Alla presentazione del progetto a Savigliano, nel settembre 2025, il presidente della Regione Alberto Cirio e il direttore generale Asl Cn1 Giuseppe Guerra hanno fornito le caratteristiche del futuro ospedale di pianura. L’assessore regionale Federico Riboldi, martedì 9 giugno, a Saluzzo, ha aggiornato sull’iter della struttura nella conferenza indetta dall’associazione Amici dell’Ospedale Ss. Annunziata. L’ospedale unico per il quadrante Nord-Ovest della provincia di Cuneo sostituirà le tre strutture ospedaliere attualmente esistenti nei comuni di Savigliano, Saluzzo e Fossano. Il progetto è stato realizzato dallo Studio Altieri di Thiene (Vicenza).
Assessore, il nuovo ospedale unico di pianura sostituirà le tre strutture ospedaliere attualmente esistenti nei comuni di Savigliano, Saluzzo e Fossano. Anche per questo motivo c’è molta attesa. Che notizie ci sono sulla procedura?
«Il nuovo ospedale è un’opera attesa da anni dal territorio che finalmente verrà realizzata. Non c’è alcun rischio che si torni indietro e che l’opera non venga realizzata. La Regione ha fatto la sua parte, il finanziamento erogato. Ora Inail deve completare l’iter di verifica e di validazione del progetto. Ricordo che con Inail a luglio dello scorso anno abbiamo siglato un’intesa complessiva da oltre 2 miliardi per sette nuovi ospedali».
I tempi?
«Nell’auspicio che Inail approvi il progetto entro la fine dell’anno, il nuovo ospedale potrebbe vedere la luce nel 2030. Ma naturalmente, sui tempi occorre massima prudenza. La durata del cantiere è prevista in circa 3 anni. È un’opera meno impegnativa di altre che abbiamo avviato in questi anni, quindi è ragionevole essere ottimisti sui tempi».
In termini di sostenibilità ambientale che struttura sarà?
«Il progetto prevede la costruzione di un edificio di circa 61mila metri quadrati distribuiti su quattro piani con 390 posti letto, di cui 287 destinati alla degenza ordinaria, oltre a 80 letti tecnici, otto sale operatorie e tre sale parto. Una configurazione che concentra in un’unica sede reparti e servizi oggi dislocati in più strutture, dando risposta a un bacino d’utenza che attende da tempo un’infrastruttura moderna e funzionale. Grande attenzione è stata posta anche al tema della sostenibilità: tecnologie a basso impatto, metodologie costruttive orientate all’efficienza e soluzioni capaci di ridurre consumi e sprechi».
L’Inail ha stanziato 250 milioni di euro. Che cosa manca?
«Non manca nulla. I soldi ci sono, sono stati assegnati con decreto ministeriale: come dicevo, attendiamo che Inail faccia le sue valutazioni in merito e proceda per quanto di sua competenza».
La rete stradale attuale è considerata insufficiente per i futuri volumi di traffico. Che cosa si prevede?
«Non ci sono criticità particolari, in sede di conferenza dei servizi sono state esaminate tutte le situazioni, fatte tutte le analisi del traffico: con Anas l’interlocuzione è costante, come con la Provincia di Cuneo che ha competenza sulle strade extra-urbane e con i Comuni della zona. È prevista una rotatoria per l’accesso al nuovo ospedale».
Il Premio Montale a Beppe
Mariano per “Cosmocreature”
Il poeta saviglianese Beppe Mariano si aggiudica il Premio Montale Fuori di Casa 2026 grazie a Cosmocreature, la sua più recente raccolta poetica. Nella motivazione, firmata da Adriana Beverini, l’opera viene definita un libro di «sorprendente freschezza, novità e potenza espressiva», capace di coniugare dimensione filosofica, slancio lirico e tensione visionaria. Al centro della raccolta c’è la riflessione sul rapporto tra uomo e cosmo, tra i limiti del pensiero e l’infinito, in una ricerca che attraversa temi scientifici, ecologici e metafisici. La giuria sottolinea come Mariano, forte di oltre sessant’anni di attività poetica, utilizzi la parola come strumento di conoscenza, avvicinandosi ai grandi interrogativi della fisica e dell’astrofisica contemporanee. Nelle sue poesie convivono ironia e meditazione, con richiami al bosone di Higgs, alle onde gravitazionali e alla nascita dell’universo. Un percorso che la motivazione accosta idealmente a quello di Eugenio Montale negli anni della maturità, quando il Nobel ligure guardava con interesse alle nuove frontiere della scienza.


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