Profondo Umano 2026, ad Alba una “geografia della cura”

0
0

Presentata la sesta edizione del festival promosso dall’Associazione Corale Intonando.
Al Coro della Maddalena ha aperto “Non ti curar di loro”, mostra dedicata a Sergio Ragalzi

“Esserci. Per una geografia della cura”. Parte da due parole – presenza e cura – la sesta edizione di Profondo Umano, il festival promosso dall’Associazione Corale Intonando APS, presentato ieri pomeriggio, venerdì 28 agosto, nella sala consiliare “Teodoro Bubbio” del Comune di Alba.

Un’edizione che prova ad allargare lo sguardo su ciò che significa prendersi cura: delle persone e delle loro fragilità, ma anche delle relazioni, dell’ambiente, della memoria e dei luoghi che abitiamo. Il programma accompagnerà Alba, Langhe e Roero fino a dicembre, intrecciando conferenze, spettacoli teatrali, cinema, concerti, passeggiate nella natura e arte.

L’obiettivo è costruire, appuntamento dopo appuntamento, una vera e propria “geografia della cura”, fatta di luoghi visibili e invisibili nei quali fermarsi, ascoltare, riconoscere le ferite e immaginare nuove forme di custodia reciproca. Il percorso attraverserà i confini tra le generazioni e i territori della legalità e della giustizia ambientale, si confronterà con la malattia e con il delicato tema dell’accompagnamento alla morte, per aprirsi poi alla poesia, alla spiritualità, all’arte, alla natura e al paesaggio.

A tradurre visivamente il tema scelto per questa sesta edizione è Anna Dellaferrera, autrice dell’illustrazione che accompagna Profondo Umano 2026.

L’apertura con Sergio Ragalzi

La giornata inaugurale si è completata ieri sera al Coro della Chiesa della Maddalena con l’apertura di “Non ti curar di loro. Sergio Ragalzi: Archeologia del possibile”, mostra curata da Jacopo Di Marco e realizzata in collaborazione con Lunetta11. L’esposizione sarà visitabile fino al 29 settembre.

È proprio l’arte a segnare la prima tappa della geografia immaginata dal festival. E lo fa ribaltando la prospettiva più rassicurante della cura: il conforto lascia spazio all’inquietudine, alla necessità di rivolgere lo sguardo anche verso ciò che spaventa e che, spesso, si preferirebbe non vedere.

Protagonista della mostra è “Natura”, opera di Sergio Ragalzi (1951-2024). Un’installazione che si impone alla vista e restituisce un principio semplice quanto radicale: per prendersi cura di qualcosa bisogna prima guardarla, riconoscerne l’esistenza e dedicarle attenzione, per quanto difficile o persino terrificante possa apparire.

Nato a Torino, dove si formò ed esordì, Ragalzi espose nel 1984 alla Galleria L’Attico di Fabio Sargentini, accompagnato da un testo del poeta Emilio Villa. Da quel momento la sua carriera si sviluppò soprattutto tra Torino e Roma, ottenendo riconoscimenti nazionali e internazionali. Il suo immaginario, attraversato dal nero, dalle paure e dalle inquietudini dell’uomo contemporaneo, diventa così una porta d’ingresso particolarmente significativa nel tema scelto quest’anno da Profondo Umano.

Una sesta edizione fino a dicembre

Profondo Umano nasce dall’esperienza maturata nelle otto edizioni di Torino Spiritualità ad Alba e dalla volontà dell’Associazione Corale Intonando APS di offrire uno spazio di dialogo e riflessione intorno alle grandi domande dell’essere umano. Una formula cresciuta negli anni attraverso linguaggi differenti, dalle conferenze al teatro, dalla musica alla pittura, dalla danza alla poesia, con Alba e le colline Patrimonio UNESCO a fare da scenario.

Dopo l’apertura, il calendario ripartirà sabato 5 settembre alle 21, da piazza Marconi ad Alba, con “Il filo rosso della cura”, una passeggiata che porterà il pubblico attraverso la città.

Il 7 settembre alle 21, al Cinema Moretta di Alba, sarà proposto “The Wonder – Il giorno in cui ho perduto me stessa”, con Roberta Dapunt, Joshua Whalen e Alessandro Seidita. Dapunt sarà protagonista anche la sera successiva, 8 settembre, alla Sala Riolfo nel Cortile della Maddalena, con “Eppure lo vedo, resistente rimanermi accanto”.

Il 13 settembre alle 17, a Montaldo Roero, spazio ai bambini e alle famiglie con “Cappuccetto Rosso: la fiaba che vive nel bosco fatato”, con Fiorenza Adriano: un percorso nel bosco e una rilettura contemporanea della fiaba, tra cura della tradizione popolare e rispetto dell’ambiente.

Il 14 settembre alle 21 si tornerà al Cinema Moretta per “Corrispondenze. Basta l’aria aperta per essere liberi?”, con Joshua Whalen e Alessandro Seidita. Il 16 settembre alle 6.30, da piazza San Pietro a Piobesi d’Alba, partirà invece la camminata al sorgere del sole “Il risveglio dei sensi”.

Tra gli appuntamenti centrali della rassegna figura quello del 19 settembre alle 18 al Teatro Sociale “G. Busca” di Alba, dove Matteo Lancini affronterà “Il bullismo degli adulti”. Il 23 settembre alle 21, da piazza Baracco a Treiso, sarà invece la volta della camminata notturna “Ascoltare il buio”.

Il 24 settembre alle 21 Profondo Umano entrerà nei territori della legalità e della tutela dell’ambiente con “Crimini ambientali. Comunità, corpi e diritto”, incontro con Rosalba Altopiedi.

Domenica 27 settembre alle 17.30 i sentieri di La Morra ospiteranno “La cura della memoria. Vite di Langa e Roero, trasformazioni sociali di una civiltà contadina”, camminata a tappe condotta da Paolo Tibaldi che, partendo dal lavoro realizzato insieme a Carlo Petrini, ripercorrerà i cambiamenti sociali, culturali ed economici vissuti dalle colline.

Il 29 settembre, con due appuntamenti alle 10 e alle 21, arriverà “Teresa, ovvero la sarta che voleva ricucire il firmamento”, spettacolo con Patrizia Camatel. Il giorno successivo, 30 settembre alle 21, sarà invece Tiziana Cera Rosco la protagonista di “Nei globuli di una costellazione”.

Ottobre si aprirà il 2 alle 21 con il concerto “Suoni che curano”, mentre il 3 ottobre alle 16 il festival proporrà il flash mob “Contenere il dolore con un abbraccio”.

Due gli incontri di particolare richiamo nella parte centrale del mese. Il 6 ottobre alle 21, Eliana Liotta e Michela Matteoli saranno protagoniste di “La mente radiosa”; il 13 ottobre alle 21, Guido Harari e Luisa Fantinel condurranno invece il pubblico “Oltre la grande soglia”, entrando in uno dei territori più delicati della geografia della cura.

La parte conclusiva del festival sarà affidata soprattutto alla musica: il 21 novembre alle 21 con “Cantare le radici”, l’8 dicembre alle 21 con l’appuntamento dedicato a Felix Mendelssohn e, infine, il 19 dicembre alle 21 con “The chi-non-so-village”, ultimo evento del calendario 2026.

Una mappa lunga quasi quattro mesi, dunque, nella quale la cura non viene proposta soltanto come risposta alla fragilità, ma come scelta di presenza e attenzione. “Esserci”, appunto: per le persone, per i luoghi e per ciò che rischia di restare fuori dalla mappa.