«In bici da Cuneo a Lourdes, la mia passione diventa aiuto»

Dal 17 al 22 luglio, Alessandro Icardi pedalerà per 700 chilometri fino ai Pirenei raccogliendo fondi per la Lilt: «Poterlo fare è una grande fortuna»

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La missione di Alessandro Icardi è chiara: partirà il 17 luglio e pedalerà per sei giorni coprendo gli oltre 700 chilometri che separano Cuneo dal santuario mariano di Lourdes. Non per cicloturismo, non si tratta di un’avventura sportiva: è un’idea che prende forma per trasformare la sua passione in qualcosa di utile agli altri. Chi vuole, infatti, potrà donare un euro per ogni chilometro percorso da Alessandro, contribuendo così alla raccolta fondi destinata alla Lilt, Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori. Il progetto è già parti­to e in poche ore dalla pubblicazione del primo post sono arrivati oltre 520 euro di donazioni.
C’è una connessione personale («mio padre si ammalò di cancro quando avevo quindici anni») e Icardi riflette sul significato della sua iniziativa: «Nei miei giri in bicicletta mi rendo conto della fortuna che ho di avere questa passione. Non è detto che tutti ce l’abbiano o che si riesca sempre a ritagliare del tempo libero». Fondamentale la collaborazione del­l’azienda per cui Icardi lavora, la Buzzi Unicem, così come la Società Ciclistica Trinità con cui è tesserato. L’idea di abbinare il viaggio a una raccolta fondi è maturata guardando i social, vedendo come in altri ambiti c’era chi aveva trasformato imprese personali in occasioni di beneficenza. Il contatto con la Lilt di Cuneo è arrivato attraverso una persona di fiducia, Emma Mana, che fa parte dell’organizzazione della Fausto Coppi, storica granfondo ciclistica cuneese. «Con lei abbiamo costruito questo progetto insieme», spiega Icardi. La raccolta fondi è gestita attraverso Rete del Dono, piattaforma che garantisce tracciabilità e trasparenza.
Il percorso prevede sei tappe, dal 17 al 22 luglio, per un totale di oltre 700 chilometri attraverso le Alpi e poi sui Pirenei. Icardi partirà da Cuneo di mattina presto, «verso le cinque e mezza». Ha scelto luglio con cognizione di causa: «Per il lavoro sono più tranquillo, le giornate sono lunghe e i temporali estivi non sono freddi come quelli di maggio o settembre». La preparazione c’è: proprio la Fausto Coppi lo ha impegnato in un ultimo test prima della partenza. «Non sono preoccupato per il caldo o per la fatica. Sono abituato a pedalare».
Il viaggio sarà in gran parte solitario, come nella tradizione dei suoi giri in bicicletta. «Di solito vado da solo perché sono momenti personali, per non disperdere le idee». Questa volta però un amico lo accompagnerà nei primi cinquanta, cento chilometri, dei parenti francesi che lo aspetteranno lungo il percorso per salutarlo: la rete affettiva di chi intraprende un viaggio lungo e impegnativo. Icardi aggiornerà i social con la presentazione della tappa del giorno, il racconto di quella appena completata, le sensazioni, i paesaggi. «Se c’è un episodio che ho vissuto e che vale la pena condividere, lo farò». È consapevole che la comunicazione conta quanto il gesto: ha imparato dalle prime settimane di lancio che un link diretto alla piattaforma di donazione fa la differenza rispetto a un semplice post. «Nei primi giorni ricevevo tantissimi complimenti per l’iniziativa ma poche donazioni effettive. Appena abbiamo reso il percorso di donazione più semplice e visibile, le cose sono cambiate». Il modello deve essere il più lineare possibile: un post, un link, un contatore che sale.
Il supporto non manca. La sua azienda ha deciso di affiancare l’iniziativa, garantendo visibilità attraverso i propri canali e dandogli la flessibilità necessaria per partire. C’è anche l’idea di coinvolgere qualche volto noto dello sport cuneese per amplificare il messaggio.
Alla Fausto Coppi, intanto, uno stand ha accolto le persone interessate ad ascoltare il racconto del progetto. Icardi non nasconde che si tratta della prima volta che organizza qualcosa di simile e che con qualche mese in più avrebbe forse potuto fare alcune cose meglio. «Ma succede così: vai avanti e la prossima volta hai l’esperienza per curare anche certi dettagli». Una filosofia che non vale solo per i viaggi in bicicletta. «Tutto è cominciato con una semplice passione, quella per la bicicletta. Qualcosa che era solo per me e che ho pensato di sfruttare un po’ anche per gli altri. Se tutto andrà bene, il prossimo anno potremmo rifarlo».