.748 euro, contro circa 8.200 euro dello scorso anno: una platea finanziata quasi raddoppiata in termini di soglia ISEE, accompagnata da oltre 28 mila beneficiari in più”.
VOUCHER A
Finanziate 3.702 domande per un investimento complessivo iniziale di 4.982.950 euro. La prima assegnazione delle risorse consente di finanziare le famiglie fino a un Isee massimo di 22.876,38 euro (122 per la Granda). Restano al momento 1.434 domande ammesse da finanziare e si lavora allo scorrimento della graduatoria.
COME RICEVERE E UTILIZZARE I DUE PROVVEDIMENTI
A partire dall’anno scolastico 2026/2027 l’erogazione dei voucher per conto della Regione Piemonte, a seguito di gara pubblica, è gestita da Cirfood S.C. in collaborazione con Valyouness. Ogni beneficiario riceverà una mail dal gestore con le credenziali per accedere alla piattaforma web Valyouness Flex, dove sarà disponibile il Voucher. Il Voucher non sarà caricato sulla tessera sanitaria ma sarà spendibile tramite smartphone, dopo la registrazione sulla piattaforma: presso la scuola frequentata dal figlio per il Voucher A oppure negli esercizi commerciali convenzionati per il Voucher B. L’elenco aggiornato degli esercizi aderenti sarà disponibile direttamente sulla piattaforma Valyouness Flex.
Avs sui voucher: «Ok tetto minimo, ma misura ingiusta»
«Il lavoro delle opposizioni è servito quantomeno a rimuovere alcuni degli aspetti più problematici del provvedimento dei voucher». Lo afferma Giulia Marro, consigliere Avs della Regione. «Abbiamo chiesto – prosegue – fin dall’inizio che venisse tolta la discrezionalità del “fino a” sui voucher B, che avrebbe sì consentito alla destra di dire di aver accolto il 100% delle domande, pur su una platea ridotta alle famiglie con 15.000 euro di Isee rispetto ai 26.000 dello scorso anno, ma dando le briciole alle famiglie più povere, proprio quelle che il voucher in questi anni lo hanno sempre preso. La maggioranza ha acconsentito a mettere un tetto minimo ai voucher B, cosa che peraltro mette nero su bianco il danno che verrà fatto a coloro che hanno un Isee compreso tra 4.000 e 9.000 euro, per i quali i voucher saranno di fatto dimezzati rispetto allo scorso anno, con importi minimi di 75 euro per la primaria, di 150 euro per le medie e di 250 euro per le superiori». L’Istat ha calcolato che la spesa media per le famiglie italiane per libri e kit didattici, è di 480 Euro per le medie e 680 euro per le superiori. Quali alternative per Avs? «C’era un’altra strada: smettere di favorire le scuole paritarie e aumentare i fondi per il pagamento dei voucher per tutte le altre famiglie, nella Regione che investe 20 milioni di euro per dare il bonus Vesta alle famiglie con Isee fino a 40.000 euro e quasi 40 milioni per il trasporto gratuito agli universitari con Isee fino a 85.000 euro».


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