Nuovo Piano per salvaguardare ancora le Langhe e il Roero

Presentato il progetto 2025-2031 e il primo Bilancio Sociale: le iniziative per tutela, digitalizzazione e mobilità sostenibile

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«Il paesaggio? Vive attraverso l’interazione tra uomo e natura». È la frase che ha più colpito chi ha assistito alla conferenza stampa di presentazione di due documenti importanti per proseguire il cammino dell’associazione che si occupa del patrimonio Unesco dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato: il nuovo Piano di Gestione 2025-2031 e il primo Bilancio Sociale. Sono gli strumenti per la strategia attraverso la quale il sito intende conservare e trasmettere alle generazioni future il proprio valore universale. A 12 anni esatti dalla proclamazione di Doha (50° sito italiano a cui Confindustria Cuneo ha contribuito) i due documenti sono stati presentati lunedì, nella sala conferenze di Banca d’Alba, alla presenza di Marina Chiarelli, assessore alla Cultura della Regione Piemonte e dei funzionari Silvia Patrignani e Francesca Gottardo dell’Ufficio Unesco del Ministero della Cultura. Sono pronti 31 progetti per affrontare le sfide dei prossimi cinque anni. «Il Piano di Gestione – ha detto la presidente dell’associazione Giovanna Quaglia – nasce da un processo di ascolto del territorio durato 2 anni, e ha al suo interno 31 nuove progettualità operative, concepite per essere sviluppate o avviate entro il 2031 e finalizzate a rafforzare la tutela e la valorizzazione del sito Unesco, promuovendo al tempo stesso uno sviluppo equilibrato e sostenibile delle comunità che lo abitano». Il Piano definisce la visione strategica, gli obiettivi e le progettualità che guideranno il sito Unesco fino al 2031, mentre il Bilancio Sociale (Il documento è stato realizzato con il supporto di Weco Impresa Sociale), non obbligatorio per l’associazione, ma fortemente voluto dai promotori “perché – ha sottolineato il direttore generale Bruno Bertero – offre la fotografia della situazione attuale, consentendo di individuare un punto di partenza chiaro e condiviso da cui misurare i progressi futuri». Insomma, siamo alla trasformazione di bisogni in azioni concrete, misurabili e realizzabili.
LE SFIDE
Le principali sfide che interessano oggi il sito Unesco (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura, agenzia dell’Onu nata nel 1945) fanno riferimento ai 5 obiettivi strategici (le 5 C): credibilità, conservazione, capacity building, comunicazione e comunità. Il moni­toraggio del Piano di Gestione 2015-2024 evidenzia che è stato realizzato l’80% dei progetti presentati dimostrando la solidità della governance del sito e l’attitudine del territorio a lavorare in maniera coordinata per il raggiungimento di obiettivi comuni.
ESEMPI NEL BREVE PERIODO
La necessità di aggiornare il Piano di Gestione deriva, da un lato, dall’ampia attuazione delle azioni previste e, dall’altro dalle mutate condizioni di contesto verificatesi negli oltre dieci anni trascorsi dall’iscrizione del Sito. Il Piano prevede, per esempio, il recupero e la rifunzionalizzazione dell’edificio del Ristorante Belvedere a La Morra (risorse disponibili 6 milioni di euro). Tutelato dalla Soprintendenza per il
suo valore storico, sarà trasformato in polo culturale de­dicato alla tradizione eno­­gastronomica e al paesaggio vitivinicolo. Diventerà “Il Belvedere”, spazio museale e culturale all’ultimo piano dell’edificio. Altro esempio: proseguire e potenziare il lavoro di digitalizzazione e messa in rete delle fonti storiche e documentarie connesse al paesaggio vitivinico­lo riconosciuto Patrimonio Mon­diale Unesco (200mila euro). Gli obiettivi: tutela e valorizzazione della memoria storica legata alla cultura vitivinicola, ai paesaggi rurali e all’identità delle comunità del sito, ma anche la creazione di una piattaforma digitale che funge da archivio integrato del patrimonio materiale e immateriale del territorio. E ancora: Mobilità sostenibile all’interno del Sito (500mila euro). In pratica una rete di microservizi di trasporto collettivo integrati con le aree di sosta e con le principali direttrici di accesso. Il sistema prevede l’attivazione di navette elettriche o ibride in servizio durante i fine settimana, i periodi festivi e gli eventi di punta, la presenza di hub di scambio in aree parcheggio periferiche o artigianali, con servizi di bike sharing, colonnine di ricarica e info-point turistici, la creazione di collegamenti dedicati tra i borghi e i punti panoramici o simbolici del paesaggio vitivinicolo.