Domenica 5 luglio, nel Monastero di padre Sergio a Marmora si è svolto un incontro, organiz-zato dall’Associazione Acli Luoghi di Passaggio APS, in cui il giornalista Fausto Lamberti di Man-ta ha presentato il libro ‘Elva e la sua gente’, l’11° di Alberto Burzio, dedicato ai suoi figli Wan-da Beatrice e Federico.
Dopo il saluto del consigliere del circolo, Silvano Ribero, Lamberti ha illustrato il volume, ricco di foto (in gran parte scattate da Alma Delfino), caratterizzato dai temi da sempre cari a Bur-zio: dal legame alle proprie radici, ai ricordi della fanciullezza; dall’impegno sociale per gli altri, al dolore; dalla vita contadina e di montagna, all’emigrazione e la guerra, al senso di solidarie-tà, nonché, al valore dell’amicizia e della ricerca interiore. Il gesuita Padre Tonino Taliano, uno dei protagonisti del libro di Burzio “Uomini e donne sulle tracce di Dio” (letto anche da Papa Francesco), missionario in Madagascar per 52 anni, ha scritto una lettera che ben sintetizza il nuovo libro: “Esperienze belle, commoventi che ti fanno sentire partecipe e ti fanno sognare! Per farci riflettere e capire che una vita più sana, serena, bella dipende da noi, non è tutta da inventare, ma da riscoprire con gli inevitabili adattamenti. La storia è maestra di vita, il passa-to non è da buttare: quale ricchezza di saggezza, di bellezza, di fede che colora la vita ci viene dalle montagne cuneesi”.
Alma Delfino ha parlato del suo grande amore per i fiori, della bellezza del Colle di Sampeyre e delle tante emozioni provate ad Elva.
Burzio ha ricordato che scrivere le storie delle persone semplici è la grande passione della sua vita e che Papa Francesco aveva letto anche la storia da lui scritta sull’indimenticabile Padre Sergio. Ha poi raccontato diversi aneddoti su alcuni personaggi del libro, soffermandosi don Roberto Bruna (figlio di caviè), Clementina Dao, ‘Petu’ Claro, Ercole Pasero, Nina Bruna e Fran-co Baudino.
Il presidente provinciale delle Acli, Elio Lingua, ha sottolineato la grande umanità di Burzio (conosciuto da vicino anche nelle recenti vicende delle “Perle” di Dronero), che traspare da queste pagine. “Scrive in modo semplice e comunica contenuti importanti e grandi emozioni; emergono i valori della vita di una volta, la memoria che non deve andar perduta, ma aiutare per il presente e il futuro”. Lingua ha poi richiamato il legame con Elva e la Valle Maira, con le persone conosciute, il Circolo Acli “San Pancrazio” di Elva attivo fino agli anni 2000, e altri cir-coli: dal Preit di Canosio, a Marmora, a San Damiano Macra, ad Acceglio, a Stroppo, ai Percorsi Occitani, con tanti spunti di riflessione sulla montagna che, ha affermato: “deve vivere di agri-coltura, artigianato, turismo, a partire da progetti concreti sul ripopolamento, pensando ad esempio agli immigrati, di cui è appurato che abbiamo bisogno”.
Chi desidera ricevere i libri di Barba Bertu con dedica può contattare l’autore (tel. 3475825566; [email protected]), disponibile ad organizzare momenti di presentazione dei libri sulle sto-rie dei semplici.


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