«Cento anni di crescita» Il Palazzo che unisce

Dal 1926 la Camera di Commercio accompagna la crescita economica della Granda. Il presidente Luca Crosetto: «Non celebriamo un edificio, ma il territorio»

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Cento anni possono essere raccontati attraverso date, documenti e numeri. Oppure attraverso un edificio. Il Palazzo della Camera di Commercio di Cuneo appartiene a quella categoria di luoghi che finiscono per identificarsi con la storia del territorio che rappresentano. Da un secolo osserva la provincia cambiare volto, accompagnando l’evoluzione dell’agricoltura, dell’artigianato, del commercio e dell’industria, fino alla nascita di un sistema economico oggi riconosciuto tra i più dinamici del Piemonte e d’Italia. Inaugurato il 24 giugno 1926, il Palazzo nacque come sede definitiva della Camera di Commercio, istituita oltre sessant’anni prima. Progettato dal geometra Giuseppe Camia, rappresentava una delle opere più significative della nuova Cuneo che si stava sviluppando verso l’altipiano. L’imponente facciata neoclassica, gli spazi monumentali e le decorazioni interne affidate al pittore Ugo Capisani raccontavano la volontà di costruire una sede capace di esprimere autorevolezza, stabilità e fiducia nel futuro, in un’epoca in cui il ruolo delle istituzioni economiche assumeva un’importanza sempre maggiore. Da allora migliaia di imprenditori hanno attraversato quelle sale. Cambiano le generazioni, cambiano i mercati, cambiano le tecnologie, ma il Palazzo continua a rappresentare la “casa delle imprese”, il luogo in cui il tessuto produttivo della Granda si confronta con le trasformazioni del proprio tempo. «Questo anniversario – ha spiegato il presidente della Camera di Commercio, Luca Crosetto – non vuole essere soltanto la celebrazione di un edificio, ma il racconto di cento anni di crescita economica della nostra provincia. Il Palazzo è stato testimone dello sviluppo del territorio e continua ancora oggi a essere il punto di riferimento per migliaia di imprese». Il centenario diventa così l’occasione per rileggere un secolo di storia economica. Dalla ricostruzione del dopoguerra alla nascita dei distretti industriali, dall’affermazione delle eccellenze agroalimentari all’apertura verso i mercati internazionali, fino alle sfide più recenti legate alla digitalizzazione, all’innovazione e alla sostenibilità. Una storia che coincide con quella di una provincia capace di reinventarsi senza perdere il legame con le proprie radici.
Il calendario delle celebrazioni accompagnerà il territorio fino a novembre attraverso incontri, convegni, pubblicazioni e momenti di approfondimento. Tra gli appuntamenti più significativi figurano la presentazione del Rapporto Cuneo con l’analista geopolitico Dario Fabbri, il convegno dedicato all’Economia di Francesco, che metterà al centro nuovi modelli di sviluppo e responsabilità sociale d’impresa, e la presentazione del volume realizzato per il centenario del Palazzo, prevista il 18 novembre insieme all’inaugurazione ufficiale dell’edificio restaurato. «Vogliamo offrire ai cittadini l’occasione di conoscere meglio questo luogo e la sua storia – ha aggiunto Crosetto – perché parlare della Camera di Commercio significa raccontare l’evoluzione della provincia di Cuneo. Dietro queste mura sono passate le vicende di intere generazioni di imprenditori, artigiani e commercianti che hanno contribuito a costruire la forza economica della Granda».
Per celebrare l’anniversario è stato presentato anche il logo ufficiale del centenario, sviluppato insieme a Fondazione Artea. Il segno grafico riprende alcuni dettagli architettonici del Palazzo – dai capitelli alle eleganti ringhiere dello scalone monumentale – reinterpretandoli in chiave contemporanea. Lo accompagna il claim “100 anni. Casa delle imprese”, una definizione che sintetizza la missione dell’Ente: essere il luogo dove istituzioni, imprese e territorio continuano a incontrarsi, costruendo insieme nuove opportunità di crescita. A un secolo dalla sua inaugurazione, il Palazzo della Camera di Commercio non è soltanto un bene architettonico da preservare. È il simbolo di una comunità economica che ha saputo attraversare crisi, cambiamenti e trasformazioni senza smettere di investire sul proprio futuro. Un edificio che continua a raccontare, pietra dopo pietra, la storia della Granda e delle persone che ne hanno costruito il successo.

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