Nel cuore di Saluzzo, aspettando il lavoro nei campi della frutta

Nel Parco Gullino s’intrecciano le storie dei braccianti e inziative locali: volontà di lavorare, difficoltà burocratiche e iniziative comunali che aprono posti letto e servizi. Modello che resiste?

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Samba è seduto sul prato, appoggiato al cartone sul quale ha dormito durante la notte. Avrà forse 24 anni, sguardo fiero, occhi grandi, viene dal Mali, uno degli Stati più poveri del mondo. «Io vorrei solo lavorare – dice – il resto mi importa poco. Se ho già avuto un contratto? No, mai, ma, ripeto, vorrei solo raccogliere la frutta». Quando capisce che le domande servono per raccontare la sua storia, dice solo che non vuole essere fotografato. Intorno a lui altre persone che attendono e per ogni persona che si avvicina a loro la speranza è che sia un potenziale imprenditore che “cerca operai” come dicono loro. Sono accampati nel Parco Gullino, nel cuore di Saluzzo, tra condomini ordinati, alberghi, esercizi commerciali. C’è chi ha un fornelletto e si sente il profumo del tè, la maggior parte ha occhi gonfi e rossi per la notte passata sotto gli alberi del Parco che vive un contrasto cromatico evidente: al centro c’è il “Wonderland park” multicolore e i giochi per i più piccoli. Ai confini della zona verde, quasi metafore viventi di una condizione di vita “ai margini”, ci sono loro: braccianti alla ricerca di un lavoro nel distretto ortofrutticolo del Saluzzese e di una sistemazione che non sia “all’aperto”. Su una panchina, da solo, accanto alla sua bicicletta, c’è Adama, anche lui del Mali, nome molto comune nella sua terra: indica il “primo nato”. «Ho lavorato in Calabria e in Puglia – dice –, ora sto cercando lavoro qui, dove ho raccolto frutta cinque o sei anni fa, ma in questo periodo c’è da aspettare: finiti i mirtilli e i kiwi, bisogna attendere per la raccolta delle mele, intanto sto qui». “Qui” vuol dire la ricerca di un posto tranquillo nel Parco, dove i bagni pubblici sono la casetta esagonale ai bordi dell’area e il riparo contro la pioggia sono i portici dei condomini, come accaduto la sera di mercoledì 1° luglio. «Finora non c’è mai stato un vero problema di ordine pubblico – assicura il Maggiore Davide Basso, comandante dei carabinieri della Compagnia di Saluzzo –. Nel 2020 c’erano 1.000 persone radunate nel Foro Boario di Saluzzo, oggi una trentina al Parco Gullino. Con il protocollo della Prefettura c’è una diminuzione netta delle presenze di persone che non hanno un luogo dove dimorare in attesa di un lavoro. L’Arma dei Carabinieri opera controlli massivi con il Nil, il Nucleo Ispettorato del Lavoro, alle aziende che danno lavoro nei campi di frutta, ma non si sono verificati casi particolari». Così Parco Gullino, se non dà problemi di ordine pubblico resta una ferita aperta in città, tanto che il consiglio comunale, nei giorni scorsi, ha trattato l’argomento, sollecitato dall’’interrogazione promossa dal consigliere Giovanni Damiano che ha chiesto chiarimento sulla gestione dell’area. «Al Parco Gullino – dichiara il sindaco Franco Demaria – ci sono braccianti in cerca di lavoro che rappresentano appeno lo 0,3 o 0,4% di persone che stanno trovando sistemazione nelle nostre zone e gli esperti del Ministero e il commissario straordinario che hanno lodato il nostro modello, ma ci dicono che non si potrà arrivare mai a saldo zero, specie in questa situazione di vuoto normativo. Parliamo di ragazzi con permesso di soggiorno, in cerca di lavoro. Tra pochi giorni avvieremo la struttura nota come Ex Casa del custode del cimitero: la sua apertura è stata purtroppo rallentata dalla burocrazia. Qui troveranno posto quasi 50 persone. Intanto al Parco Gullino abbiamo riaperto bagni pubblici e fontanelle». Nella palazzina c’è il via vai di aspiranti lavoratori che si prenotano per la prossima raccolta frutticola. Negli uffici operano specialisti dei Servizi Sociali e della Cooperativa Proposta 80 che gestisce tutte le strutture che accolgono i braccianti negli 11 Comuni del distretto. Grazie alla collaborazione tra Caritas e Comune, sono a disposizione anche 12 posti letto aggiuntivi a Casa Madre Teresa, in via Sant’Agostino.
