La 65ª edizione della Mostra del Fungo di Ceva, patrocinata dall’Atl del Cuneese, si prepara a vivere un appuntamento sempre più importante per la città e per l’intero territorio cebano. Per il sindaco di Ceva Fabio Mottinelli, la crescita della manifestazione è la naturale evoluzione di una realtà che da tempo ha superato i confini locali. «Sono ormai anni che il pubblico diventa sempre più internazionale – sottolinea –. Come spesso accade, le persone arrivano prima della politica e delle istituzioni». E aggiunge, «Dal punto di vista scientifico, quella di Ceva è una delle esposizioni più curate e interessanti d’Europa per gli esperti del settore. L’obiettivo è fare di Ceva una vera “città del fungo” durante tutto l’anno, non soltanto nei giorni della Mostra. In questa prospettiva si inserisce anche il progetto del Museo del Fungo, nato dalla collaborazione tra Comune, Gruppo Micologico, fondazioni bancarie e Regione. Con il nuovo Museo vogliamo fare un ulteriore passo avanti. I bambini potranno conoscere il mondo dei funghi anche attraverso la coltivazione, scoprendo così che dietro questo prodotto esistono aspetti scientifici, economici, ambientali e alimentari».
Il concetto di connessione è il filo conduttore scelto per questa edizione. «È stato dimostrato scientificamente che i funghi creano nel sottosuolo una rete immensa di connessioni, attraverso la quale anche le piante possono interagire. Noi vogliamo utilizzare questa immagine per rimarcare una connessione che deve essere fatta soprattutto di persone». Da qui nasce una delle ambizioni della Mostra: «utilizzare il fungo per unire territori diversi, mettendo in relazione culture, produzioni e tradizioni. È questa, dunque, la sfida della 65ª Mostra: partire da un prodotto profondamente radicato nella storia di Ceva per raccontare un territorio più grande, fatto di natura, ricerca, cultura, economia, gastronomia e relazioni».
L’assessore Luca Prato, «Fungo, cultura e condivisione»
A raccontare le novità della prima edizione internazionale della 65ª edizione della Mostra del Fungo di Ceva è Luca Prato, assessore alle Manifestazioni, Turismo e Musei.
Qual è il cuore dell’evento? «La conferma del suo fulcro: la mostra scientifica, curata dal gruppo micologico, che da anni collabora con i più importanti esperti italiani e transfrontalieri. Un appuntamento di grande valore divulgativo».
Ci saranno novità? «Anche quest’anno dedicheremo spazio ai funghi coltivati, grazie alla collaborazione con Pauli Funghi, azienda di una famiglia svizzera che ha scelto di investire a Sale Langhe. Un esempio concreto di come le connessioni possano generare opportunità».
Quale sarà il tema della manifestazione? «Il focus, nei panel e nei convegni, sarà sulla cultura delle tradizioni e del buon cibo, ma soprattutto sul valore delle connessioni: proprio come nel sottobosco, dove relazioni profonde permettono alla natura di creare frutti meravigliosi».
Come si tradurrà questo messaggio per il pubblico? «Con un programma capace di coinvolgere tutti: l’area del cibo, con il fungo protagonista in numerose declinazioni, il mercato del fungo e lo spazio per le associazioni. Non mancheranno l’area spettacoli e quella dedicata alle famiglie. L’obiettivo è fare della Mostra un luogo di incontro, cultura e condivisione, mantenendo al centro il fungo e il suo legame con il territorio».


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