Tantissimi anni fa, in alta Valle Maira sentii parlare per la prima volta di biodinamica, di coltivazioni e raccolte regolate da fasi lunari e da antichi calendari. Ero con Matteo Laugero in mezzo ai suoi campi di Genepy a Palent. Un visionario che seguendo regole antiche anticipava i tempi che sarebbero arrivati decenni dopo. Laugero è riuscito a conferire un’immagine del tutto nuova ai liquori serviti nei ristoranti a fine pasto. Con una bottiglia elegantissima, con un packaging che ha fatto la storia, ma soprattutto mettendo in primo piano tutte le fasi di lavorazione, puntando sul valore della coltivazione e delle ricette originali, trasformando il più banale dei “pusacafè” in un prodotto di alta qualità.
Con l’ultima produzione del 2018 e la scomparsa di Laugero pochi anni dopo sembrava che l’epopea di Palent fosse giunta a termine, ma con sorpresa e piacere di tanti ecco che è tornata alla ribalta grazie a Massimiliano Fusta, caragliese, ultimo rappresentante di una famiglia che da generazioni si occupa di bevande.
Essendo del mestiere ben conosceva il valore del marchio Palent nel settore della liquoristica di montagna. Per questo ha deciso di dedicarsi alla sua rinascita e dal 2024 la bottiglia di vetro spesso dalle linee minimal è tornata sugli scaffali dei locali che l’hanno sempre apprezzata.
Le ricette originali sono rimaste invariate. Il Genepy di Matteo Laugero ha cambiato nome diventando “Genepy storico” e insieme al liquore di rose sta facendo man bassa di primi premi nei più prestigiosi concorsi internazionali che ne riconoscono l’alta qualità. Laugero a Palent aveva ibridato il suo genepy ed è da quelle piantine che è partito Fusta, affidandole a piccoli coltivatori che lo crescono in alta montagna, ma in valli diverse. Terreno, altitudine, esposizione conferiscono sentori, colori e profumi diversi che vengono associati in blend che hanno il compito di esaltarne le caratteristiche.
Le cinque ricette storiche sono state affiancate da nuovi prodotti che vedono le valli cuneesi come un bacino di ispirazione. Il Gin storico di Palent si chiama Gadir ed è curiosamente dedicato a Pantelleria e ha sentori di mare e di cappero che nella nuova versione è stato leggermente mitigato. Le botaniche del nuovo Gin di Palent provengono tutte da erbe spontanee e persino da spezie delle valli cuneesi. Mica per nulla si chiama Maira e profuma di passeggiate estive in montagna. Delicato e armonioso.
Ma la dedizione per il territorio di Fusta non si ferma qui. Nel rispetto di antiche tradizioni che vogliono i liquori macerati a freddo come prodotti adatti all’affinamento, sta sperimentando l’utilizzo di caratelli di legno da 25 litri per il Genepy e per il liquore ai frutti di bosco. Rovere per il primo, legno di ciliegio per il secondo. Una strada antica, ma del tutto nuova da queste parti.
Il suo sogno? Trovare ancora qualche frutto del lavoro dei bottai di Celle Macra o in alternativa trovare un artigiano che possa produrre i caratelli per l’invecchiamento del liquore utilizzando il legno degli alberi che crescono a Palent, di modo che ogni frazione di gusto ricordi le montagne da cui era nata questa bellissima storia.


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