Per quattro giorni il Rondò dei Talenti diventa una grande piazza dell’educazione. Accanto alle sette Summer School dedicate a insegnanti, educatori e professionisti del settore, il Festival “A tutto tondo” apre infatti le sue porte all’intera comunità con un programma che intreccia movimento, cultura, partecipazione, spettacolo e cittadinanza attiva. L’idea di fondo è semplice ma ambiziosa: l’educazione non si esaurisce tra i banchi di scuola, ma prende forma nei luoghi che abitiamo, nelle relazioni che costruiamo e nelle esperienze che condividiamo.
Le giornate iniziano all’insegna del benessere e del movimento. Passeggiate inclusive sul viale degli Angeli, meditazione in terrazza, pilates ed esperienze sportive accompagnano il risveglio del Festival e ricordano come apprendimento e cura della persona siano profondamente legati. Camminare, respirare, ascoltare il proprio corpo e condividere un’attività con gli altri diventano occasioni per riscoprire il valore del tempo e delle relazioni. Un approccio che guarda alla persona nella sua interezza e che considera il benessere una componente essenziale di ogni percorso educativo.
Grande spazio è dedicato ai temi della cittadinanza e dei diritti. La parola chiave della prima giornata, “Cittadinanza globale e diritti”, attraversa diverse iniziative e trova uno dei suoi momenti più significativi nello spettacolo “Impegnati nei Diritti”, che porta in piazza riflessioni e linguaggi capaci di coinvolgere pubblici differenti. L’obiettivo non è soltanto raccontare i diritti, ma interrogarsi sul significato della partecipazione e sul ruolo che ciascuno può avere nella costruzione di comunità più consapevoli e inclusive. Un messaggio che attraversa l’intera manifestazione e che trova nell’educazione uno strumento concreto di cambiamento sociale.
Lo stesso approccio caratterizza le attività dedicate alle grandi sfide del presente. L’escape room proposta da LVIA trasforma la crisi climatica in un’esperienza immersiva, portando bambini e ragazzi a confrontarsi con le difficoltà quotidiane delle popolazioni che vivono in alcune delle aree più fragili del pianeta. Attraverso il gioco, temi come desertificazione, scarsità d’acqua e cambiamenti climatici diventano concreti e comprensibili, stimolando collaborazione, responsabilità e spirito critico. Un modo diverso per affrontare questioni globali e avvicinarle all’esperienza quotidiana delle nuove generazioni.
Il Festival guarda con attenzione anche al dialogo tra generazioni. I percorsi “Nonni Smart”, realizzati con Fondazione Specchio dei Tempi, offrono strumenti pratici per utilizzare smartphone e applicazioni di messaggistica, ma raccontano soprattutto la volontà di ridurre le distanze create dalla rivoluzione digitale. In una società sempre più connessa, l’alfabetizzazione tecnologica diventa infatti una forma di inclusione e partecipazione. Imparare a utilizzare gli strumenti digitali significa restare dentro le relazioni, mantenere contatti con familiari e amici, continuare a sentirsi parte attiva della comunità.
Tra gli appuntamenti più originali spicca “Spuntini – Nutrimenti educativi”, la giornata che mette al centro il rapporto tra adulti e nuove generazioni. Il formato scelto rompe gli schemi tradizionali del convegno e invita il pubblico a confrontarsi con esperienze e punti di vista differenti. Protagonisti saranno figure che da anni osservano da vicino i cambiamenti culturali, sociali e linguistici che attraversano l’adolescenza. Un’occasione per interrogarsi su come stanno cambiando i modi di comunicare, apprendere e costruire relazioni.
Particolarmente atteso è lo “Speech Cocktail”, percorso itinerante che coinvolgerà quattro ospiti chiamati a raccontare altrettante chiavi di lettura del presente. Francesco “Kento” Carlo, rapper, scrittore ed educatore, porterà la propria esperienza maturata nelle scuole, nelle comunità e nelle carceri minorili, mostrando come il rap e la cultura hip hop possano diventare strumenti di ascolto e inclusione. Nogaye Ndiaye, giurista e divulgatrice, affronterà invece il tema della decolonizzazione del linguaggio, invitando a riflettere sul peso delle parole e sugli stereotipi che attraversano i contesti educativi.