PERSONE CHE NON ESISTONO
Gli aspiranti braccianti di Parco Gullino sono, per la burocrazia, persone che non esistono. Lo spiega Roberto Dalmazzo, sindaco di Lagnasco e coordinatore dei Comuni del distretto saluzzese della frutta: «Arrivano a Saluzzo cercando lavoro. Fino a quando non c’è un modulo, un impegno, un contratto sono liberi cittadini non registrati da alcuna parte perché non hanno ancora un datore di lavoro, quindi non inseribili nei luoghi di accoglienza. Nella nuova versione del protocollo abbiamo cercato di trovare una parziale soluzione: i lavoratori agricoli che abbiano avuto un contratto di lavoro con un’azienda agricola del territorio nel corso della campagna di raccolta 2026, possono accedere ai posti letto disponibili».
IL LAVORO DEL PREFETTO
Mariano Savastano, prefetto di Cuneo: «Il protocollo è un approccio sistemico e condiviso che nel corso del tempo ha dato frutti importanti e risposte concrete alle esigenze dei lavoratori e del territorio. Il Protocollo è un esempio virtuoso per l’intero territorio, ulteriormente impreziosito dal progetto Pnrr che ne rappresenta un valore aggiunto ed una testimonianza dell’ottimo lavoro di squadra svolto. Ringrazio tutte le parti coinvolte per gli sforzi sostenuti e per aver sempre messo al centro dell’attenzione un bene comune come quello della dignità umana e lavorativa». «Il protocollo rappresenta uno strumento importante per garantire legalità, dignità e sicurezza nel lavoro agricolo stagionale — dichiara l’assessore regionale alla Sicurezza e Immigrazione Enrico Bussalino —. Il territorio cuneese è un punto di riferimento nazionale per il comparto orto-frutticolo e proprio per questo è fondamentale continuare a costruire un sistema organizzato che sappia coniugare le esigenze delle imprese con la tutela dei lavoratori».
IL CALENDARIO DELLE APERTURE
Il sindaco Demaria, in accordo con i Comuni del distretto, ha reso noto, durante il consiglio comunale, il calendario delle aperture delle strutture ricettive per i braccianti nella Granda. A Lagnasco apertura l’8 giugno, il 2 luglio per Scarnafigi, l’8 luglio a Verzuolo, Costigliole Saluzzo ha aperto lo scorso 30 giugno, Busca e Tarantasca il 1° agosto, Revello ha aperto le porte della cascina il 15 giugno, l’8 luglio sarà la volta della casa curata dalla cooperativa, a Cuneo apertura avvenuta il 1° luglio, Savigliano il 7 luglio. A breve, senza un giorno definito, aperture anche per Revello, Manta e Saluzzo.
RISORSE PER I COMUNI
I fondi del Pnrr (Missione 5, Componente 2) per l’accoglienza dei braccianti agricoli e il superamento degli insediamenti abusivi ammontano a circa 200 milioni di euro a livello nazionale. il Saluzzese, implementando il modello di accoglienza diffusa per i braccianti agricoli, ha ricevuto il finanziamento di poco meno di 1,7 milioni di euro del Pnrr. Ecco come sono stati ripartiti. Saluzzo per infopoint, efficientamento energetico e sorttoservizi per cucina e bagni ha ricevuto 216.160 euro; Savigliano, prefabbricati e servizi: 261.992 euro. Verzuolo, prefabbricati 178.046; Manta, edificio: 157.000; Scarnafigi, moduli abitativi 148.000; Lagnasco, moduli abitativi 88.000; Revello, ex scuola 296.000. In aggiunta 321.087 euro per la gestione delle esigenze del protocollo.