“I bambini per andare alle Scuole calcio spendono troppi soldi. Ci sono famiglie che non si possono permettere questo. Io voglio capire bene tutto come funziona il Settore giovanile scolastico per poter vedere come funziona. Perché in questo momento storico dove i bambini sono presi da altri giochi, TV, videogiochi, altri sport dobbiamo cercare di riportare i bambini al calcio. Come? cercando di abbassare i prezzi”.
È trascorso oltre un mese da queste frasi pronunciate da Claudio Ranieri il 29 luglio scorso, durante la conferenza stampa di presentazione del nuovo staff della Nazionale italiana. Il nuovo Direttore Tecnico della FIGC e presidente di Club Italia ha parlato dei costi delle scuole calcio e della necessità di trovare soluzioni per riportare i bambini verso il calcio, rendendo l’accesso alla pratica sportiva più sostenibile per le famiglie.
Parole che – unitamente all’eliminazione della Nazionale A dalla corsa al Mondiale – hanno acceso e rinfocolato un dibattito intenso, forse senza precedenti, sul sistema calcio, sul ruolo delle società, su quanto le Associazioni sportive propongono (spesso faticosamente) sui vari territori. La Valtanaro calcio, che in queste settimane estive sta giorno dopo giorno cercando di strutturarsi e di trasmettere le proprie idee, il modello organizzativo e la filosofia sportiva, ha riflettuto sulle parole di mister Ranieri e ha deciso di mettere in campo un’iniziativa (svelata durante la serata di presentazione della società) che può suonare come una provocazione, ma che ha un suo perché: un invito ufficiale dalla società a Claudio Ranieri, chiedendogli di trascorrere una giornata nella sede e sui campi della società.
Non una visita istituzionale, né tantomeno una passerella o una trovata mediatica, bensì una sorta di antropologica “osservazione partecipante” nella quale Valtanaro Calcio vorrebbe far vedere a Ranieri cosa significa operare quotidianamente in una piccola società di calcio in un territorio periferico, in difficoltà demografica, dove l’offerta sportiva è limitata e per molte famiglie praticare un’attività significa anche affrontare spostamenti e difficoltà organizzative. Una realtà molto diversa da quella del calcio professionistico, ma dalla quale il calcio professionistico continua a dipendere, è (o dovrebbe essere) strettamente in simbiosi e in connessione. Rapporti con le famiglie, organizzazione dei campi, dei trasporti, tesseramenti e dialogo con la Federazione, adempimenti burocratici, costi, difficoltà di comunicazione… e poi ovviamente il campo, gli allenamenti, i ragazzi, gli allenatori, i dirigenti. Insomma, la vita “vera” di una scuola calcio.
“Vorremmo che Ranieri vedesse senza filtri cosa significa fare calcio dal basso – spiegano
per Valtanaro il presidente Matteo Nicolino e i vice-presidenti Davide Amenta e Umberto
Bonelli – perché quando si parla di costi e di accessibilità, argomenti molto popolari ma allo
stesso tempo delicati, bisogna anche comprendere quali siano le difficoltà reali –
economiche ma non solo – che una piccola società sostiene e quale complessità
organizzativa esiste dietro una semplice iscrizione a una Scuola calcio. Dove il pallone
diventa anche strumento di aggregazione e assume una funzione sociale, in un’ottica dove
sempre più crescente è l’esigenza di essere professionali anche quando si è, a tutti gli
effetti, una piccolissima società dilettantistica. Se Ranieri vuole davvero capire come
funziona il Settore Giovanile e Scolastico, gli proponiamo di venire a passare una giornata
con noi.” L’invito è ufficialmente partito.


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