Accanto a loro, Andrea Bariselli proporrà una riflessione sull’ecoansia e sul rapporto tra giovani e futuro, affrontando una delle inquietudini più diffuse tra le nuove generazioni. Marco Mazzaglia porterà invece il pubblico nel mondo del gaming e delle nuove tecnologie, interrogandosi sulle potenzialità educative dei linguaggi digitali. Quattro prospettive differenti, accomunate dalla stessa domanda: cosa manca agli adulti per comprendere davvero il mondo dei ragazzi? Non si tratta soltanto di capire nuovi codici comunicativi, ma di riconoscere che molte trasformazioni stanno ridefinendo il modo stesso di apprendere, socializzare e partecipare alla vita collettiva. In questo senso gli “Spuntini” rappresentano uno dei momenti più significativi del Festival, perché invitano educatori, famiglie e cittadini a mettersi in ascolto. La creatività rappresenta un altro pilastro della manifestazione. Musica, danza, teatro e attività espressive attraversano il programma con l’idea che l’educazione passi anche attraverso le emozioni, il corpo e la capacità di immaginare. Il laboratorio di danza afro, la musica dal vivo e le attività dedicate a bambini e famiglie restituiscono un’immagine dell’apprendimento come esperienza condivisa. Perché spesso è proprio attraverso l’arte che si aprono spazi di dialogo, curiosità e scoperta. Questa visione accompagna anche gli appuntamenti di “Aspettando A tutto tondo”, l’anteprima che apre il Festival. Il concerto del Piccolo Coro dell’Antoniano, il teatro disegnato di Gek Tessaro e il cinema sotto le stelle non sono semplici eventi collaterali, ma occasioni per riflettere attraverso la musica, le immagini e il racconto. Dalle storie di riscatto raccontate da “School of Life” all’elogio della lentezza di “The Straight Story”, ogni proposta invita a guardare il mondo da una prospettiva diversa, dimostrando come la cultura possa essere uno straordinario strumento educativo.
Non è un caso che la manifestazione si chiami “A tutto tondo”. L’educazione che il Rondò dei Talenti racconta riguarda la persona nella sua interezza. Il sapere, ma anche il benessere, la creatività, le relazioni, la cittadinanza e la capacità di immaginare il futuro. Una sfida che coinvolge scuole, famiglie, associazioni, istituzioni e comunità locali. La risposta del Festival non passa attraverso formule preconfezionate. Nasce dall’incontro tra persone e generazioni diverse. Perché, prima ancora che una disciplina, l’educazione resta un’esperienza collettiva. E una comunità che continua a imparare insieme continua anche a crescere.
Agorà: il luogo dove oltre trenta realtà si mettono in rete
Sabato 11 luglio il Rondò dei Talenti ospita l’Agorà, la fiera di “A tutto tondo” dedicata alle realtà che operano nel mondo dell’educazione. Per un’intera giornata oltre trenta associazioni, cooperative, fondazioni, enti pubblici e organizzazioni del Terzo Settore provenienti dalla Granda e da altre realtà italiane si ritrovano a Cuneo per presentare progetti, attività e opportunità rivolte a bambini, ragazzi, famiglie, insegnanti ed educatori. Tra stand informativi, materiali, incontri e laboratori, i visitatori potranno conoscere da vicino esperienze molto diverse tra loro, accomunate dall’obiettivo di promuovere crescita, conoscenza e partecipazione. Dai diritti umani all’orientamento, dalla cultura allo sport, dall’innovazione didattica all’inclusione sociale, l’Agorà offre uno spaccato della ricchezza educativa che anima il territorio e mette in dialogo soggetti che ogni giorno operano a contatto con le nuove generazioni.
Più che una semplice esposizione, una piazza di relazioni e opportunità: un’occasione per scoprire progetti spesso poco conosciuti dal grande pubblico, incontrare chi li realizza e conoscere da vicino una rete che contribuisce, ogni giorno, a costruire comunità più consapevoli e partecipi.


|
|








