Per decenni il confine è stato una linea da attraversare. Oggi, almeno per una nuova generazione di ragazze e ragazzi delle Alpi occidentali, può diventare un luogo da abitare insieme. È questa la sfida di Terres Monviso + Proa(c)tive, il progetto europeo che coinvolge le vallate italiane e francesi attorno al Monviso con un obiettivo che va oltre gli scambi culturali: creare una comunità transfrontaliera capace di riconoscersi come un unico territorio, pur appartenendo a due Paesi diversi. Dietro il progetto ci sono 2,137 milioni di euro destinati all’azione Proa(c)tive, inserita nel più ampio programma Piter+ Terres Monviso.
Il percorso rappresenta la naturale prosecuzione del primo Piano Integrato Territoriale sviluppato tra il 2017 e il 2023, grazie al quale sono stati investiti quasi 7,8 milioni di euro, di cui 6,6 milioni provenienti dal Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr). Una strategia che guarda alle montagne come luoghi in cui sperimentare nuove forme di cooperazione. Il cuore del progetto, però, non sono i finanziamenti. Sono i ragazzi.
L’idea nasce da una constatazione semplice: chi vive nelle vallate alpine, pur trovandosi a pochi chilometri dal confine, spesso conosce poco i coetanei che abitano sull’altro versante. Eppure condividono paesaggi, tradizioni, problemi e opportunità. Da qui la scelta di partire dalle relazioni, creando occasioni in cui incontrarsi e vivere esperienze capaci di lasciare un segno. «Queste esperienze restano molto più di tante parole», osserva Cristiana Bertaina, responsabile dell’Area Progetti e Qualità del Consorzio Monviso Solidale. Durante l’estate saranno tre le prime esperienze comuni. Dal 6 al 10 luglio Ostana ospiterà L’Atelier, una settimana dedicata al teatro e alla scoperta di sé, dove giovani italiani e francesi alterneranno laboratori artistici e vita comunitaria. L’8 luglio, nel Queyras francese, sarà la volta di Acqua Viva, una giornata di rafting, kayak e hydrospeed. Infine, il 17 e 18 luglio, il percorso “Dalla città alla montagna” accompagnerà i partecipanti tra Torino e la Valle Stura, alternando visite culturali, attività sportive e momenti insieme. Esperienze diverse, accomunate da una scelta precisa: imparare facendo. «Quando si passa una giornata insieme, magari facendo rafting, ci si capisce anche senza traduzioni», spiega Bertaina. «Lo stare insieme facilita naturalmente la comunicazione».
Una filosofia educativa che mette al centro l’esperienza prima della didattica, nella convinzione che una discesa in rafting, un laboratorio teatrale o una settimana condivisa possano creare relazioni tra giovani che fino al giorno prima vivevano ai due lati dello stesso confine. Gli scambi estivi sono però soltanto la parte più visibile di un lavoro che prosegue tutto l’anno attraverso l’educativa territoriale e la presenza costante degli operatori nelle vallate. Un percorso rivolto ai giovani tra gli 11 e i 25 anni che promuove cittadinanza attiva, inclusione sociale e protagonismo giovanile.
L’obiettivo non è convincere qualcuno a restare a tutti i costi nelle vallate alpine. «Il vero obiettivo è lavorare sull’appassionarsi al luogo in cui uno vive, immaginando che la propria vita si possa costruire anche qui, nelle Valli», spiega Bertaina. Una prospettiva concreta: il progetto non pretende di invertire da solo lo spopolamento, ma di rafforzare il senso di appartenenza, primo passo per scegliere di restare, tornare o investire nel proprio territorio. In fondo è questa la sfida di Terres Monviso + Proa(c)tive: trasformare un confine in un punto d’incontro e un’esperienza condivisa in un legame destinato a durare.
Giovani oltre il confine «Il futuro si costruisce qui»
Cristiana Bertaina racconta Terres Monviso + Proa(c)tive, programma europeo per unire le nuove generazioni delle Terre del Monviso


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