Per anni il tennis italiano ha inseguito il campione. Oggi, forse per la prima volta, può contare su un movimento capace di guardare oltre il singolo fuoriclasse. È questa la convinzione emersa dal confronto moderato da Raffaele Viglione con Federico Ferrero, Marco Bucciantini, Diego Nargiso e il giovane talento cuneese Simone Massellani. Al centro del dibattito non c’è soltanto Jannik Sinner, ma il cambiamento culturale che il numero uno del mondo ha saputo innescare.
«Sinner è stato la scintilla, ma non l’unico promotore», osserva Ferrero. «C’era già un fermento che ha preparato questo momento». L’Italia, spiega, ha sempre avuto bisogno di un campione capace di trascinare un intero movimento, come accadde con Alberto Tomba nello sci o con Jury Chechi nella ginnastica. Oggi quel ruolo appartiene al tennista altoatesino.
Per Bucciantini, però, il valore di Sinner va oltre i risultati. «Ci sta migliorando come Paese. Ha imposto una misura, una serietà che viene naturale seguire». Il suo esempio, sostiene il giornalista, spinge tanti giovani a credere che il lavoro quotidiano possa davvero fare la differenza. «Quando hai un campione di riferimento riesci a fare cose che, da solo, non avresti mai pensato possibili». La crescita del tennis, però, non può ridursi a un solo nome. Ferrero individua in Lorenzo Musetti il giocatore capace di conservare la dimensione più creativa del tennis moderno, mentre Bucciantini lo definisce «un giocatore importante», perché nel suo tennis convivono tecnica, pensiero e fantasia. Accanto a loro acresce una generazione ricca di prospettive, nella quale trova spazio anche Luca Nardi, indicato da Ferrero tra i talenti più interessanti del panorama italiano. A ricordare quanto sia cambiato il movimento è Diego Nargiso, primo italiano a vincere Wimbledon juniores. «Oggi vivo queste vittorie come se fossero anche un po’ mie. Lo sport mi ha insegnato che non sempre si può vincere, ma può renderti una persona migliore». Un messaggio che si lega perfettamente al senso di Sport & Impresa: il valore dello sport non si misura soltanto nelle medaglie, ma nella capacità di formare cittadini e professionisti. Il futuro, infine, sale direttamente sul palco con il giovane tennista cuneese Simone Massellani, tra i migliori Under 18 al mondo. «Mi piace allenarmi, stare in campo. Alla fine, quello che determina il risultato è chi vuole davvero vincere quella partita». Parole semplici, ma capaci di riassumere il filo conduttore dell’incontro: il talento può accendere una passione, ma sono il lavoro, la cultura sportiva e gli esempi a trasformarla in un patrimonio destinato a durare.
Il passaggio di testimone: «Seguite l’istinto»
Due Olimpiadi, una laurea in Comunicazione e una seconda carriera costruita tra televisione, social media e progetti con i brand. Ma quando sale sul palco di Sport & Impresa, Carlotta Ferlito sceglie di presentarsi con una parola diversa: «Oggi mi sento una donna libera. Ho la possibilità di scegliere». È da questa consapevolezza che prende il via il dialogo con le cinque giovanissime campionesse della Cuneoginnastica – Vera, Asia, Jennifer, Alissa e Sophia – protagoniste, poche settimane prima, della conquista del titolo italiano a “Ginnastica in Festa” di Rimini. Le domande arrivano spontanee. La prima riguarda l’alimentazione, tema delicato nella ginnastica. Ferlito ribalta subito la prospettiva: «Vorrei che le nuove generazioni capissero che mangiare bene non serve a essere magre, ma a dare al corpo ciò di cui ha bisogno. È una questione funzionale, non estetica». Poi si parla della tensione prima della gara. «Cercavo di isolarmi, ascoltavo musica e la sera prima ripetevo mentalmente il mio esercizio, immaginandolo perfetto». Un rito che le permetteva di arrivare in pedana con fiducia. Quando le chiedono chi abbia creduto per primo in lei, la risposta è immediata: «La mia famiglia, soprattutto mio papà, e i miei allenatori. Sono stati loro a sostenermi». L’ultima domanda è la più personale: cosa direbbe oggi alla Carlotta bambina? «Godetevi questa età.
Da piccoli si ha un coraggio straordinario. Seguite il vostro istinto, perché sapete già quale strada percorrere». Più delle risposte colpiscono gli sguardi delle giovani, dinnanzi a una campionessa capace di trasformare l’esperienza in fiducia. Le medaglie si vincono in pedana, gli esempi restano.


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