Fedeltà associativa, un patto che unisce imprese e territorio

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Dalle Langhe alle vallate alpine, passando per il Monregalese, il Saluzzese e il Cuneese, le cerimonie dedicate alla Fedeltà associativa hanno restituito un’immagine chiara: quella di un’Associazione radicata nelle comunità e vicina a imprese che, con il loro lavoro, contribuiscono ogni giorno non soltanto alla crescita economica, ma anche alla coesione sociale e alla qualità della vita dei territori.
L’ultima tappa in ordine di tempo si è svolta al Castello di Barolo, dove la Zona di Alba ha premiato venti imprese associate da 35 e 50 anni. La cornice storica ha rafforzato il significato di una serata dedicata alla continuità, alla capacità di affrontare i cambiamenti e al passaggio delle competenze tra generazioni. Il teologo e formatore Gigi Cotichella, con l’intervento “Versatilità – Eredità del lavoro artigiano”, ha posto l’accento sulla capacità delle imprese di unire tradizione, flessibilità e innovazione. Sono intervenuti i sindaci di Barolo Fulvio Mazzocchi e di Alba Alberto Gatto, la presidente della Barolo & Castles Foundation Liliana Allena, il presidente della Camera di commercio di Cuneo Luca Crosetto, e il presidente della Zona di Alba Roberto Riccardo.
«Queste imprese non producono solo valore economico, ma presidiano il territorio, tramandano competenze uniche e offrono stabilità alle famiglie della nostra provincia – sottolinea la presidente provinciale Daniela Balestra, affiancata dal vicepresidente vicario Michele Quaglia e dal vicepresidente Davide Merlino –. La loro straordinaria versatilità è la dimostrazione che l’artigianato non è il passato, ma la chiave di volta per il futuro della nostra terra».
Poche settimane prima, a Dogliani, la premiazione si era intrecciata con l’Antica Fiera della Ciliegia, manifestazione alla cui organizzazione Confartigianato collabora da tempo con il Comune. Un esempio concreto di presenza associativa dentro la vita delle comunità. Con il presidente zonale Marco Domenico Rainelli hanno partecipato il sindaco Claudio Raviola, i consiglieri provinciali Rocco Pulitanò e Pietro Danna, il consigliere di Fondazione Crc Fabio Lora, la consigliera della Camera di Commercio di Cuneo Mirella Marenco. Al centro, il valore della laboriosità, dell’attaccamento al lavoro e di un sistema di servizi e rappresentanza capace di accompagnare le piccole imprese nei percorsi di innovazione e crescita.
A Mondovì, nel Museo della Stampa, il tema è stato invece il rapporto tra persona e tecnologia. La tavola rotonda “Magnifica Humanitas e Intelligenza Artigiana”: custodire l’umano nell’epoca della tecnica ha richiamato la necessità di non separare innovazione, dignità del lavoro e relazioni. Sono intervenuti il presidente della Zona di Mondovì Valerio Chiera, gli assessori comunali Alberto Rabbia e Francesca Botto, l’assessore regionale Marco Gallo, il vescovo di Mondovì monsignor Egidio Miragoli, il presidente della Camera di commercio Luca Crosetto, l’architetto e car designer Giancarlo Concilio, la fotografa Beatrice Chiappa e Andrea Comino della Panetteria Pasticceria Comino. La cerimonia ha premiato venticinque imprese associate da 35, 40, 50 anni e oltre, riconoscendo nella continuità imprenditoriale un patrimonio economico, umano e comunitario.
A Borgo San Dalmazzo, la parola guida è stata leggerezza, intesa non come superficialità, ma come capacità di fare impresa in modo più flessibile, sostenibile e attento alla qualità della vita. Il confronto ha collegato artigianato, ambiente, turismo sostenibile e valorizzazione delle produzioni locali. Accanto al presidente zonale Marco Risso sono intervenuti l’assessora comunale Michela Galvagno, il presidente di Confartigianato Piemonte Giorgio Felici e la parlamentare Monica Ciaburro. Alla tavola rotonda hanno partecipato la sindaca Roberta Robbione, anche presidente del Parco Fluviale Gesso e Stura, il direttore del Parco Massimiliano Galli, Walter Aime del Caseificio Valle Gesso e Giovanni Monge Roffarello di Officine Mattio.
«Oggi l’artigianato non può più essere visto come un settore isolato – ha osservato Balestra –. Turismo, ambiente, sostenibilità, promozione del territorio e qualità delle produzioni sono elementi sempre più intrecciati. Le imprese artigiane possono avere un ruolo centrale nello sviluppo sostenibile delle nostre vallate e delle nostre città. Sempre più spesso il valore di un territorio viene misurato dalla qualità delle sue relazioni e dalla capacità di creare reti».
A Caraglio, la Zona di Dronero ha scelto il tema del Genius loci per raccontare il saper fare nato nelle valli Maira e Grana. Il confronto ha mostrato come tradizioni e conoscenze locali possano diventare soluzioni contemporanee, innovazione e opportunità di sviluppo, contribuendo anche a mantenere vive le comunità montane e a contrastare lo spopolamento. Con il presidente zonale Alessandro Dao sono intervenuti la sindaca Paola Falco, il presidente della Camera di commercio Luca Crosetto, l’assessore regionale alla Montagna Marco Gallo, l’assessore provinciale Silvano Dovetta, il direttore generale di Confartigianato Cuneo Joseph Meineri e l’imprenditore Stefano Vindrola di Alquimio d’oc.
Il percorso era iniziato a Saluzzo, dove la riflessione sulla nobilitazione dell’artigianato aveva messo al centro il riconoscimento culturale, sociale ed economico del lavoro manuale e creativo. Moda, design, architettura e racconto dei mestieri hanno evidenziato il valore dell’unicità, della cura e della trasmissione dei saperi. Sono intervenuti il presidente della Zona di Saluzzo Walter Tredesini, la vicesindaca Francesca Neberti, il presidente della Fondazione Amleto Bertoni Carlo Allemano, il consigliere regionale Mauro Calderoni, la stilista Bruna Besso Pianetto, l’architetto Andrea Abrate e l’esperto di arte e design Axel Iberti. A venti imprese del Saluzzese è stato consegnato il riconoscimento per una fedeltà costruita nel tempo.
«L’artigianato è un pilastro della nostra identità – ha concluso Balestra –: è motore economico, ma anche presidio culturale e sociale, capace di generare valore diffuso e di contribuire in modo determinante alla qualità della vita delle comunità locali».
Le sei cerimonie hanno così composto un unico racconto, segnando le prime tappe del calendario 2026 dedicato alla Fedeltà associativa. Un percorso che proseguirà nei mesi autunnali e invernali con nuovi appuntamenti nelle altre zone della provincia, confermando il ruolo di Confartigianato Cuneo: essere presente, ascoltare, creare relazioni e sostenere imprese che non sono soltanto realtà produttive, ma punti di riferimento per famiglie, comunità e territori.