C’è chi lo sport lo ha vissuto da protagonista sul tappeto, e chi oggi lo costruisce, giorno dopo giorno, per le nuove generazioni. Claudia Martin è entrambe le cose. Ex ginnasta di alto livello, ha vestito la maglia della Nazionale italiana di ginnastica ritmica, partecipando a due Campionati del Mondo (1981 e 1983), due Campionati Europei (1980 e 1982) e a una Coppa del Mondo. Appesi i nastri e i cerchi al chiodo, ha proseguito il proprio percorso come allenatrice federale nazionale per il gruppo delle ginnaste individualiste. Oggi Claudia Martin insegna Scienze motorie e sportive all’Istituto per Geometri di Cuneo ed è la delegata provinciale del Coni a Cuneo, un ruolo che la vede in prima linea nell’organizzazione di eventi di valorizzazione dello sport locale.
Partiamo dalla scuola: lei insegna educazione fisica. Qual è la criticità più urgente?
«La prima, grande criticità che stiamo vivendo in questi giorni, come insegnanti di educazione fisica, riguarda gli orari delle palestre. A Cuneo, purtroppo, non ci sono sufficienti palestre per tutti gli istituti e tutte le classi. Parlo soprattutto delle scuole superiori: si crea un disagio per cui le classi devono spostarsi, e gli insegnanti si trovano a fare lezione fuori dalla propria sede scolastica».
Esempi?
«Sto parlando soprattutto delle superiori. Si crea una situazione per cui studenti e docenti si devono spostare con perdita di tempo nelle due ore settimanali. Le Magistrali devono utilizzare anche la scuola media o il Liceo che non ha spazi sufficienti. Preoccupa il Grandis: da settembre la nuova scuola ha una palestra molto grande. Non l’ho ancora vista ma mi dicono che sia un locale doppio ma comunque non sufficiente ad accogliere tutti gli allievi: a rotazione utilizzeranno la palestra anche dei geometri dove io insegno e tra l’altro saranno tre classi in contemporanea in due palestre diverse. Un pasticcio combinare orari, turni, ecc. dove c’è una rete da pallavolo, due canestri e due insegnanti».
Al di là della scuola, il Coni è impegnato anche sul fronte dei più piccoli, con i centri estivi. Ci racconta?
«Il Coni sovvenziona e promuove il lavoro dei centri estivi nella provincia di Cuneo: si chiamano Educamp. Sono una quindicina le società iscritte. Il Coni segue questi centri e concede loro, di fatto, un patrocinio: le società che li organizzano devono seguire le linee guida sulla sicurezza, sull’alimentazione e sulla metodologia con cui si lavora con i ragazzi. Uno dei punti fondamentali è che i camp non siano monotematici, ma multisportivi. I ragazzini a cui si rivolgono questi progetti del Coni hanno dai 5 ai 14 anni: a quell’età si devono sviluppare e occupare tutte le capacità motorie e coordinative, nella maniera più ampia possibile, scegliendo, poi, l’attività preferita. Ad esempio, quest’anno la Granda Volley ha partecipato insieme alla società della Cuneo Ginnastica ed alla società della canoa».
Qual è, secondo lei, il valore aggiunto più importante di questo scambio?
«Ciò che secondo me davvero può incidere è il fatto che istruttori di discipline e società diverse si parlino, si confrontino, vedano come l’altro tiene la lezione. All’interno della propria disciplina, gli esercizi di riscaldamento tendono un po’ sempre a essere gli stessi, perché sei guidato dalla tua tecnica specifica. Invece esiste un bagaglio enorme di esercizi e movimenti motori che rischiano di essere trascurati: come si sviluppa l’equilibrio, la reattività, che giochi si fanno. Si cresce attraverso il confronto».
«C’è “fame di palestre” per le scuole del Cuneese»
Claudia Martin: insegnante, sportiva di alto livello, delegata Coni che coordina gli Educamp estivi


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