«Italia sempre in prima linea nell’assistenza all’Ucraina»

L’Inviato Speciale per la Ricostruzione, l’ambasciatore Davide La Cecilia, ha partecipato all’evento organizzato nel Castello Reale di Govone

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Un convegno sulla ricostruzione in Ucraina, una location patrimonio dell’Umanità Unesco come il Castello Reale di Govone e un ospite di prestigio: l’ambasciatore Davide La Cecilia, Inviato Speciale per la Ricostruzione in Ucraina.
Promosso da Roberto Cerrato, coordinatore dell’evento e presidente del Centro Studi Langhe Roero Monferrato, il dibattito ha toccato temi di attualità e di grande interesse, coinvolgendo anche il direttore del Museo Archeologico di Odessa, Yuri Maslov. Al tavolo dei relatori anche il sindaco di Govone, Giampiero Novara, e il sindaco di Guarene, Simone Manzone.
Ambasciatore, quanto è importante affrontare l’argomento della ricostruzione, mentre purtroppo il conflitto prosegue?
«Oggi è più importante che mai mantenere alta l’attenzione sul sostegno internazionale alla ripresa e alla ricostruzione dell’Ucraina. Il 25 e 26 giugno scorso abbiamo partecipato a Danzica alla Ukraine Recovery Conference: quale Paese organizzatore della precedente Conferenza, l’Italia era a Danzica con una delle delegazioni più larghe e qualificate, con la presenza del ministro degli Affari Europei Tommaso Foti e del sottosegretario agli Esteri Maria Tripodi, assieme a istituzioni, agenzie pubbliche, associazioni imprenditoriali, imprese e organizzazioni della società civile. È grazie alla capacità delle nostre Amministrazioni, del tessuto produttivo e della società civile di fare sistema che il nostro Paese è in prima linea nell’assistenza all’Ucraina. Lo siamo perché crediamo con convinzione nell’indipendenza, nella sovranità e nelle prospettive di stabilità e prosperità di questo Paese all’interno della famiglia europea».
Il popolo ucraino come sta vivendo l’emergenza?
«Sono trascorsi oltre quattro anni dal tragico inizio dell’aggressione russa su vasta scala e gli attacchi su Kiev proseguono senza sosta. La crisi umanitaria che ne consegue continua a colpire drammaticamente la popolazione civile e soprattutto i più vulnerabili. Le condizioni di vita della popolazione vengono ulteriormente aggravate dai danni alla rete energetica, che hanno lasciato abitazioni e strutture senza acqua e riscaldamento nei mesi più rigidi dell’ultimo inverno. A tutto ciò si aggiunge un preoccupante costo psicologico: parliamo di una generazione intera costretta a crescere in uno scenario di conflittualità e violenze. Sono ferite profonde che richiedono risposte da parte dell’Italia e dei nostri partner».
Quale può essere il ruolo dell’Italia?
«L’Italia ha individuato sin dall’inizio la ricostruzione come elemento essenziale del suo sostegno multidimensionale all’Ucraina, istituendo presso la Farnesina, su iniziativa del ministro degli Esteri Tajani, la figura di un Inviato Speciale per la Ripresa e la Ricostruzione e una Task Force interministeriale, con il duplice mandato di gestire con i partner G7 il coordinamento dell’assistenza economica all’Ucraina e promuovere la partecipazione del Sistema Italia alla ricostruzione. Da un lato, partecipiamo al coordinamento dei fondi a favore della resilienza e della ricostruzione del Paese inclusa la Ukraine Recovery Facility europea, nell’ambito della Piattaforma dei Donatori per l’Ucraina. Dall’altro, sempre dalla Farnesina opera un Tavolo interministeriale, che riunisce centinaia di aziende e associazioni di categoria per coordinare gli interventi. Il Tavolo ha reso possibile l’organizzazione, da ultimo, della Conferenza sulla Ripresa dell’Ucraina di Roma nel 2025, che è stata la più partecipata e produttiva di risultati con 8.000 presenze, di cui 2.500 imprenditori, e 15 miliardi di euro di nuovi fondi».
Qual è il valore dell’accordo di cooperazione strategica tra il Museo Archeologico di Odessa e il Castello di Govone?
«La dimensione del capitale umano occupa un ruolo centrale negli sforzi dell’Italia per favorire un approccio inclusivo alla ripresa sociale del Paese, senza la quale non è possibile costruire un’Ucraina prospera e stabile. Quest’accordo si inserisce inoltre nel solco dell’intervento italiano a favore di Odessa. Ricordo che nel 2023 l’Italia, in occasione della visita del ministro Tajani a Kiev, assunse il patronato per la ricostruzione di Odessa e della sua regione, cui siamo tradizionalmente legati. Ne sono seguiti importanti interventi svolti attraverso la nostra Cooperazione, non soltanto in ambito culturale, ma anche nei settori sanitario e agricolo, un programma che l’Ambasciata a Kiev e l’Agenzia della Cooperazione portano avanti con grande determinazione in una logica di sistema. Sono davvero lieto che in questo quadro siano presenti anche iniziative locali. Per questo motivo alla Conferenza di Roma abbiamo inserito la “dimensione locale” tra quelle oggetto di discussione e approfondimento. In tale contesto, la Regione Piemonte e la Città di Torino sono da sempre particolarmente attive. Mi fa dunque piacere aggiungere quest’ultimo prezioso tassello al quadro che stiamo componendo, frutto di un impegno a 360°, che riflette l’approccio “whole-of-society” adottato dall’Italia per sostenere la ripresa dell’Ucraina».