Il caso di Angela Rovera è approdato sul tavolo della diplomazia italiana. La Farnesina, attraverso l’Ambasciata d’Italia a Riad, è impegnata nelle interlocuzioni con le autorità saudite per favorire il rientro dell’odontoiatra cuneese e della figlia di due anni. Alla chiusura di questo numero non era ancora stata annunciata una soluzione della vicenda.
Secondo la ricostruzione fornita dai legali della donna, Angela Rovera era partita il 29 marzo per trascorrere le festività pasquali con la famiglia del marito, cittadino saudita. Il rientro in Italia era previsto per il 10 aprile, ma da allora madre e figlia non hanno più fatto ritorno nel nostro Paese. Nelle scorse settimane il ministro degli Esteri
Antonio Tajani ha interessato direttamente il proprio omologo saudita, mentre anche il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio ha confermato di seguire il caso in costante contatto con la Farnesina.
La vicenda ha rapidamente assunto rilievo nazionale, richiamando l’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica. Al centro non c’è soltanto una complessa vicenda familiare, ma anche il lavoro della diplomazia italiana, chiamata a operare in un contesto giuridico internazionale particolarmente delicato. Quando sono coinvolti cittadini di Stati diversi e una minore, infatti, i percorsi giudiziari e diplomatici procedono su piani paralleli e richiedono il coinvolgimento delle autorità dei due Paesi. Per questo, accanto all’attività dei legali, il ruolo della Farnesina e dell’Ambasciata italiana a Riad è considerato determinante nella ricerca di una soluzione.
L’apprensione è forte anche a Piasco, dove Angela Rovera vive, lavora ed è conosciuta per il suo impegno professionale e associativo. Odontoiatra e segretaria
nazionale dell’Associazione nazionale dentisti italiani (Andi), è da anni impegnata anche nella formazione e nella prevenzione. «Siamo profondamente colpiti da questa situazione – afferma la sindaca Monica Bogliotti –. Angela è una professionista conosciuta e stimata dalla nostra comunità. Seguiamo con partecipazione quanto sta accadendo e confidiamo nel lavoro delle istituzioni italiane e dei canali diplomatici affinché possa fare ritorno al più presto insieme alla sua bambina. La comunità di Piasco le è vicina e aspetta di poterla riabbracciare».
In una nota diffusa alla stampa, gli avvocati Santini e Blanc, che assistono la donna, ricostruiscono la vicenda sostenendo che Angela Rovera e la figlia siano trattenute in Arabia Saudita «contro la loro volontà». Secondo quanto riferiscono i legali, il marito avrebbe trattenuto i passaporti della madre e della bambina una volta giunti nel Paese, impedendo loro di rientrare in Italia nella data prevista. Nella stessa nota si afferma inoltre che, dalla fine di marzo, entrambe vivrebbero «in uno stato di forte limitazione della libertà personale e sotto costante controllo, senza la possibilità di muoversi».
I due avvocati spiegano di essersi attivati «sia in sede civile che penale presso il Tribunale di Cuneo», mentre un ulteriore procedimento è stato avviato anche in Arabia Saudita con un legale incaricato dalla stessa Rovera. Infine rivolgono un ringraziamento al ministro degli Esteri Antonio Tajani e al Governo italiano «per l’attenzione riservata al caso», auspicando che l’intervento delle istituzioni possa favorire «il rientro in Italia delle due connazionali».
Diplomazia per il rientro «Piasco aspetta Angela»
Il caso di Angela Rovera, odontoiatra cuneese e segretaria nazionale Andi, è seguito dalla Farnesina: alla chiusura di questo numero, erano in corso le interlocuzioni con le autorità saudite


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