Città del circo contemporaneo: nuova eccellenza per Mondovì

Paolo Stratta spiega il lavoro di Fondazione Cirko Vertigo: «Un corso di laurea che crea artisti e manager, favorendo opportunità per il territorio»

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Bisogna riconoscere al fondatore e direttore della Fondazione Cirko Vertigo, Paolo Stratta, il merito di aver costruito qualcosa che – almeno in Italia – fino a poco tempo fa non esisteva. Prima ha fatto riconoscere dalla Regione Piemonte la figura professionale dell’artista di circo contemporaneo, figura che non compariva in nessun albo o repertorio. Poi nel 2022 ha ottenuto dal Ministero dell’Università e della Cultura il riconoscimento dell’equipollenza del percorso triennale come laurea in Dams. Una delle sole sette lauree di questo tipo nel mondo, l’unica in Italia. Oggi sono una ventina gli artisti già laureati.
Fondazione Cirko Vertigo, impresa sociale e culturale fondata nel 2017, compie un passo ulteriore: il Monregalese diventa la sede della nuova fase del progetto nato nel Torinese. Le attività sono già presenti sul territorio con masterclass, creazioni artistiche, spettacoli, sempre sotto lo chapiteau, tenda iconica del circo contemporaneo.
«Il progetto vuole dialogare con i suoi pro­fessionisti per creare eccellenza con filiera corta», spiega Stratta. L’insediamento definitivo nella Cittadella di Mondovì è previsto entro il 2028 passando dall’inaugurazione della sede stabile dell’Accademia Cirko Vertigo all’ex Caserma Galliano: sarà un unicum a livello nazionale.
La notizia più recente è di pochi giorni fa: l’incontro a Torino con la ministra Anna Maria Bernini e il governatore Alberto Cirio ha sancito che a Mondovì, nel 2028, partirà anche la laurea magistrale. Se la triennale forma performer, interpreti e autori, persone che calcano le scene dello spettacolo dal vivo, la magistrale avrà un profilo manageriale su tre filoni: manager artistico, cioè coreografi, registi, direttori artistici; manager imprenditoriale, cioè direttori generali e di produzione; manager tecnico, per chi gestisce spazi e attrezzature per lo spettacolo. Triennale e magistrale insieme conteranno subito circa cento allievi.
Sul fronte europeo, Cirko Vertigo ha appena vinto un bando Erasmus da circa 120.000 euro per favorire la mobilità in entrata e in uscita di studenti, docenti e staff. Già da trent’anni la Fondazione fa parte della Federazione Mondiale delle Università di Circo, e da venticinque siede nel consiglio di amministrazione insieme a dodici realtà nel mondo tra cui Parigi, Bruxelles e Stoccolma. «Mondovì siede in quel consesso portando direttamente il territorio in Europa e nel mondo», sottolinea Stratta.
Che cosa studia un artista di circo contemporaneo? La carriera è per metà pratica (acrobazia aerea, equilibrio, danza, teatro) e per metà teorica: diciotto materie, dalla storia del circo alla sociologia, dalla psicologia della performance all’economia dello spettacolo. Ma la distinzione più importante che Stratta tiene a fare riguarda la natura stessa di questa arte. è l’evoluzione di un’attività sportiva? «No, sono cose diverse. Lo sport nasce per vincere medaglie. L’arte non vive di graduatorie ma di creatività, invenzione, visionarietà». Il circo contemporaneo, in quanto arte, produce opere: «Ogni anno – prosegue Stratta –, con gli allievi dell’Accademia e la compagnia Blue 5, creiamo spettacoli che restano nei repertori della storia. Tra cinquant’anni potranno essere rimessi in scena, così come oggi Goldoni e Shakespeare». Le tesi di laurea stesse sono opere testuali che documentano e costruiscono la storia di questa arte.
Il circo contemporaneo è un campo in continua invenzione. I tessuti aerei sono stati introdotti quarant’anni fa. La ruota Cyr (l’anello circolare dentro cui l’acrobata esegue le sue performance) ha trent’anni. «Lo sport è codificato: hanno introdotto il Var nel calcio, ma non permetteranno mai di giocare con due palloni. Nel circo contemporaneo c’è un lavoro incessante di innovazione». E non solo. «Per noi è la norma essere attivi anche a 60 anni, perché la nostra formazione parla di rispetto del corpo, di alimentazione, di anatomia: non si va oltre per raggiungere il risultato». Premiando anche fisicità atipiche: «Cerchiamo di stare fuori dallo stigma, dall’etichettamento, dallo stereotipo. Il nostro ambiente è l’inclusione».
Il progetto si intreccia con realtà locali. La collaborazione storica con l’Albero del Macramè copre le attività propedeutiche. Grazie al bando Stars della Fondazione Crc, quest’anno partono attività nelle scuole elementari, medie, licei, con lezioni e prove aperte. L’obiettivo nei prossimi tre anni sarà portare quattro o cinque giovani nel circuito internazionale dello spettacolo dal vivo. A dicembre il Vertigo Gala porterà in scena una quindicina di artisti internazionali in uno show aperto al pubblico fino al 10 gennaio.
«L’intelligenza di Mondovì – conclude Stratta – è stata quella di non inseguire l’enogastronomico. Mondovì è la seconda città universitaria più antica del Piemonte: ha scelto qualcosa di inesplorato e pionieristico. Nei prossimi anni allievi, docenti e artisti internazionali si insedieranno sul territorio. Compreranno e affitteranno case, consumeranno, spenderanno. La città è meravigliosa: chiunque venga incuriosito da attività diverse poi torna».