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Per.Fora Drill, dieci anni di crescita nel consolidamento dei terreni

Il titolare Massimiliano Cane: «Abbiamo costruito rapporti solidi con numerose imprese e realtà del territorio, collaborando sia con medie aziende, sia con importanti gruppi nazionali del settore infrastrutturale»

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Ci sono mestieri che non si vedono ma senza i quali nulla starebbe in piedi. Letteralmente. Sono quelli di chi lavora sotto terra, dentro le scarpate, nei sottosuoli degli edifici, lungo i viadotti che attraversano le montagne. È lì che opera ogni giorno la squadra di Per.Fora Drill Srl, un’azienda braidese che nel 2026 festeggia dieci anni di attività in uno dei settori più tecnici e specializzati dell’edilizia: il consolidamento strutturale, la messa in sicurezza di strade, ponti, scarpate e fondazioni. Una storia che non inizia nel 2016, però. Inizia molto prima, nell’86, quando il nonno Luigi apre la prima attività. Poi arriva il padre Osvaldo. Poi i figli, due fratelli cresciuti in cantiere, con le mani nel cemento e gli occhi aperti su un mondo fatto di trivellazioni, pali, pozzi e tiranti. «Papà mi disse: o vai a studiare da geometra, o vai in cantiere. Ho scelto il cantiere. Avevo sedici anni», ricorda Massimiliano Cane.
La vita in un’impresa familiare non è mai lineare. Nel 1999 arriva il colpo più duro: il padre muore in un incidente stradale. Lui ha ventuno anni. Suo fratello venti. C’è ancora il nonno, e insieme decidono di andare avanti. Lo fanno fino al 2007, quando le strade si dividono. Ma la passione per quel lavoro, per quel modo preciso e irripetibile di leggere il sottosuolo, di capire come si muove la terra, di trovare la soluzione giusta per ogni cantiere, in Massimiliano non si spegne.
Dal 2008 al 2016 lavora come libero professionista, seguendo imprese dell’Astigiano nel suo settore. Poi, nel maggio del 2016, la decisione che cambia tutto: «Mi sono detto: è il momento di concentrarmi sulla mia azienda». Parte quasi da zero. Un cliente storico di Genova, un cantiere nel Novarese, due ragazzi, una macchina noleggiata, un motocompressore, un furgone affittato e attrezzatura comprata d’occasione a Milano. Spiegare cosa fa questa azienda non è semplice. Non è edilizia comune. È qualcosa di più preciso, più tecnico, più raro. Si interviene dove le strade franano, dove i viadotti hanno bisogno di essere ancorati, dove in un nuovo edificio si deve scavare in profondità senza far cedere ciò che sta intorno. Trivellazioni, pali, tiranti, cerchiaggi perimetrali, pozzi d’acqua. Un lavoro che richiede di saper leggere la terra prima ancora di toccarla.
«Ogni cantiere è una cosa nuova. Ti danno le relazioni geologiche, ma poi devi saper lavorare quel terreno. E se un sistema non funziona, devi accendere la lampadina e cambiare». Un esempio semplice per descrivere una competenza rarissima, che non si impara sui libri e non si improvvisa.
Il raggio d’azione di Per.Fora Drill copre Piemonte, Liguria, Lombardia e Veneto. I clienti sono imprese medie e grandi gruppi, tra cui le principali società di costruzione e gestione di infrastrutture in Italia. Nell’aprile del 2024 è arrivato anche l’ingresso nel Consorzio Cuneo Strade, realtà che riunisce imprese specializzate in diversi ambiti delle opere pubbliche. «L’idea è quella di offrire un servizio completo. Ognuno porta la propria specializzazione e insieme possiamo rispondere a richieste sempre più articolate». Una scelta che ha contribuito a rafforzare ulteriormente la presenza dell’azienda sul territorio provinciale e ad aprire nuove opportunità di lavoro.
In dieci anni l’azienda ha costruito qualcosa di solido. Nei momenti di massima espansione, dopo il Covid, erano quindici operai attivi su cinque cantieri contemporanei. Oggi la squadra è più contenuta: una scelta precisa, fatta per mantenere il controllo sulla qualità e sulla gestione. I mezzi crescono anno dopo anno. Dal primo furgone affittato si è arrivati a quattro furgoni aziendali e, soprattutto, a quattro gruppi di perforazione completi: macchine e motocompressori capaci di operare su quattro cantieri in simultanea. «L’ultima è la mia pazzia dell’anno», dice con un sorriso. «Ma ci vuole sempre». Le macchine più recenti sono radiocomandante, un’evoluzione tecnologica che cambia il modo di lavorare e ben si integra con le due manuali.
Dieci anni di cantieri, di problemi risolti, di clienti che tornano perché sanno che il lavoro viene portato a termine con professionalità. E un futuro che non punta alla grandezza a tutti i costi, ma alla solidità. «Mi auguro semplicemente che si possa continuare così. L’importante è lavorare bene, tenere il controllo, non fare il passo più lungo della gamba». Una saggezza imprenditoriale che sa di esperienza vissuta, di notti in cantiere, di macchine rotte all’alba. Ricordi emersi nel corso dei festeggiamenti dei dieci anni celebrati con una serata in compagnia: dipendenti, fornitori, clienti storici e amici. Un momento per staccare la testa, guardarsi intorno e rendersi conto di quanto è stato costruito. «È stato bello. Staccare un attimo e trovarsi insieme regala entusiasmo. Ogni tanto ci vuole». Il bilancio è positivo. Tante fatiche, molte soddisfazioni e la consapevolezza che il vero patrimonio per Massimiliano non siano soltanto i macchinari o i cantieri realizzati, ma le persone che con lui ogni giorno condividono il percorso.

BaNNER
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