Quindici anni di business school a Parigi, al Collège des Ingénieurs, fianco a fianco con imprenditori, manager e giovani provenienti da tutto il mondo: da quella lunga esperienza è nata l’intuizione di Cristiano Ghibaudo, formatore ed executive coach di Fossano, attivo con aziende, business school e organizzazioni in tutta Italia. Rete Mamma Aps lo ha coinvolto per portare ai genitori gli strumenti che di solito applica in contesti professionali. «La chiamata di Rete Mamma è stata ben accolta – ci dice Ghibaudo – perché il tema della conciliazione tra vita e lavoro interessa moltissime famiglie. I giovani di oggi hanno valori diversi rispetto alle generazioni precedenti: cercano un lavoro su misura, non si accontentano di fare bene in campo professionale, ma anche in famiglia». Un “paradosso” che richiede competenze precise: «La complessità del mondo attuale richiede strumenti organizzativi che noi utilizziamo ogni giorno in azienda. Ho parlato di time management, ma applicato alla gestione dei tempi in famiglia, dove l’obiettivo non è la produttività ma l’amore».
Il metodo (chiamato Lara), Ghibaudo l’ha sviluppato nei suoi libri: un percorso formativo per singoli e gruppi, strutturato su due grandi pilastri (la modalità di apprendimento e la motivazione delle persone) particolarmente efficace nell’area delle soft skills. Tra i titoli pubblicati, «Le rane che si credevano pesci» (Sperling & Kupfer), tradotto in diverse lingue, «Il libro del talento» (Sonda), «Sassi nello stagno» e «I poteri del tempo» (Egea). A Bra, occupandosi di tematiche di famiglia, ha scelto di partire proprio dal tema dell’errore, con un taglio esperienziale, legato al libro per bambini “Scaranocchio. Lasciatemi sbagliare!”. Esercitazioni in platea, immagini tratte dalla vita familiare («abbiamo immaginato l’agenda personale come un cassetto disordinato, poi invece suddivisa in comparti») e una tesi di fondo che ha attraversato la serata: non si tratta di avere più tempo, ma di imparare a governarlo.
Il cambiamento generazionale a cui stiamo assistendo, per Ghibaudo, è il vero filo conduttore: «I nonni consideravano successo “aver allevato” la famiglia; il boom economico ha spostato l’obiettivo sull’istruzione dei figli; oggi si vuole che i figli siano felici. Ma la felicità è intangibile, non è come mettere il cibo in tavola: dipende da fattori sociali, culturali, relazionali che i genitori non controllano interamente». A questo si aggiunge la simmetria dei ruoli: con entrambi i genitori attivi professionalmente e senza la rete di supporto delle famiglie allargate di un tempo, il carico organizzativo si è moltiplicato. «Oggi papà e mamma devono essere presenti in quattro aree: personale, familiare, professionale e relazionale. Doversi realizzare su tutti questi fronti mette sotto pressione e richiede competenze che vanno cercate e coltivate».
La parola chiave che Ghibaudo lascia in dote al pubblico è orientamento: «Non c’è un modo giusto o sbagliato. L’importante è capire dove ci troviamo e dove vogliamo andare. Il mio lavoro è aiutare le persone a trovare il proprio passo». Due le metafore che usa: la terra e la corsa. «Nell’agricoltura curi il terreno ma non controlli tutto, solo l’alberello nel recinto. Nello sport non puoi pensare di vincere sempre, ma se trovi il tuo ritmo, puoi migliorare continuamente. L’educazione funziona così».
“Ricominciamo da noi”, la genitorialità
ha una nuova prospettiva condivisa
Un cambio di prospettiva negli ultimi incontri di Rete Mamma Aps: se prima il titolo era “Ricominciamo da me”, si è passati al “Ricominciamo da noi”. «La rassegna si è evoluta – spiega la vicepresidente Annalisa Spedicato – aprendo anche ai papà nell’ottica della “genitorialità condivisa”. Essere genitore non è un mestiere esclusivamente femminile ma riguarda, in maniera diversa, anche gli uomini. Per questo si è passati dal concetto di “maternità” a quello di “genitorialità”». Il ciclo primaverile ha toccato Alba, Cherasco e Bra in cinque incontri a tappe sui temi centrali del rapporto di coppia, la relazione con i figli, la gestione dell’equilibrio tra impegni lavorativi e vita domestica, fino alla chiusura dedicata all’educazione e al rispetto. L’organizzazione e conduzione delle serate è stata a cura del Direttivo di Rete Mamma, con i diversi relatori che hanno preso parte alle serate. «L’obiettivo era trasmettere strumenti concreti ai genitori» aggiunge Spedicato. Ogni serata ha registrato il sold out (con aperitivo curato da Rete Mamma con l’istituto alberghiero Velso Mucci di Bra e 8pari per vino e beverage. Era garantito anche il baby parking serale). «Vedere gli uomini in sala per primi è stato significativo», racconta Spedicato. Domande e discussioni hanno toccato anche il piano delle neuroscienze (cosa succede nel cervello di uomo e donna quando si diventa genitori?) e molti padri si sono riconosciuti nelle situazioni descritte. Il prossimo appuntamento è fissato per il 27 settembre a Cherasco con un formato inedito: «Intrecci di famiglia», una giornata esperienziale con laboratori per genitori e bambini.


|
|








