Un mese di sconti è già trascorso e un altro ancora concluderà la finestra dedicata ai saldi estivi. Siamo a metà ma la sensazione diffusa, anche nel Cuneese, è che non ci si debba attendere grandi numeri.
Tea, titolare di Donne Vincenti ad Alba, interpreta il pensiero generale dei negozianti: «Da qualche anno va sempre peggio», con un’eccezione tutta albese: «Noi, grazie ai molti turisti e ai clienti più fedeli, siamo soddisfatti». I saldi però partono troppo presto e le aziende fornitrici fanno sconti prima dell’apertura ufficiale, creando un cortocircuito: «Bisognerebbe sanzionare, soprattutto i portali esteri che vendono online senza pagare le tasse qui, facendo concorrenza sleale». Il clima incide, «ma poco fa abbiamo venduto un soprabito e una camicia di seta a clienti del Nord Europa, in sconto». Ma il mercato ha perso coerenza. «Per far cambiare un po’ le cose servirebbe maggiore attenzione alle esigenze dei piccoli commercianti».
Stefano, titolare di Stile Uomo a Cuneo, elenca i problemi: i cantieri in città con le strade chiuse che frenano il passaggio, i saldi partiti troppo presto. «Luglio è piena stagione. Bisognerebbe cambiare, se ci sia la volontà di farlo non lo so». Sull’online è pragmatico: «Siamo presenti, ma i nostri valori sono servizio e fattore umano. Per due magliette veloci va bene l’online, per la professionalità e la consulenza la presenza del commerciante è fondamentale». Guarda al futuro con ottimismo cauto: «Qui non c’è ricambio turistico, ci si appoggia sulla clientela fidelizzata. Chi c’è ora, tende a restare».
Paolo Marini della boutique Marcos di Mondovì: «I saldi non sono più attrattivi. Concorrenza forte, vendite online, ogni anno è così». La soluzione è riorganizzarsi: «Selezionare articoli che non richiedano necessariamente la vendita in saldo». Il problema dei brand che promuovono sconti prima delle date ufficiali è reale: «Dovremmo escludere dagli acquisti le aziende che non si comportano correttamente. Ma è difficile». Sulle regole è scettico: «Le detta il mercato. E si possono aggirare facilmente». Sul fronte online la situazione è complessa. «È una guerra più dura che nel fisco. Con la globalizzazione la Cina fa sconti a maggio, il Giappone a giugno: difficile imporre regole uniformi». Sulle nuove norme europee che vietano la distruzione degli invenduti è positivo: «La legge è giusta, lo spreco non piace a nessuno. Tra un paio di stagioni potrebbe ridursi la produzione, ma nell’immediato impatta soprattutto sulle grandi aziende».
Claudia di Spazio Bra non nasconde le difficoltà: «È una stagione abbastanza complicata in generale. Il saldo ha smosso qualcosa, però non ha la forza delle scorse stagioni». Il passaggio in negozio è cambiato: «Il weekend non è più un momento di passaggio concreto. Si lavora forse più in settimana». Sui saldi: «Sarebbe più logico fare come vent’anni fa, a fine stagione. Invece i saldi iniziano sempre prima: se a inizio luglio si scontano già bermuda e sandali, come può esserci appeal?».
Andrea Caramelli, proprietario di Mondovicino Outlet Village (gestito da Promos), conosce i cicli del commercio: «Siamo aperti dal 2008. I primi anni, nei giorni dei saldi, c’era un’esplosione. Dal post Covid, abbiamo comunque una crescita, contenuta ma costante. Climaticamente è cambiato tutto. Ma pure il consumatore non è più quello di una volta: compra al momento, non in previsione». Il confronto con realtà come Serravalle è impossibile: «Loro vivono per l’80 per cento sul turismo straniero. Noi siamo su un livello diverso, anche come dimensioni: novanta negozi contro duecento». Sul fronte dell’online, Caramelli non lo vive come una minaccia esistenziale: «Ha creato il suo mercato. Per noi outlet l’acquisto fisico resta un’esperienza che l’online copre solo in parte». In vent’anni di attività, il bilancio complessivo è positivo. «Non ci lamentiamo. Ci sono sempre stati cicli, ma nella sostanza c’è stata soprattutto una crescita. Non sempre a doppia cifra, però c’è stata. Il commercio generale non è brillante, ma noi andiamo avanti. I cambiamenti in corso? Portano pericoli per chi non li vede ma opportunità per chi li coglie. È così da secoli».
Saldi salvati dai turisti stranieri e l’online non fa più così paura
Negozi, boutique e outlet ad Alba, Cuneo, Bra e Mondovì. I numeri risentono della crisi, ma ci sono segnali positivi: «Ora servirebbero regole più condivise»


|
|







