A Paraloup il femminile si fa rito: cinque giorni sulle tracce delle masche e del Sabba

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Paraloup

Cinque giorni di ricerca, confronto e creazione artistica hanno trasformato Paraloup in un luogo di congrega contemporanea, dove dieci professioniste provenienti da tutta Italia hanno esplorato le molteplici dimensioni del femminile attraverso teatro, danza, musica e linguaggi performativi. La residenza artistica dedicata alla figura della masca e all’immaginario del Sabba si è conclusa venerdì 17 luglio, restituendo al pubblico un percorso che ha intrecciato memoria orale, antropologia, folklore e pratiche artistiche.

Il progetto nasce da un’esperienza precedente della danzatrice Diletta Nulli, in arte Diletta Naira, che aveva già lavorato sul teatro‑danza e sulla tradizione magica femminile nel Sud Italia. Da quella radice è nata l’idea di proseguire la ricerca in Piemonte, dove la figura della masca offre un patrimonio complesso, stratificato e mutevole. La residenza ha così proposto una rilettura contemporanea del Sabba, liberandolo dall’immaginario negativo sedimentato nei secoli e riportandolo alla dimensione originaria del cerchio di donne: un luogo di natura, ascolto, conoscenza e rispecchiamento.

Il percorso di avvicinamento è iniziato mesi prima grazie all’incontro con Folklore in Piemonte, progetto indipendente di ricerca e divulgazione ideato da Cristina Bertolino. Attraverso incontri online, Bertolino ha accompagnato le artiste nella scoperta della masca piemontese, portando fonti storiche, testimonianze orali, credenze locali e vicende documentate nei diversi territori della regione. La preparazione si è arricchita del confronto con la Fondazione Nuto Revelli e della rilettura di Il mondo dei vinti e L’anello forte, opere che restituiscono un patrimonio straordinario di voci femminili, saperi contadini e memorie legate alle masche.

La giornata conclusiva del 17 luglio si è aperta con la proiezione del film Maske! di Diego Scarponi, seguita da una tavola rotonda con Cristina Bertolino, l’antropologa Lidia Dutto, Diletta Naira ed Elena Borgna. La serata ha poi visto la restituzione artistica di SABBA, dove il lavoro delle dieci artiste ha preso forma attraverso teatro, danza, musica, corpo e rito: un cerchio di donne che ha trasformato mesi di studio e scambio in un’esperienza performativa intensa e condivisa.

Al centro del contributo di Folklore in Piemonte anche Tracce di Masche, l’atlante digitale che segue la presenza delle masche sul territorio mettendo in relazione fonti processuali, memoria orale, leggende e tracce nel paesaggio. Il confronto di Paraloup ha evidenziato la pluralità delle identità della masca e la necessità di leggere insieme fonti diverse, senza sovrapporle né cancellarle, per restituire la complessità di un patrimonio che continua a generare domande e nuove interpretazioni.

La residenza si è chiusa con un cerchio di donne, storie e sensibilità che hanno trasformato in arte una nuova tappa del viaggio sulle tracce delle masche. Un percorso che continua a vivere ogni volta che il folklore incontra linguaggi contemporanei e nuove forme di espressione.

Per approfondire il progetto e consultare l’Atlante Tracce di Masche è possibile visitare il sito di Folklore in Piemonte o scrivere a [email protected].