«Elevare gli standard qualitativi, lotta al bullismo e benessere psicologico per gli studenti». L’albese Umberto Pelassa (43 anni) riassume così gli obiettivi dell’Ufficio Scolastico della Granda che dirige dalla primavera dell’anno scorso. Il 2026 si è aperto all’insegna di una parola che nel mondo della scuola raramente si sente: stabilità. A fine maggio la giunta regionale del Piemonte, su proposta dell’assessora all’Istruzione Daniela Cameroni, ha approvato le linee del nuovo Atto di indirizzo che annuncia lo stop alle fusioni delle autonomie scolastiche per i prossimi due anni, fino all’anno scolastico 2028/2029 incluso. Una pausa che riguarda anche il contingente dei dirigenti scolastici e dei Dsga (Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi) che resterà stabile a 515 unità per l’intero biennio. Ha preso forma concreta, come ultimo atto, uno degli accorpamenti più significativi degli ultimi anni: è nato il nuovo istituto Bianchi Bonelli Virginio, frutto della fusione tra il Bonelli e il Bianchi-Virginio, che da settembre riunisce quasi 1700 studenti sotto una sola dirigenza. Con l’attuazione della Legge Montagna (131 / 2025), è stato pubblicato l’elenco aggiornato dei Comuni montani italiani che riconosce vantaggi concreti al personale scolastico impegnato in questi territori: un credito d’imposta e un punteggio aggiuntivo per docenti e Ata, pensati per combattere lo spopolamento e garantire la continuità didattica dove il turnover degli insegnanti è storicamente molto elevato.
Provveditore Pelassa, quali sono i numeri delle scuole nella Granda?
«Rappresentano un’ampia e variegata galassia di comunità educanti garantendo presidi di presenza dello Stato anche in contesti territoriali decentrati o poco popolati. Pur nel quadro di una progressiva decrescita demografica, che interessa peraltro l’intero Paese e non è limitata alla nostra provincia, la scuola cuneese è forte dei propri 75.000 studenti, di circa 10.000 docenti (tra personale su posto comune e sul sostegno) e di 2.500 unità di personale A.T.A. Studenti e personale scolastico popolano i numerosi plessi organizzati in 83 Istituti (tra Comprensivi, Superiori e C.P.I.A.) diretti da altrettanti dirigenti scolastici».
Le scuole cuneesi hanno sufficiente personale?
«Il personale di ruolo è in crescita grazie alle recenti procedure di reclutamento Pnrr. Ad essi si affiancano i docenti reclutati annualmente dall’ufficio scolastico territoriale tramite le graduatorie Gps (per le supplenze), nonché, esaurite queste ultime, quelli individuati dalle singole scuole tramite le graduatorie di istituto. Nel complesso, l’obiettivo del lavoro svolto dall’ufficio nel corso dei mesi estivi è garantire che le classi siano presidiate per l’inizio dell’anno scolastico. La sfida più delicata è gestire concretamente queste procedure complesse, che vedono l’azione congiunta di più attori (l’Ufficio scolastico, le singole scuole, i docenti, le sigle sindacali), con il comune obiettivo di garantire il miglior servizio agli studenti».
E il sostegno?
«I docenti di sostegno rappresentano figure chiave nelle classi per garantire appieno un approccio davvero inclusivo alla didattica. L’Ufficio scolastico è costantemente impegnato a garantire la piena copertura delle necessità di organico relative a queste figure, anche tramite un’interlocuzione continua con le singole scuole e gli altri attori istituzionali coinvolti (famiglie, ASL, INPS)».
Le nuove sfide?
«Sono connesse al contrasto alla dispersione scolastica, all’orientamento tra i gradi scolastici e per il post–maturità ed all’attenzione crescente a garantire agli studenti la migliore preparazione ed una fruizione del tempo scuola che sia caratterizzata da benessere psicologico e contrasto ad ogni forma di bullismo».
I numeri della scuola nella Granda: personale in crescita
Il Provveditore Umberto Pelassa: «Pronto l’esercito di 75mila studenti e circa 10mila docenti»


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